Una “DANA” a ovest del Portogallo, una cupola anticiclonica sull’Europa e notti sempre più calde: ecco il vero meccanismo dietro la nuova ondata di calore di giugno
Il caldo non arriva “da solo”: viene incastrato
Quando si parla di ondata di calore, la spiegazione più semplice è sempre la stessa: “arriva l’aria calda dall’Africa”. È vero, ma anche questa volta non basta.
Tra la fine di giugno 2026 e l’inizio dell’estate astronomica, la Penisola Iberica si trova dentro un meccanismo atmosferico molto più sofisticato: una sorta di trappola del caldo. Da una parte c’è una depressione isolata in quota, una DANA, posizionata a ovest del Portogallo; dall’altra una dorsale anticiclonica che si allunga sull’Europa sud-occidentale. In mezzo, Spagna e Portogallo diventano il corridoio perfetto per la risalita di aria sahariana molto calda e secca. L’IPMA portoghese descrive proprio questa combinazione: crista anticiclonica sulla Penisola Iberica e depressione in quota a ovest del continente, con trasporto di aria calda dal Nord Africa.
La DANA funziona come una pompa di calore
La parola DANA può trarre in inganno: spesso viene associata a temporali, maltempo e piogge intense. Ma quando una depressione in quota si posiziona nel punto “giusto”, può produrre l’effetto opposto su chi si trova davanti al suo bordo orientale.
È quello che sta accadendo ora. La DANA (Depresión Aislada en Niveles Altos, in italiano: depressione isolata in quota) a ovest del Portogallo non scarica subito il fresco sulla Penisola Iberica, ma favorisce una risalita meridionale: l’aria calda viene aspirata dal Nord Africa e spinta verso nord. Sopra, intanto, la dorsale anticiclonica schiaccia l’atmosfera e riduce il rimescolamento. Il risultato è un caldo che non solo arriva, ma resta.
Il dettaglio che fa la differenza: il caldo scende dall’alto
Il punto più sottovalutato è la subsidenza.
Dentro un anticiclone robusto, l’aria tende a scendere dagli strati superiori verso il suolo. Scendendo, si comprime e si riscalda. Questo significa che non abbiamo soltanto aria già calda in arrivo dal Sahara: abbiamo anche un’atmosfera che, comprimendola, la rende ancora più calda. È il classico effetto “coperchio”. Il cielo resta stabile, il vento si indebolisce, le perturbazioni vengono deviate e il calore si accumula giorno dopo giorno. Per questo una giornata a 38°C è un problema; quattro o cinque giorni con massime vicine o superiori ai 40°C e minime notturne elevate diventano un evento molto più serio.
Spagna e Portogallo: non solo picchi, ma persistenza
In Portogallo sono attese temperature massime tra 30 e 42°C, con i valori più alti nelle zone interne, mentre lungo la fascia costiera occidentale il mare dovrebbe contenere parzialmente il caldo. Il servizio meteorologico portoghese indica martedì 23 e mercoledì 24 giugno come i giorni probabilmente più caldi dell’episodio.
Il punto non è soltanto il numero sul termometro. È la persistenza. Le minime notturne sono previste in aumento e in gran parte del Portogallo continentale potranno restare sopra i 20°C nella prima metà della settimana.
E l’Italia? Entra nella stessa bolla, ma con effetti diversi
L’Italia non è il bersaglio principale della DANA, ma viene coinvolta dalla stessa espansione anticiclonica subtropicale. La differenza è che da noi il caldo assume una forma più “mediterranea”: temperature elevate, afa, notti tropicali e temporali di calore sui rilievi. Le previsioni per la settimana 22-28 giugno vedono ancora un promontorio subtropicale sul Mediterraneo occidentale esteso verso il Nord Italia e parte del Centro, con temperature ampiamente sopra la media su tutto il Paese e anomalia molto positiva sul Nord-Ovest. Questo significa che l’Italia non vivrà semplicemente un riflesso dell’ondata iberica. Sarà dentro una fase stabile e calda più ampia, destinata a proseguire anche oltre il primo weekend estivo.
Perché questa ondata pesa più di una normale fiammata estiva
Ci sono tre elementi che rendono questa fase particolarmente delicata.
Il primo è la precocità. Siamo appena al solstizio d’estate, ma lo schema atmosferico è già da piena estate.
Il secondo è la durata. Non si tratta di un picco isolato, ma di una fase di diversi giorni, con caldo diurno e notturno.
Il terzo è il contesto climatico. Copernicus ha segnalato che l’Europa occidentale ha già vissuto nella seconda metà di maggio 2026 un’ondata di calore insolitamente precoce e intensa, con temperature percepite tra 35 e 40°C su ampie aree e un legame con una persistente area di alta pressione, spesso definita “heat dome”.
In altre parole, questa nuova fase non arriva in un’estate “normale”: arriva dopo un inizio stagione già segnato da anomalie importanti.
La mappa mentale per capire cosa succede
Per leggere questa ondata di calore bisogna immaginare tre ingranaggi.
Il primo è la DANA a ovest del Portogallo, che richiama aria calda verso nord.
Il secondo è la dorsale anticiclonica, che blocca il ricambio d’aria e favorisce subsidenza.
Il terzo è il suolo che accumula calore, soprattutto nelle aree interne e nelle città, dove le notti tropicali impediscono un vero raffreddamento.
Quando questi tre elementi lavorano insieme, il caldo smette di essere una semplice anomalia giornaliera e diventa un episodio strutturato.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
In Italia, invece, il caldo più fastidioso riguarderà soprattutto il Centro-Nord, la Pianura Padana, le aree interne tirreniche e le città dove afa e isola di calore urbana faranno salire il disagio. Sui rilievi alpini e appenninici potranno svilupparsi temporali pomeridiani, ma non saranno sufficienti a interrompere la fase calda generale. Anzi, localmente potranno accentuare il rischio di raffiche improvvise e fenomeni intensi. L’Europa sud-occidentale sta entrando in una configurazione capace di produrre caldo persistente, notti difficili, stress sanitario e aumento del rischio incendi. E questa volta la “cupola” non si ferma ai Pirenei: arriva fino all’Italia.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
