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Italia a secco, maggio apre il problema idrico

Al 9 maggio 2026 il deficit di pioggia domina la Penisola, mentre l’Europa orientale mostra anomalie opposte

Un mese segnato da piogge mancate

Maggio 2026 si apre con un segnale netto per l’Italia: negli ultimi 30 giorni le precipitazioni sono rimaste sotto la media su gran parte del Paese. L’analisi aggiornata al 9 maggio mostra una Penisola quasi interamente interessata da anomalie negative, con tonalità marroni e rosse che indicano una carenza pluviometrica diffusa rispetto al riferimento climatico 1991-2020.

Il dato assume maggiore rilievo perché arriva nel pieno della primavera, una stagione che dovrebbe contribuire in modo decisivo al recupero delle riserve idriche prima dell’estate. Invece, l’Italia si ritrova dentro una fase insolitamente asciutta, inserita in una più ampia anomalia che coinvolge buona parte dell’Europa centro-occidentale.

Nord Italia, il deficit più severo

Il Settentrione appare come l’area più esposta. Tra Alpi, Prealpi e Pianura Padana, la mappa segnala una mancanza di pioggia marcata, con valori spesso compresi tra -40 e -70 mm negli ultimi 30 giorni.

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Sulle zone alpine e prealpine il deficit diventa ancora più evidente. In diversi settori le anomalie negative superano i -80 mm, con punte localmente prossime o superiori ai -100mm rispetto alla norma del periodo. È qui che la siccità assume i contorni più netti, perché riguarda aree fondamentali per l’alimentazione di fiumi, laghi e bacini montani.

La Pianura Padana resta dentro una fascia di sofferenza ampia e continua. Il dato non riguarda un singolo settore isolato, ma un’estensione vasta, che conferma una carenza idrica persistente nel cuore produttivo del Nord.

Centro, Sud e Isole senza vero sollievo

Scendendo lungo la Penisola, l’intensità dell’anomalia diminuisce, ma l’impronta resta diffusa. Le regioni centrali mostrano un deficit pluviometrico generalmente compreso tra -37,5 e -75 mm, con una colorazione marrone piuttosto uniforme.

Anche il Meridione e le Isole Maggiori rientrano nella stessa fase asciutta. Tra Sardegna, Sicilia e Sud peninsulare, le anomalie negative si collocano soprattutto tra -20 e -30 mm. Non si tratta quindi di una criticità limitata al Nord, ma di una condizione nazionale, con gradienti diversi e un massimo di severità sulle regioni settentrionali.

L’area tra Toscana, Liguria e Lazio presentano invece dei surplus pluviometrici unitamente alla Sardegna centro meridionale.

Europa divisa tra siccità e piogge abbondanti

Il dato italiano si inserisce in un’Europa fortemente divisa. A ovest prevalgono anomalie negative: Francia, Germania, Regno Unito, parte della Scandinavia e Balcani mostrano estese aree con piogge inferiori alla media, spesso tra -37,5 e -100 mm.

A est, invece, la situazione cambia segno. Ucraina, Russia occidentale e alcune zone più orientali presentano surplus pluviometrici importanti, con valori superiori alla norma anche di 100-150 mm e locali picchi più elevati.

Il contrasto è netto: e l’Italia si colloca proprio dentro questo settore deficitario, con il Nord tra le aree più penalizzate oltre a tutto il versante adriatico.

Una primavera che non sta ricaricando le riserve

Il punto centrale è la tempistica. Un deficit così diffuso a inizio maggio pesa perché arriva prima della stagione estiva, quando la domanda idrica tende fisiologicamente ad aumentare e le precipitazioni diventano spesso più irregolari.

La primavera 2026, almeno fino al 9 maggio, non sta garantendo l’apporto pluviometrico atteso. Il Nord mostra la criticità più evidente, ma l’intera Penisola registra una carenza di pioggia che merita attenzione.

Analisi e fonti
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