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Meteo oggi 28 agosto: i temporali sono già partiti, ma il radar non dice ancora dove saranno più forti – scirocco ed afa alle stelle

A metà mattina i primi temporali sono già comparsi tra la Liguria di Ponente e il settore alpino occidentale. Satellite e radar confermano quindi l’arrivo della fascia più instabile esattamente dal settore atteso. Ma c’è un particolare importante: ciò che vediamo adesso non rappresenta necessariamente il momento più intenso della giornata. Il radar fotografa dove sta piovendo in questo istante, non quanta energia riuscirà a utilizzare l’atmosfera tre o quattro ore più tardi. Oggi l’attenzione resta elevata soprattutto lungo Alpi, Prealpi e zone pedemontane, dove nel pomeriggio potranno svilupparsi temporali più organizzati, accompagnati localmente da grandine e forti raffiche di vento. Sulla Pianura Padana la situazione sarà meno uniforme. Dal Centro verso il Sud, invece, il problema sarà completamente diverso: Toscana e Lazio dovranno fare i conti soprattutto con un’afa molto intensa, mentre sulle regioni meridionali potranno essere direttamente i termometri a spingersi oltre 40 °C, con punte locali di 44-45 °C. Scirocco in rinforzo.

Cosa possiamo già capire dai temporali comparsi questa mattina

L’osservazione delle ultime ore permette innanzitutto di confermare la tempistica dell’ingresso dell’instabilità. I primi nuclei hanno interessato il Ponente ligure e il settore alpino piemontese, cioè il margine occidentale dell’area italiana che per prima entra in contatto con correnti più instabili provenienti da ovest.
È però importante non attribuire al radar una capacità che non possiede. Una zona senza precipitazioni alle 11 non è necessariamente una zona nella quale non potrà piovere nel pomeriggio. Allo stesso modo, un temporale già presente al mattino non individua automaticamente il luogo nel quale si avranno i fenomeni più intensi della giornata.

Sulle Alpi il rischio può aumentare proprio quando il radar sembra ancora poco affollato

Durante le ore centrali aumenta normalmente l’energia che può alimentare i moti convettivi. Oggi questo avverrà mentre correnti più dinamiche interesseranno progressivamente l’arco alpino. I rilievi aggiungono inoltre un meccanismo fondamentale: costringono l’aria dei bassi strati a salire, facilitando l’innesco delle nuove celle dove l’atmosfera è già predisposta allo sviluppo verticale.
Le conseguenze possibili sono rovesci molto intensi, improvvisi rinforzi del vento e grandinate. Nelle strutture meglio organizzate la grandine potrà anche raggiungere dimensioni significative.

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La Pianura Padana resta la parte più difficile da interpretare

Spostandosi dalle montagne verso la pianura viene meno una parte dell’aiuto fornito dall’orografia. I temporali possono comunque propagarsi verso le zone pianeggianti, ma per farlo devono trovare condizioni favorevoli oppure essere già sufficientemente organizzati da mantenersi attivi durante lo spostamento.
Ecco perché oggi non è corretto aspettarsi temporali diffusi su tutta la Pianura Padana. Sono possibili transiti anche intensi, soprattutto sulle aree più vicine alla fascia pedemontana, ma la distribuzione sarà molto irregolare.
Anche procedendo verso est la situazione dovrà essere seguita durante il pomeriggio e successivamente in serata. Trentino-Alto Adige, rilievi del Veneto e Friuli-Venezia Giulia entreranno progressivamente nella fascia più favorevole alla convezione. Tra Veneto e Friuli alcuni fenomeni potranno riuscire a interessare anche la pianura, localmente con forte intensità.
La probabilità temporalesca tenderà invece a diminuire procedendo verso le regioni centro-settentrionali più meridionali. Non perché manchi il caldo, ma perché l’assetto atmosferico favorevole ai temporali resterà molto più vicino all’arco alpino.

In Toscana e Lazio il problema oggi non è soltanto quanti gradi farà

A poche centinaia di chilometri dai temporali settentrionali troviamo un’atmosfera completamente diversa. Toscana, Lazio e buona parte delle regioni centrali rimangono immerse in aria molto calda, ma il dato più importante oggi potrebbe non coincidere con la temperatura massima.
L’elaborazione del disagio termo-igrometrico evidenzia infatti una vasta area nella quale temperature molto elevate si combinano con una quantità notevole di vapore acqueo nei bassi strati. Soprattutto lungo le coste, sulle pianure occidentali e nelle grandi aree urbane, questa combinazione può portare l’indice di calore oltre 40 °C.
La Toscana ne sta offrendo un esempio particolarmente evidente già da ieri. Oggi, con temperature ancora elevate e bassi strati molto umidi, il disagio potrà raggiungere uno dei livelli più alti di questa parte finale dell’estate. Anche il Lazio si troverà in condizioni simili, soprattutto nelle zone meno ventilate e lungo i settori prossimi al mare.

Al Sud i 40 °C saranno invece reali

Nel Mezzogiorno cambia ancora il meccanismo. Qui non sarà necessario affidarsi all’indice di calore per trovare numeri superiori a 40 °C: potranno essere direttamente le temperature dell’aria a superare quella soglia.
Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata rimangono immerse nella porzione più calda della massa d’aria subtropicale. Nelle aree interne maggiormente esposte sono possibili massime diffusamente molto elevate e locali punte nell’ordine di 44-45 °C.
È una differenza meteorologica importante. Oggi un valore superiore a 40 °C può raccontare due situazioni completamente differenti a seconda della zona d’Italia. In Toscana o nel Lazio può descrivere soprattutto il disagio prodotto da caldo e umidità combinati. Al Sud può rappresentare direttamente la temperatura misurata dell’aria.
La giornata del 28 agosto potrebbe quindi risultare una delle più gravose di questa parte finale dell’estate, ma per motivi diversi: instabilità severa sulle regioni settentrionali più vicine alle Alpi, forte stress termo-igrometrico su parte del Centro e temperature estreme sul Meridione.

Da sabato qualche grado in meno, ma settembre non garantisce ancora la normalità

Tra la serata e sabato l’ingresso più deciso delle correnti occidentali favorirà un ricambio dell’aria sul Centro-Nord. Le temperature diminuiranno e soprattutto in Toscana dovrebbe attenuarsi quella combinazione di caldo e umidità che sta rendendo queste ore così pesanti. Al Sud il ridimensionamento sarà più lento e il caldo resterà ancora molto intenso.
C’è poi una domanda inevitabile: potrebbe essere questo uno degli ultimi apici così marcati dell’estate 2026? È possibile, ma non possiamo trasformare una diminuzione delle temperature in una conclusione definitiva della fase calda.
Le elaborazioni disponibili per l’inizio di settembre mostrano un ridimensionamento dell’eccesso termico rispetto ai valori di queste ore. Resta però concreta la possibilità che le temperature continuino a mantenersi sopra le medie del periodo, pur senza gli estremi raggiunti alla fine di agosto. La distanza temporale impone quindi prudenza e sarà soprattutto la persistenza delle prossime configurazioni a dirci se settembre riuscirà davvero a riportare condizioni più vicine alla climatologia.
Per oggi l’informazione più utile arriva invece dall’osservazione diretta: i temporali sono comparsi nel settore previsto, ma quello che vediamo a metà mattina è soltanto una fotografia dell’atmosfera attuale. Per Alpi, Prealpi e pedemontane le ore da seguire con maggiore attenzione devono ancora arrivare.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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