HomeMeteoMerla e Candelora: perché i segnali stagionali vanno letti con cautela

Merla e Candelora: perché i segnali stagionali vanno letti con cautela

Le ricorrenze della Merla e della Candelora vengono spesso associate a svolte invernali, ma dal punto di vista meteorologico non rappresentano un indicatore affidabile di cambiamenti improvvisi, soprattutto in assenza di segnali strutturati nei modelli.

Mentre l’attenzione è già rivolta a un possibile ritorno del freddo nel corso del prossimo mese, c’è un elemento che in queste giornate sta giocando un ruolo decisivo e che non può essere trascurato: la persistente influenza delle perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo.

Una prima perturbazione è già in piena azione sull’Italia, ma non sarà un episodio isolato. Le proiezioni indicano infatti una porta atlantica ancora ben aperta, con il passaggio di più sistemi perturbati capaci di mantenere condizioni di tempo instabile e a tratti perturbato su diverse regioni italiane.

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Un richiamo mite in arrivo sull’Italia

Proprio una di queste perturbazioni, attesa tra la fine del mese e l’inizio del nuovo, potrebbe innescare un deciso richiamo di aria mite verso il nostro Paese. Le aree più coinvolte sarebbero le Isole Maggiori e gran parte del Centro-Sud, dove le temperature potrebbero portarsi temporaneamente su valori decisamente superiori alle medie stagionali.

Particolarmente significativo il segnale che riguarda la Sicilia: a circa 1500 metri di quota, le isoterme previste potrebbero raggiungere valori compresi tra +12 e +14°C, tipici di un contesto tardo-primaverile, se non addirittura quasi estivo. Un’anomalia termica di rilievo, seppur probabilmente destinata a essere in parte ridimensionata nei prossimi aggiornamenti.

Forte contrasto termico lungo la Penisola

Questo scenario disegnerebbe un’Italia spaccata in due, con un marcato gradiente termico tra Nord e Sud. Le regioni settentrionali e l’arco alpino sembrerebbero infatti meno esposti a questo sbuffo caldo, mantenendo temperature più consone alla stagione.

Possibile richiamo molto mite sul centro sud Italia proprio per l’inizio di febbraio.

Sulle Alpi, in particolare, le condizioni dovrebbero restare sufficientemente fredde alle quote medio-alte, permettendo di conservare il manto nevoso almeno al di sopra dei 1400 metri.

In sintesi

I Giorni della Merla e la Candelora potrebbero dunque trascorrere all’insegna di un tempo spesso disturbato dal maltempo atlantico, ma non freddo. Un passaggio interlocutorio dell’inverno, in attesa di capire se febbraio saprà davvero cambiare marcia.

Analisi e fonti
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