Cinque o sei notti su sei con una temperatura minima di almeno 20 °C. È questo il dato che permette di misurare meglio il ridimensionamento termico atteso sull’Italia. Le temperature diminuiranno rispetto ai valori raggiunti durante la fase più intensa, ma in molte città, pianure, coste e isole il termometro farà ancora fatica a scendere sotto la soglia delle notti tropicali. Potremo passare da minime di 25 o 26 °C a valori vicini a 20-22 °C: un miglioramento evidente per il corpo e per il riposo, senza però ritrovare ovunque notti realmente fresche.
Due anomalie opposte attraversano l’Europa
La carta ECMWF riferita alla settimana dal 20 al 26 luglio mostra una marcata anomalia negativa sull’Europa centrale e orientale. Le tonalità blu interessano soprattutto l’area compresa tra Germania orientale, Polonia, Repubblica Ceca, Balcani e regioni circostanti.
A ovest prevale una situazione differente. Le anomalie positive persistono sulla Penisola Iberica, sul sud della Francia e su parte del Mediterraneo occidentale. L’Italia si trova vicino al margine tra le due aree, senza essere completamente inglobata né nel nucleo fresco centro-orientale né in quello caldo occidentale.

Questa posizione rende la previsione italiana particolarmente sensibile alla traiettoria delle correnti. L’aria meno calda potrà raggiungere più facilmente il Nord e il versante adriatico, mentre il Mediterraneo occidentale continuerà a esercitare la propria influenza sulle regioni tirreniche, sulle coste e sulle isole maggiori.
La carta ECMWF rappresenta però un’anomalia media settimanale della temperatura a due metri, ottenuta attraverso l’insieme delle simulazioni sub-stagionali. Non indica direttamente le temperature minime previste nelle singole località e non garantisce che una zona prossima alla media riesca a scendere sotto 20 °C durante la notte.
La mappa italiana mostra dove il caldo resisterà dopo il tramonto
La previsione delle notti tropicali per i prossimi sei giorni aggiunge il dettaglio che manca alla carta europea. Le frequenze più elevate interessano le isole maggiori, numerosi settori costieri e una parte consistente del Centro-Sud.

In Sardegna e in gran parte della Sicilia la mappa indica fino a sei notti tropicali su sei. Una persistenza simile compare lungo diversi tratti del versante tirrenico, dalla Liguria alle coste della Toscana, del Lazio, della Campania e della Calabria. Valori elevati raggiungono anche la Puglia e altri settori costieri del Mezzogiorno.
Cinque notti tropicali sono possibili anche in diverse aree del Nord, comprese zone della Pianura Padana e dell’alto Adriatico. Qui umidità, urbanizzazione, ventilazione debole e accumulo di calore nei bassi strati possono limitare la diminuzione notturna, anche quando le temperature pomeridiane iniziano a perdere alcuni gradi.
Le zone con un numero inferiore di notti sopra soglia si concentrano soprattutto sulle Alpi, lungo l’Appennino e nelle aree interne poste a maggiore altitudine. La distanza dal mare e la conformazione locale potranno favorire un raffreddamento più efficace, specialmente nelle vallate e nelle conche meno urbanizzate.
La definizione climatologica considera tropicale una notte durante la quale la temperatura minima resta sopra 20 °C. La mappa utilizza la soglia operativa dei 20 °C per contare la frequenza prevista: non descrive quindi il caldo massimo della giornata, ma la difficoltà dell’atmosfera a disperdere energia nelle ore notturne.
Perdere cinque gradi non significa tornare a una notte fresca
Una minima di 21 °C è molto diversa da una minima di 26 °C. Il corpo percepisce il miglioramento, gli ambienti interni riescono a raffreddarsi più facilmente e il disagio diminuisce. Dal punto di vista meteorologico, però, la notte resta tropicale.
È qui che il prossimo cambiamento rischia di essere interpretato male. Se una città passa da una massima di 38 °C a una di 32 °C, la diminuzione appare subito evidente. Se nello stesso periodo la minima scende da 25 a 21 °C, il raffreddamento è altrettanto reale, ma non è sufficiente a riportare il termometro sotto la soglia dei 20 °C.
