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Allerta arancione in Toscana giovedì 10: possibili 150-200 mm su alcune aree regionali

Trenta-cinquanta millimetri medi su gran parte della Toscana, ma localmente oltre 100-150 millimetri e, occasionalmente, fino a 150-200. È questa enorme distanza fra precipitazione media e massimo puntuale uno degli elementi più importanti del nuovo bollettino di criticità emesso mercoledì 9 settembre alle 12:45.
Per giovedì 10 settembre l’allerta diventa arancione dalle 00 alle 18 per temporali forti con rischio idrogeologico-idraulico sul reticolo minore praticamente sull’intero territorio regionale. Dalle 18:01 alle 23:59 il livello previsto torna giallo. Il dato dei possibili 150-200 millimetri va però interpretato correttamente: non rappresenta la quantità di pioggia prevista diffusamente sulla Toscana e neppure quella assegnabile oggi a una determinata città.

Da 30-50 a 150-200 millimetri: perché la differenza è così grande

Il bollettino regionale indica per le 36 ore dell’evento cumulati medi compresi tra 30 e 50 millimetri su gran parte della regione. Nello stesso periodo vengono indicati massimi superiori a 100-150 millimetri e, occasionalmente, fino a 150-200 millimetri. Le intensità orarie massime potranno raggiungere circa 60-80 millimetri.
I numeri apparentemente molto distanti descrivono in realtà la stessa caratteristica dell’evento: una parte consistente della precipitazione potrà essere prodotta da temporali, quindi da strutture capaci di concentrare grandi quantità d’acqua su aree relativamente ristrette. Mentre una vasta porzione del territorio può ricevere quantitativi molto inferiori, sotto i nuclei più intensi il pluviometro può aumentare rapidamente.
La media territoriale attenua inevitabilmente questi estremi. Se soltanto una piccola porzione di una zona riceve precipitazioni eccezionalmente abbondanti e il territorio circostante registra quantità molto più contenute, il valore medio può rimanere relativamente basso. Per valutare un evento convettivo occorre quindi considerare insieme media, massimo puntuale e intensità oraria.

I 150-200 millimetri non possono essere assegnati oggi a una città

Il Centro Funzionale Regionale sottolinea un secondo aspetto fondamentale: gli eventuali massimi di 150-200 millimetri sono di difficile collocazione. Il nord-ovest della Toscana viene indicato come settore nel quale questi valori risultano più probabili, ma questo non permette di trasformare il massimo previsto in un quantitativo attribuito in anticipo a Massa, Carrara, Lucca o a un’altra località.
La ragione riguarda la natura stessa dei temporali. Posizione, orientamento, velocità e capacità di rigenerazione delle celle possono variare anche a poche ore dall’evento. Uno spostamento di alcune decine di chilometri può modificare profondamente la distribuzione finale delle precipitazioni.
La previsione è quindi più robusta nell’individuare un ambiente favorevole a temporali forti e una vasta area esposta, mentre diventa inevitabilmente meno precisa quando si tenta di stabilire con anticipo dove cadrà il massimo assoluto.

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Perché 60-80 millimetri in un’ora sono quantitativi importanti

Il quantitativo complessivo non è l’unico parametro importante. Il bollettino indica intensità orarie massime fino a circa 60-80 millimetri. Significa che, sotto i nuclei più efficienti, una parte molto consistente della pioggia potrebbe concentrarsi in un intervallo breve.
È una caratteristica rilevante soprattutto per fossi, piccoli torrenti, sistemi di drenaggio e aree urbane dove l’acqua deve essere smaltita rapidamente. Non a caso l’avviso regionale associa i temporali forti al rischio idrogeologico-idraulico del reticolo minore.
Esiste poi una seconda possibilità capace di aumentare gli accumuli complessivi: il transito ripetuto di più celle sulla stessa fascia. Un singolo temporale molto intenso può produrre un picco orario elevato; più nuclei consecutivi possono invece costruire progressivamente accumuli superiori a 100 millimetri e, nelle aree maggiormente interessate, avvicinare i valori massimi indicati dal bollettino.

Giovedì l’allerta arancione interessa praticamente tutta la Toscana

La differenza rispetto alla giornata di mercoledì è evidente anche osservando la distribuzione territoriale della criticità. Per oggi il livello giallo riguarda inizialmente il nord-ovest e viene successivamente esteso a numerose altre zone. Dalla mezzanotte di giovedì fino alle 18 il codice arancione comprende invece praticamente l’intera regione per temporali forti e rischio idrogeologico-idraulico sul reticolo minore.
L’estensione dell’allerta indica che durante la finestra considerata i fenomeni forti potranno interessare una porzione molto ampia della Toscana e che non è possibile circoscrivere i possibili effetti più importanti a poche zone.
Le previsioni regionali descrivono infatti giovedì come una giornata molto instabile, con rovesci o temporali anche di forte intensità. I fenomeni tenderanno a diventare meno probabili verso sera, quando il livello di criticità previsto scenderà da arancione a giallo.

Il nord-ovest resta favorito per i massimi, ma giovedì il problema è più esteso

Per i quantitativi estremi il bollettino mantiene un’indicazione geografica: i 150-200 millimetri risultano più probabili sul nord-ovest. È coerente con una zona che già nelle prime fasi dell’evento si trova maggiormente esposta ai temporali e nella quale la persistenza dei fenomeni può diventare determinante.
Giovedì, tuttavia, l’attenzione non può rimanere confinata a Massa-Carrara e Lucca. La possibilità di temporali forti viene indicata sull’intera Toscana, associata anche a intense raffiche di vento e grandinate. Durante l’evoluzione le aree maggiormente interessate potranno quindi cambiare.

Cosa significa davvero l’allerta di giovedì

Il punto centrale dell’avviso non è dunque attendersi 150-200 millimetri in tutta la Toscana. Il bollettino dice qualcosa di diverso: su gran parte della regione la precipitazione media dell’intero evento è stimata fra 30 e 50 millimetri, ma la natura temporalesca delle precipitazioni permette localmente concentrazioni molte volte superiori.
Proprio la difficoltà di stabilire in anticipo dove si formeranno questi massimi contribuisce a rendere necessaria un’attenzione territoriale molto ampia.
Tra la notte e la giornata di giovedì sarà quindi essenziale seguire gli aggiornamenti ufficiali e l’evoluzione osservata. La previsione individua già con chiarezza la possibilità di fenomeni forti; la posizione esatta dei massimi pluviometrici sarà invece una delle informazioni che il monitoraggio delle prossime ore potrà definire con maggiore precisione.

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