HomeMeteoMeteo, flessione barica a metà settimana sull'Italia: non crolla l’alta pressione, ma...

Meteo, flessione barica a metà settimana sull’Italia: non crolla l’alta pressione, ma cambia qualcosa in quota

Alta pressione ancora presente al suolo, ma una lieve flessione in quota potrà riaccendere l’instabilità a metà settimana, con rovesci e temporali più probabili tra Alpi, Nord-Est e alto Adriatico.

A metà settimana l’Italia resterà in gran parte sotto l’influenza di un campo di pressione ancora relativamente elevato, ma le mappe in quota mostrano un segnale da non sottovalutare: una flessione del geopotenziale a 500 hPa in scorrimento sull’Europa centrale e in parziale estensione verso il Nord Italia.

Non si tratta di una vera e propria saccatura profonda, né di una perturbazione organizzata destinata a coinvolgere tutta la Penisola. L’accadimento è più sottile, ma meteorologicamente importante: l’alta pressione rimane presente al suolo, mentre alle quote medie dell’atmosfera si apre una piccola ondulazione capace di rendere l’aria più instabile, soprattutto dove l’orografia e l’umidità disponibile possono amplificare i moti verticali.

La chiave è in quota: perché può piovere anche con pressione non bassa

La mappa ECMWF a 500 hPa evidenzia valori di geopotenziale più bassi sull’Europa centro-settentrionale e una curvatura del flusso che lambisce il settore alpino. Al suolo, invece, non compare una depressione marcata sull’Italia: le isobare restano compatibili con un contesto ancora abbastanza stabile su molte regioni.

- Advertisement -

Questo è comunque importante: non serve sempre una bassa pressione evidente al suolo per generare temporali. In questa fase sarà la quota a fare la differenza. Un lieve raffreddamento o cedimento alle medie quote, combinato con il riscaldamento diurno e con l’umidità nei bassi strati, può rendere l’atmosfera più favorevole allo sviluppo di rovesci, soprattutto sui rilievi e sulle aree immediatamente sottovento o limitrofe.

Le precipitazioni previste: focus tra Alpi, Nord-Est e alto Adriatico

La distribuzione delle precipitazioni previste conferma bene questa lettura. I fenomeni più significativi risultano concentrati tra arco alpino, Prealpi, Triveneto e aree vicine all’alto Adriatico, con interessamento più probabile di Friuli Venezia Giulia, Veneto settentrionale, settori alpini orientali e zone di confine.

Sulla mappa precipitativa si nota infatti una fascia più attiva tra Austria meridionale, Slovenia e Nord-Est italiano. È proprio qui che la flessione in quota può interagire meglio con l’orografia alpina e con correnti più umide, favorendo rovesci e temporali localmente intensi.

Più marginale, invece, il coinvolgimento del resto d’Italia. Le regioni centrali e meridionali dovrebbero restare in larga parte ai margini dell’instabilità, con fenomeni assenti o molto isolati. Anche sul Nord-Ovest il quadro appare meno omogeneo: qualche episodio sarà possibile soprattutto sui rilievi, ma il segnale più organizzato sembra spostato verso il Nord-Est.

Non una rottura importante, ma un disturbo selettivo

Il meteo di metà settimana non va letto come una vera rottura dell’estate. Il campo barico resta sufficientemente strutturato sul Mediterraneo e le temperature, specie al Centro-Sud, continueranno a mantenere caratteristiche estive. In altre parole, l’Italia sarà divisa non tanto tra “maltempo” e “bel tempo”, quanto tra due regimi atmosferici diversi: al Centro-Sud prevarrà ancora la stabilità altopressoria, mentre al Nord la circolazione in quota sarà sufficiente a disturbare il tempo, soprattutto sulle aree alpine e nord-orientali.

Tendenza successiva

Dopo il passaggio instabile, l’evoluzione dipenderà dalla capacità dell’alta pressione di ricompattarsi sul Mediterraneo. Se il promontorio subtropicale riuscirà a distendersi nuovamente verso nord, l’instabilità tenderà a ridursi anche sulle regioni settentrionali. Tuttavia, finché il flusso atlantico resterà vicino all’arco alpino, il Nord potrà continuare a essere esposto a nuovi disturbi temporaleschi, pur in un contesto solo a tratti instabile. Le ultimissime analisi in merito sarebbero ora propense a proporre una ripresa dell’alta pressione anche sul nord peninsulare. Ma solo fino ad ieri questa ipotesi era molto meno avvalorata. C’è ancora tempo per capire dove effettivamente vorrà portrci il mese di giugno.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

Toscana verso il massimo del caldo: venerdì fino a 39-40°C, poi il sollievo arriverà...

Tra Firenze e Livorno potranno esserci diversi gradi di differenza, ma non è detto che il caldo risulti davvero più sopportabile sulla costa. È...