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Meteo giugno, l’Italia entra in una fase a strappi: prima il cutoff, poi la nuova spinta africana

Tra il 3 e il 5 giugno due passaggi instabili proveranno a interrompere l’alta pressione, ma dopo potrebbe tornare una rimonta calda fino al possibile nuovo cambio del 10-11

Giugno parte senza una direzione unica

L’inizio di giugno non sembra voler seguire un cammino meteo semplice. Dopo il caldo precoce e il dominio dell’alta pressione, l’atmosfera europea entra in una fase più nervosa, fatta di strappi, rimonte e nuovi tentativi instabili. Non si tratterà probabilmente di un cambio netto e definitivo, almeno non subito. Il quadro più interessante è proprio questo: l’Italia potrebbe attraversare una sequenza di passaggi instabili ravvicinati, con una prima saccatura atlantica più incisiva tra il 3 e il 4 giugno, un secondo impulso più modesto verso il 5, poi una possibile ripresa dell’alta pressione africana fino attorno al 10-11 giugno. Solo dopo quella data potrebbero affacciarsi nuovi impulsi più freschi da nord-ovest, ma con attendibilità ancora bassa e margini modellistici inevitabilmente ampi.

Prima rottura tra 3 e 4 giugno: possibile cutoff sull’Italia

Il primo intervento destabilizzante da seguire, quello anche più probabile, è atteso tra martedì 3 e mercoledì 4 giugno. Una saccatura atlantica potrebbe affondare verso il Mediterraneo centrale e, nella sua evoluzione, isolare una circolazione depressionaria più autonoma sull’Italia o nelle immediate vicinanze. In termini meteorologici si parla di possibile cutoff: una porzione di aria più fresca e instabile in quota che tende a separarsi dal flusso principale, rallentando la propria evoluzione e rendendo il tempo molto più instabile.

Questo tipo di configurazione può produrre fenomeni disomogenei. Non sempre piove ovunque e non sempre nello stesso momento, ma dove si attivano i contrasti l’instabilità può diventare più marcata. Il Nord e centro Italia sarebbero tra le zone più sensibili, visto che il minimo pressorio parrebbe trovare un suo baricentro proprio sulle regioni adriatice centro settentrionali, poi da qui dovrebbe muoversi verso sud est portandosi verso l’area balcanica. La distribuzione reale dei fenomeni dipenderà dalla posizione esatta del minimo e dalla sua velocità di spostamento.

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Non solo temporali: conta il cedimento dell’alta pressione

Da evidenziare che non sarà soltanto il ritorno dei temporali: il cedimento temporaneo della struttura anticiclonica che ha favorito il caldo dei giorni precedenti, perderebbe ulteriormente molto smalto proponendo anche un calo delle temperature che con tutta probabilità torneranno in larga parte prossime alle medie del periodo. Tutto questo naturalmente coadiuvato dalla presenza delle precipitazioni che comunque contribuiranno a scaricare verso il basso aria più fresca. Aumenterà l’umidità ma non sarà più caldo afoso: semmai avremo temperature più gradevoli.

Secondo impulso verso il 5 giugno: più modesto, ma ancora utile

Dopo il primo strappo, il quadro potrebbe non stabilizzarsi subito. Verso venerdì 5 giugno è possibile il passaggio di una seconda saccatura, probabilmente meno incisiva della precedente. In questo caso il coinvolgimento più diretto riguarderebbe soprattutto il Nord Italia, con effetti parziali anche su parte del Centro. Sarebbe una fase più rapida e meno strutturata, ma comunque importante perché confermerebbe una circolazione ancora aperta alle infiltrazioni atlantiche. Il Nord resterebbe quindi sicuramente più esposto, con possibilità di nuovi rovesci o temporali, soprattutto su Alpi, Prealpi, alte pianure e settori più vicini al transito del cavo d’onda. Il Centro potrebbe vedere disturbi più intermittenti, mentre il Sud rimarrebbe più facilmente ai margini, con clima più caldo e minore probabilità di fenomeni.

