Le proiezioni per novembre 2026 non offrono una risposta univoca sulla pioggia in Italia. Il modello americano CFSv2 mostra anomalie negative su parte della Penisola e ripropone un segnale asciutto anche per dicembre. La carta mensile Copernicus, elaborata con ECMWF SEAS5 e inizializzata il 1° ottobre, presenta invece precipitazioni sopra la media su diversi settori italiani, soprattutto al Centro-Nord.
La divergenza riguarda quindi una questione concreta: dopo l’avvio freddo e in parte asciutto del mese, le perturbazioni riusciranno a riportare piogge diffuse oppure gli apporti resteranno discontinui?
Il CFSv2 vede un rischio di piogge inferiori alla media
Nella carta CFSv2 di novembre i colori arancio e rossi indicano anomalie negative di precipitazione. Il segnale interessa anche l’Italia, in particolare parte delle regioni centro-settentrionali, mentre sulle aree più meridionali la distribuzione è meno uniforme. La carta di dicembre accentua le anomalie asciutte su una fascia più ampia del Mediterraneo centrale e coinvolge anche la Penisola, ma presenta differenze da zona a zona.
È una proiezione da seguire, non un verdetto sull’intero mese. Le anomalie descrivono lo scarto medio rispetto alla climatologia del modello: non stabiliscono quanti giorni pioverà in una città né escludono singole perturbazioni capaci di portare accumuli rilevanti su aree circoscritte.


Copernicus lascia spazio a più piogge, soprattutto al Centro-Nord
La mappa Copernicus di novembre mostra anomalie positive su diversi settori italiani, con il segnale più evidente sulle regioni settentrionali e centrali. Al Sud e sulle isole la distribuzione appare più attenuata e irregolare. La carta termica associata indica temperature mensili sopra la media su gran parte del Paese: questo quadro è compatibile con un avvio freddo, perché una media mensile positiva può convivere con alcuni giorni più rigidi e con successive fasi miti.
Il confronto, dunque, non oppone una previsione di pioggia continua a una di siccità assoluta. Le mappe suggeriscono bilanci mensili diversi e una distribuzione geografica incerta; per capire come potrebbe evolvere il mese bisogna guardare anche alle tendenze delle prossime settimane.


Le mappe non partono dalle stesse condizioni
Le due elaborazioni non sono state inizializzate nello stesso momento. La carta Copernicus fornita parte dal 1° ottobre; le mappe CFSv2 riportano condizioni iniziali comprese tra il 21 e il 30 ottobre. Il CFSv2 incorpora quindi informazioni più recenti, mentre il prodotto ECMWF SEAS5 rappresenta un’altra configurazione iniziale e un diverso sistema di previsione.
Anche i periodi climatici di riferimento non coincidono: il CFS/NCEP utilizza il 1991-2020, il sistema multi-modello C3S il 1993-2016. I colori delle due mappe non sono perciò confrontabili come se fossero misure prodotte con identica base e identico metodo.
Va considerata anche la scala temporale. Le previsioni stagionali descrivono tendenze probabilistiche sulle medie, mentre i prodotti sub-stagionali provano a delineare l’andamento delle singole settimane. Un mese con precipitazioni complessivamente vicine alla norma può comprendere una prima parte asciutta e una seconda più dinamica, oppure episodi piovosi concentrati su poche regioni.
La prima settimana parte asciutta su molte regioni
La tendenza dell’Aeronautica Militare per il periodo 2–8 novembre prospetta precipitazioni sotto la media al Nord, sulle regioni centrali tirreniche, in Umbria, sulla Sardegna occidentale e in Campania. Quantitativi superiori alla norma sono invece attesi su Sicilia e alcuni settori adriatici e ionici; sul resto d’Italia il segnale è più vicino ai valori tipici. Per la settimana 9–15 novembre, la stessa tendenza ipotizza il ritorno a precipitazioni più vicine alla media su tutta la Penisola.
Questa possibile evoluzione aiuta a leggere la discordanza: l’avvio asciutto non basta a confermare il deficit mensile prospettato dal CFSv2. Se le piogge tornassero nella seconda decade, il bilancio di novembre potrebbe ridurre lo scarto; restano però da verificare frequenza, traiettoria e distribuzione dei passaggi perturbati.
Il nodo è la continuità delle perturbazioni
Per capire quale scenario avrà più riscontri bisognerà osservare se il flusso atlantico riuscirà a raggiungere con regolarità l’Italia oppure se le perturbazioni interesseranno il Paese solo in modo marginale e discontinuo. La posizione delle aree di bassa pressione farà la differenza tra precipitazioni più estese al Centro-Nord e passaggi concentrati sul versante adriatico o sulle regioni meridionali.
Al 31 ottobre il quadro mensile resta aperto: il CFSv2 segnala un rischio di piogge sotto la media su parte d’Italia, mentre Copernicus mostra un’anomalia positiva soprattutto al Centro-Nord. Per dicembre, tra le mappe fornite, il segnale asciutto arriva dal solo CFSv2 e non è possibile presentarlo come un contrasto tra modelli. I prossimi aggiornamenti diranno se il possibile ritorno delle piogge dopo la prima settimana sarà sufficiente a spostare il bilancio italiano verso la norma.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
