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Luglio, rischio caldo intenso entro il 10: dove l’Italia può finire nuovamente sotto pressione?

La probabilità di superare i 20°C a 850 hPa cresce tra Val Padana, regioni settentrionali e parte del Centro: non è ancora una previsione definitiva, ma una tendenza da seguire per capire le mosse dell’estate

Cosa indica davvero la mappa

La carta ECMWF AIFS-ENS riferita al 9 luglio mostra la probabilità che la temperatura a 850 hPa, circa 1500 metri di quota, superi i 20°C. Il dato più rilevante non riguarda il Sud, ma soprattutto il Nord Italia e parte del Centro. Le aree più esposte sembrano la Val Padana, il Nord-Ovest, parte del Nord-Est, l’Emilia-Romagna, la Toscana interna e alcuni settori centrali tirrenici.

Perché questo dato è importante

Una temperatura superiore ai 20°C a 850 hPa indica aria molto calda in quota. In pieno luglio, con cielo sereno e ventilazione debole, questo può tradursi in massime elevate al suolo, soprattutto nelle pianure e nelle conche interne. La Pianura Padana sarebbe una delle zone più sensibili: qui il caldo può accumularsi facilmente, con afa, notti tropicali e disagio crescente nelle grandi città. Ma questo lo sappiamo già anche dalle esperienze ultime vissute, tuttavia ci interessa poter valutare questo aspetto per capire come potrebbero muoversi nella prima decade di luglio eventuali nuove masse d’aria calda.

Rischio di avere temperature sopra i 20 gradi ad 850hPa entro il 10 di luglio. Si noti come l’Europa occidentale ma anche l’Italia potrebbero essere interessate dal fenomeno.

Nord e Centro più esposti: il punto chiave

Il dettaglio interessante che emerge da queste elaborazioni è, ancora una volta, la risalita del caldo verso latitudini settentrionali. In molte situazioni estive il Sud parte avvantaggiato nella ricezione delle masse d’aria subtropicali; in questo caso, invece, la probabilità più significativa si spinge verso il cuore del Nord Italia.

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Questo, ad esempio, renderebbe tale evoluzione più rilevante per città come Torino, Milano, Bologna, Verona, Firenze e le aree interne del Centro.

Non basta una mappa per parlare di ondata

La distanza temporale impone prudenza. Una carta probabilistica non va letta come una previsione puntuale, ma come un’indicazione di rischio. Di fatto, se questa strada fosse confermata, dopo il riassesto termico che interverrà in modo più deciso a metà settimana, potremmo gradualmente tornare a sperimentare condizioni di caldo crescente. Secondo un copione già recitato: Spagna e Francia sarebbero ancora una volta le più esposte mentre l’Italia sarebbe abbordata dall’onda calda, in una seconda fase, quando il promontorio altopressorio diverrebbe più “gonfio” e comincerebbe a traslare anche verso est.

Nei prossimi aggiornamenti bisognerà verificare tre elementi: potenziale re-innesco dell’onda calda, possibile estensione, disposizione e durata. Quello che comunque emerge da queste prime approssimazioni è che il mese di luglio potrebbe effettivamente tornare a proporre una disposizione barica reiterata.

Conclusione

La mappa ECMWF non certifica ancora una fase calda intensa, ma mostra un’indicazione chiara: entro i primi dieci giorni di luglio il rischio di aria molto calda aumenta soprattutto su Nord e Centro Italia con conseguenti valori termici che potranno tornare con facilità sopra la media climatica di riferimento.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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