Anche una settimana con temperature medie vicine alla norma può contenere diverse notti tropicali. La media settimanale combina massime, minime, giornate più calde e giornate meno calde. Può quindi diminuire sensibilmente grazie al ridimensionamento delle ore diurne, mentre le minime restano elevate lungo le coste e nelle grandi aree urbane.
Non c’è contraddizione tra le due mappe. Quella europea mostra lo scarto medio rispetto alla climatologia. Quella italiana conta quante volte viene raggiunta una determinata soglia notturna. Sono due misure diverse e, proprio per questo, devono essere lette insieme.
Mare caldo, città e umidità frenano la discesa notturna
Le temperature minime non dipendono soltanto dalla massa d’aria presente a circa 1.500 metri. Nelle ore successive al tramonto diventano determinanti le condizioni dei primi metri sopra il terreno.
Le superfici urbane accumulano energia durante il giorno e la restituiscono lentamente. Asfalto, cemento, tetti ed edifici mantengono le città più calde rispetto alle campagne circostanti. Dopo molti giorni con temperature elevate, il calore immagazzinato non viene smaltito in una sola notte.
Lungo le coste interviene il mare. L’acqua possiede una notevole inerzia termica e conserva a lungo il calore accumulato. Quando la superficie marina è calda, le brezze notturne possono portare verso terra aria umida e mite, impedendo al termometro di scendere rapidamente.
Conta anche il punto di rugiada. Se l’aria resta molto umida, la temperatura incontra una sorta di limite fisico alla discesa. Per ottenere minime nettamente inferiori a 20 °C servono non soltanto temperature più basse in quota, ma anche aria più asciutta, un efficace ricambio nei bassi strati e condizioni locali favorevoli alla dispersione del calore.
Per questo le aree interne e collinari potranno scendere più facilmente sotto soglia, mentre città, pianure e litorali continueranno più spesso a oscillare attorno ai 20-22 °C.
Un’Italia più vicina alla media, ma non alla normalità notturna di un tempo
La previsione dei prossimi sei giorni non basta da sola a dimostrare una trasformazione del clima. Una carta meteorologica descrive un periodo limitato, mentre per individuare una tendenza servono serie di dati lunghe e confronti climatologici omogenei.
La difficoltà ricorrente nel tornare sotto 20 °C è però coerente con quanto osservato negli ultimi decenni. Secondo ISPRA, nel 2024 il numero medio nazionale di notti tropicali è risultato superiore di 25,2 rispetto alla media del periodo 1991-2020.
Anche le analisi europee mostrano un aumento della frequenza delle notti tropicali. Nel 2024 una parte molto ampia dell’Italia ha registrato molte più notti sopra 20 °C rispetto alla climatologia, mentre i dati continentali indicano una crescita dell’indice a partire dagli anni Ottanta.
Parlare di una nuova normalità richiede quindi precisione. Non significa che ogni notte estiva debba restare sopra 20 °C. Significa che il superamento di questa soglia sta diventando più frequente e che, dopo una fase molto calda, il ritorno verso valori normali può fermarsi più spesso a 20-22 °C anziché proseguire fino a 16-18 °C.
Il prossimo calo andrà verificato poco prima dell’alba
Il ridimensionamento termico sarà reale. Diminuiranno le massime, si attenueranno le punte più elevate e saranno meno frequenti le minime estreme comprese tra 24 e 26 °C. Non tutte le zone italiane, però, risponderanno nello stesso modo.
Alpi, Appennino e aree interne avranno maggiori possibilità di tornare sotto 20 °C. Pianura Padana, grandi città, coste tirreniche, Puglia, Sardegna e Sicilia continueranno invece a mostrare una maggiore resistenza del caldo notturno.
La profondità del raffreddamento non si capirà quindi osservando soltanto il termometro nel pomeriggio. La verifica più significativa arriverà nelle ore che precedono l’alba, quando la temperatura raggiungerà il valore minimo della giornata.
Passare da 26 a 21 °C sarà un sollievo importante. Ma finché molte zone continueranno a contare cinque o sei notti tropicali su sei, non potremo parlare di un ritorno generalizzato alle notti fresche. Avremo un’Italia meno calda rispetto ai giorni precedenti, ma ancora incapace, in numerose località, di oltrepassare verso il basso il limite dei 20 °C.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
