La prossima fase calda mostra un dettaglio che merita attenzione: la crescita dei geopotenziali sull’Europa e sull’Italia
Non guardiamo il termometro, guardiamo la struttura
Le prossime giornate saranno ricordate per i 38 o 39 gradi che molte città potranno raggiungere. Eppure il dato più interessante si trova oltre cinque chilometri di altezza.
Le proiezioni modellistiche in quota mostrano una progressiva espansione della cupola anticiclonica europea fino a valori prossimi ai 590-592 dam tra Europa centrale, area alpina e regioni settentrionali italiane.
Per la fine di giugno non si tratta di un dettaglio secondario. Affatto. Significa che non si sta rafforzando soltanto il caldo nei bassi strati. Sta cambiando la dimensione stessa della massa d’aria che occupa il continente.
Una montagna invisibile sopra l’Europa
Immaginiamo la superficie dei 500 hPa come una sorta di rilievo atmosferico. Quando i geopotenziali raggiungono 560 o 570 dam, la montagna è relativamente bassa. Quando si avvicinano a 590 o addirittura 592 dam, quella montagna cresce enormemente.
È l’evidenza numerica di una colonna d’aria molto calda e molto espansa. Le mappe previsionali mostrano proprio questo: una vasta gobba atmosferica che dall’Europa orientale si estende verso il Mediterraneo centrale, inglobando anche parte dell’Italia.
Il caldo che si costruisce dall’alto
Molte ondate calde mediterranee nascono da avvezioni africane più o meno temporanee. In questo caso il contributo della struttura anticiclonica appare altrettanto importante. Quando una cupola raggiunge queste dimensioni, l’atmosfera tende a diventare meno efficiente nello smaltire il calore accumulato. L’aria scende lentamente, si comprime, si riscalda ulteriormente e rende sempre più difficile qualsiasi ricambio; i 39 gradi che vedremo nelle pianure non rappresentano la causa del fenomeno. Ne sono la conseguenza.
Quando i geopotenziali raccontano più delle temperature
Le temperature massime cambieranno ancora nei prossimi aggiornamenti. Potranno essere 37, 38 oppure 40 gradi in alcune località. I geopotenziali invece raccontano qualcosa di più profondo: la qualità della struttura atmosferica, la crescita verso i 590-592 dam (per la situazione attesa a 500 hPa) suggerisce che il prossimo picco di caldo non sarà sostenuto soltanto da effetti indiretti, ma da una delle configurazioni anticicloniche più imponenti osservabili sul continente europeo in questa fase della stagione.
L’anticiclone non colpirà tutti allo stesso modo: Nord e Centro rischiano la fase più pesante
Una cupola di calore sull’Europa
Il prossimo fine settimana potrebbe coincidere con la fase più intensa dell’ondata di caldo. Il dettaglio più importante non riguarda soltanto i valori previsti al suolo, ma la posizione del cuore anticiclonico. Le ultime elaborazioni mostrano infatti una vasta area di alta pressione distesa tra Europa centrale, Alpi e Italia centro-settentrionale. Una configurazione particolarmente sfavorevole perché tende a schiacciare l’aria verso il basso, favorendo compressione, ristagno e ulteriore riscaldamento nei bassi strati. In pratica, una vera cupola di calore pronta a trasformare molte zone interne in camere di accumulo termico.
Le città più esposte al picco
Secondo lo scenario ad oggi ipotizzabile, diverse città potrebbero avvicinarsi o raggiungere valori molto elevati.
Ecco le aree urbane più esposte nella fase clou del weekend:
- Milano: fino a 39°C
- Parma: fino a 39°C
- Bologna: fino a 39°C
- Firenze: fino a 39°C
- Roma: fino a 39°C
- Verona: fino a 38°C
- Padova: fino a 38°C
- Rovigo: fino a 38°C
- Alessandria: fino a 38°C
- Grosseto: fino a 37°C
Si tratta di valori indicativi e soggetti ad aggiornamenti, ma è chiaro che stiamo parlando di valori eccezionali, lontani almeno 10 gradi da una situazione più “normale”.
Possibile svolta dopo il weekend?
La fase più intensa è attesa tra sabato e domenica, quando il cuore dell’anticiclone dovrebbe trovarsi nella posizione più sfavorevole per l’Italia centro-settentrionale.
In questa finestra temporale molte località del Nord e del Centro potrebbero vivere le ore più roventi dell’ondata, con caldo intenso di giorno e sollievo limitato durante la notte. Poi forse qualcosa dovrebbe allentare per uno spostamento del baricentro altopressorio ancora più ad oriente.
Dopo il picco, qualche infiltrazione più instabile potrebbe infatti avvicinarsi all’arco alpino e alle regioni settentrionali, ma al momento non si intravede ancora una rottura netta e generalizzata. Il caldo potrebbe quindi attenuarsi solo gradualmente, lasciando spazio prima a temporali locali sui rilievi e poi, eventualmente, a un ricambio d’aria più organizzato. La tendenza verso una graduale e più decisa risoluzione della forte ondata di calore potrebbe concretizzarsi con l’avvio di luglio, questo lo vedremo e soprattutto lo dovremo rivalutare con la conferma nei prossimi giorni.
Per inciso e per concludere: tutta questa eccezionalità termica su larga parte d’Europa è dovuta ad una casualità derivante dalla caoticità del sistema”clima” oppure ci sono ragioni più profonde? Fare “2+2” è sempre troppo facile ma il dubbio che qualcosa rispetto a solo qualche decennio fa sia cambiato è una evidenza sempre più palpabile; il fatto poi che si parli di variazioni climatiche in tempi così brevi deve necessariamente imporre – riteniamo- una riflessione ancor più seria.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
