Una previsione può diventare meno perturbata e, nello stesso aggiornamento, continuare a mostrare fino a 7-9 °C in meno. Non è una contraddizione. Tra domenica 16 e lunedì 17 agosto il cambiamento della circolazione oggi appare meno strutturato rispetto a quanto ipotizzato alcuni giorni fa, ma soprattutto sul versante tirrenico le temperature massime potranno ugualmente diminuire in modo sensibile. Il motivo è che il termometro al suolo non risponde soltanto alla temperatura della massa d’aria: dopo giornate eccezionalmente calde bastano più nubi, qualche precipitazione e un modesto ricambio per ridurre parecchio il riscaldamento pomeridiano.
Il peggioramento si è ridimensionato, il calo delle massime meno
È probabilmente questo l’aspetto più interessante degli aggiornamenti. Qualche giorno fa le elaborazioni lasciavano intravedere una modifica più netta e organizzata della circolazione dopo Ferragosto. Le indicazioni più recenti suggeriscono invece un’interferenza meno incisiva, sufficiente a disturbare la fase molto calda ma non necessariamente capace di sostituirla con diversi giorni nettamente più freschi.
Eppure le differenze termiche previste rimangono notevoli. Già entro domenica 16 compaiono diminuzioni prossime a 6-7 °C in alcune aree. Entro lunedì 17, soprattutto lungo il versante tirrenico, localmente ci si avvicina ai 9 °C in meno rispetto ai valori di partenza.
Per capire perché occorre separare due cose che spesso vengono considerate equivalenti: quanto cambia la massa d’aria e quanto cambia la temperatura massima misurata vicino al terreno.
Le due grandezze sono collegate, ma non si muovono necessariamente della stessa quantità.
In questi giorni il terreno riceve molte ore di forte insolazione e parte da una massa d’aria molto calda. Sono condizioni estremamente efficienti nel produrre temperature elevate. Se domenica e soprattutto lunedì una parte di questa efficienza verrà meno, il termometro potrà contrarsi anche di diversi gradi senza l’arrivo di aria insolitamente fresca per metà agosto.
Domenica 16 inizieranno a comparire i primi effetti
La prima giornata da seguire sarà domenica. Le precipitazioni dovrebbero interessare inizialmente soprattutto il Nord, dove le elaborazioni indicano accumuli localmente nell’ordine di alcune decine di millimetri entro lunedì. La distribuzione resterà però irregolare e non tutti i settori riceveranno la stessa quantità di pioggia.
Possibilità di rovesci e temporali compaiono anche più a sud, sebbene con caratteristiche più sparse. Questo significa che la diminuzione delle temperature non procederà in maniera uniforme.
Dove il sole continuerà a prevalere per gran parte della giornata, le massime potranno rimanere elevate. Dove invece le nubi arriveranno prima, accompagnate magari da rovesci o da una ventilazione più attiva, diverse ore utili al riscaldamento diurno verranno meno.
È un dettaglio importante perché domenica non deve necessariamente presentare un ricambio d’aria profondo per mostrare già una diminuzione evidente al suolo. Il primo abbassamento delle massime può anticipare gli effetti termici più completi del giorno successivo.
Lunedì 17 il Tirreno potrà mostrare le differenze maggiori

Nell’elaborazione riferita a lunedì la diminuzione diventa più evidente proprio lungo il settore occidentale della Penisola. È una distribuzione che merita di essere interpretata.
Toscana, Lazio e più in generale diversi settori tirrenici arrivano a questo fine settimana dopo una fase nella quale il riscaldamento diurno è stato particolarmente efficace. Significa che il valore dal quale parte il confronto è molto alto.
Immaginiamo una località che, grazie a pieno sole e aria molto calda, abbia raggiunto una massima eccezionalmente elevata. Lunedì la stessa località potrebbe avere più nuvolosità, una ventilazione differente e magari qualche ora condizionata dalle precipitazioni. Anche con una massa d’aria soltanto moderatamente meno calda, il pomeriggio può chiudersi molti gradi più in basso.
Sul versante tirrenico, quindi, il valore vicino a -9 °C non va letto come la misura diretta dell’intensità del raffreddamento atmosferico. Una parte di quella differenza nasce dal fatto che viene confrontata una giornata estremamente favorevole al caldo con una giornata molto meno efficiente nel produrre le stesse massime.
È anche il motivo per cui le zone che perderanno più gradi non saranno necessariamente quelle raggiunte dall’aria più fresca in assoluto.

Nubi e precipitazioni possono togliere diversi gradi senza interrompere l’estate

Il ruolo della copertura nuvolosa viene spesso sottovalutato quando si osservano soltanto le variazioni delle temperature massime.
In agosto bastano alcune ore di sole in meno durante la parte centrale della giornata per modificare sensibilmente il bilancio termico vicino al terreno. Se interviene anche una precipitazione, l’evaporazione e il rimescolamento dell’aria possono accentuare temporaneamente la diminuzione.
Il risultato finale può essere molto evidente: sette, otto o perfino nove gradi in meno rispetto a un pomeriggio precedente estremamente caldo.
Ma da questo numero non possiamo dedurre automaticamente che farà fresco.
Proprio perché il punto di partenza è eccezionalmente elevato, una diminuzione importante può semplicemente riportare diverse località verso temperature più normali per il periodo. In altre zone i valori potrebbero restare ancora leggermente superiori alla climatologia di riferimento.
Questo aspetto dovrà essere verificato meglio avvicinandoci a lunedì.
Non ci sono ancora elementi per considerare conclusa la forte fase estiva
Gli aggiornamenti impongono infine una certa cautela sull’evoluzione della prossima settimana.
La circolazione dovrebbe diventare meno favorevole agli eccessi termici osservati in questi giorni e aumenteranno le occasioni per nubi, rovesci e temporali. Al momento, però, la modifica appare meno profonda di quanto alcune elaborazioni precedenti lasciassero ipotizzare.
Non è quindi corretto trasformare la diminuzione prevista tra domenica e lunedì nella fine della stagione calda.
L’estate può perdere temporaneamente una parte dei suoi eccessi senza abbandonare il Mediterraneo. Se la massa d’aria più calda rimarrà relativamente vicina all’Italia, nuove risalite delle temperature resteranno possibili durante la prossima settimana, intervallate da fasi meno calde e più instabili.
Su tempi più lunghi serviranno altri aggiornamenti per capire quanto durerà questa nuova disposizione della circolazione.
Per il momento il dato più utile arriva proprio dall’apparente contraddizione delle elaborazioni: il peggioramento è diventato meno incisivo, ma il termometro può comunque scendere parecchio. Sul Tirreno, in particolare, parte della diminuzione sarà semplicemente il prezzo pagato quando, dopo giorni eccezionalmente caldi, il sole smetterà per qualche ora di lavorare a pieno regime.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
