Perché se ne parla ora e cosa dicono davvero i dati
Negli ultimi giorni ci state chiedendo conferma circa possibili “record storici” di caldo in Toscana: le previsioni confermano un periodo mite, ma i numeri attesi restano lontani dai primati del mese.
Cosa succede in Toscana in questi giorni
Tra questo fine settimana e per larga parte della prossima, il quadro atteso prevede una fase anticiclonica con massime spesso primaverili ma non estreme. A Firenze sono attesi valori in genere tra 16 e 19°C, con un picco attorno ai 19°C a metà settimana (da verificare); sulla costa, come Pisa, le massime dovrebbero mantenere più spesso tra 15 e 17°C; nell’interno, ad esempio Arezzo, i valori dovrebbero invece collocarsi in media tra 15 e 18°C.
Perché non è un record, anche se “sembra” primavera
Un’ondata mite a fine febbraio può far impressione perché arriva dopo settimane più fredde e perché, con cielo sereno e aria secca, la sensazione al sole può essere più calda dei numeri reali. Ma per parlare di record serve confrontare le massime previste con le serie storiche locali, e qui il divario è netto: massime intorno a 18–19°C rientrano in una mitezza marcata, non in un evento da primato assoluto per febbraio.
I record veri di febbraio in Toscana: il riferimento “alto” è 25°C
Gli archivi storici regionali riportano come valori più elevati di febbraio picchi fino a 25,0°C, registrati in specifiche località e in anni particolari. Tra i casi citati compaiono Stia (18/02/1950), Ponteginori (29/02/1960) e Pescia Istituto Agrario (22/02/1990), tutti con 25,0°C. Rispetto a quel livello, le massime previste in questi giorni restano diversi gradi sotto, quindi non c’è base per parlare di record mensili.
Il precedente che spiega molte “paure”: febbraio 1990 e le massime fuori norma
Quando si cita un febbraio eccezionalmente mite, uno degli esempi più ricorrenti è il 1990, associato a lunghi periodi anticiclonici e a massime nettamente sopra media. Analisi regionali indicano, in quel mese, un’anomalia particolarmente marcata proprio sulle temperature massime nelle stazioni aeronautiche di riferimento (Firenze, Arezzo, Grosseto, Pisa). A titolo d’esempio la piana di Firenze superò in più occasioni i 22 gradi. È un promemoria utile: febbraio può sorprendere, ma non ogni fase mite è automaticamente un record.
Ma anomalie termiche importanti sono fatto anche più recente: ci riferiamo al febbraio 2019 quando ancora i termometri si sono portati spesso sopra i 20 gradi su molte stazioni meteo della Toscana e con picchi anche di 22/23 gradi.

Come leggere le prossime giornate: cosa cambia per chi vive e si muove in regione
Per il quotidiano, l’effetto principale è pratico: giornate gradevoli nelle ore centrali, con escursione termica più evidente tra mattino e pomeriggio, soprattutto nelle aree interne. In città e nelle pianure si può passare da minime “fredde” a massime miti nel giro di poche ore; lungo la costa il volano termico marino tenderà, come sempre, a contenere i picchi e a favorire (talora) nubi basse o foschie. Sul fronte “record”, il punto chiave resta uno: finché le massime previste resteranno nell’intorno di 15–19°C, si parla di mitezza significativa ma coerente con episodi già osservati, non di un primato storico regionale di febbraio. Vedremo se nei prossimi giorni tali valori potranno essere superati: al momento non pare ci siano grosse possibilità.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