La differenza rispetto al transito atteso il 3-4 giugno sarebbe comunque non di poco conto: il primo passaggio potrebbe avere una dinamica più incisiva, il secondo appare al momento più legato ad una fase instabile molto meno radicata e decisamente transitoria.

Poi l’alta pressione africana può riprendere spazio

Dopo questa doppia fase instabile, lo scenario potrebbe cambiare di nuovo. Tra il 6-7 giugno e l’inizio della settimana successiva, l’alta pressione africana potrebbe provare a riprendere spazio sul Mediterraneo.

Non sarebbe necessariamente una rimonta definitiva, ma una fase più stabile e più calda potrebbe tornare a imporsi, soprattutto se il flusso atlantico dovesse temporaneamente rialzarsi verso latitudini più settentrionali. In questo caso le temperature salirebbero nuovamente, con condizioni più estive e una riduzione dell’instabilità su molte regioni. Il Centro-Sud e le Isole potrebbero risultare più esposti alla massa d’aria calda, mentre il Nord rimarrebbe comunque il settore da osservare con maggiore cautela, perché più vicino al bordo settentrionale dell’anticiclone.

La rimonta africana, dunque, non cancellerebbe automaticamente il dinamismo precedente. Potrebbe rappresentare una pausa più stabile tra due fasi instabili, oppure l’inizio di una nuova parentesi calda più organizzata. La differenza dipenderà dalla tenuta dell’alta pressione tra Europa occidentale, Francia e Mediterraneo.

Caldo possibile fino al 10-11, poi nuovi movimenti da nord-ovest

La possibile ripresa dell’alta pressione potrebbe accompagnare l’Italia fino attorno al 10-11 giugno. In questa finestra il tempo potrebbe risultare più stabile, con temperature in nuovo aumento e sensazione estiva più diffusa. Tuttavia, proprio attorno al 10-11 giugno potrebbero comparire nuovi segnali di cambiamento. Alcune elaborazioni lasciano intravedere la possibilità di impulsi più freschi da nord-ovest, capaci di scivolare lungo il bordo dell’anticiclone e riportare instabilità almeno su parte del Paese. È una tendenza ancora lontana, quindi da trattare con cautela. Ma è coerente con un impianto atmosferico che, almeno per ora, non sembra completamente bloccato. L’alta pressione africana può tornare a farsi sentire, ma potrebbe non avere campo libero per molti giorni consecutivi.

L’Italia resta a cavallo dell’anticiclone

l’Italia entra in una fase a strappi. Prima una saccatura atlantica più incisiva con possibile cutoff tra il 3 e il 4 giugno. Poi un secondo impulso più modesto verso il 5, soprattutto al Nord e in parte al Centro. A seguire, una probabile ripresa anticiclonica africana, con caldo più evidente almeno fino attorno al 10-11 giugno. Dopo quella data, nuovi impulsi da nord-ovest potrebbero provare a disturbare nuovamente il quadro. Non è quindi una partenza di giugno dominata da un solo protagonista. L’Atlantico riesce ancora a entrare in scena, l’alta pressione africana conserva capacità di recupero e l’Italia rimane spesso nella zona di contatto tra masse d’aria diverse. Va pure detto che solitamente il mese di giugno è spesso caratterizzato da queste dinamiche a singhiozzo, soprattutto negli ultimi anni in cui la partita è sempre giocata dall’alta pressione sub tropicale e le antagoniste correnti più fresche ed instabili oceaniche (manca la figura rassicurante dell’anticiclone azzorriano).

Ci attende quindi una prima decade di giugno che sembra configurarsi molto variegata: la sua prima metà probabilmente più disturbata, la seconda parte un po’ meno temporalesca. Ci sono comunque ancora margini di manovra per ulteriori novità che potrebbero sopraggiungere dalle prossime uscite modellistiche.

Analisi e fonti
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