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L’onda calda di Ferragosto avanzerà in due tempi: perché l’Italia può scaldarsi ancora

Una massa d’aria molto calda può produrre un nuovo picco anche senza essere stata realmente allontanata. È questo l’elemento più interessante delle elaborazioni per il periodo compreso tra il 12 e il 15 agosto. Il caldo presente sull’Italia dovrebbe perdere temporaneamente qualche grado e lasciare spazio a temporali locali, ma non emerge ancora un ricambio atmosferico esteso. Nel frattempo una nuova espansione calda potrebbe svilupparsi più a ovest, coinvolgere inizialmente la Penisola Iberica e la Francia e successivamente trasferire il proprio asse verso il Mediterraneo centrale. L’onda calda di Ferragosto non arriverebbe quindi sopra un’Italia raffreddata. Si sovrapporrebbe a una situazione termica rimasta già molto elevata.

Non sarà soltanto il caldo dei giorni precedenti

La distinzione tra persistenza e nuovo impulso è importante. Osservando soltanto le temperature al suolo, la fase potrebbe sembrare un’unica ondata molto lunga, intervallata da oscillazioni di pochi gradi. La circolazione atmosferica, invece, continuerebbe a modificarsi.

Tra il fine settimana e l’inizio della prossima settimana l’alta pressione potrebbe perdere temporaneamente compattezza. Sulle regioni settentrionali e lungo i rilievi aumenterebbero le occasioni per addensamenti e temporali pomeridiani. Le massime potrebbero diminuire in diverse zone, ma la massa d’aria mediterranea non verrebbe sostituita da correnti sensibilmente più fresche.

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Resterebbe quindi una base termica molto alta. Proprio sopra questa base potrebbe inserirsi, durante la seconda parte della prossima settimana, una nuova alimentazione subtropicale. Sarebbe un episodio acuto all’interno di una fase ormai cronicamente calda, non una ripartenza dopo alcuni giorni normali.

Il primo aumento potrebbe concentrarsi sull’Europa occidentale

La configurazione proposta con maggiore frequenza dalle elaborazioni vede il caldo rafforzarsi inizialmente tra la Penisola Iberica, la Francia e il settore occidentale dell’arco alpino.

Una circolazione depressionaria relativamente lontana, collocata sull’Atlantico, potrebbe favorire sul proprio lato orientale la risalita di correnti calde verso l’Europa sud-occidentale. Il promontorio in quota tenderebbe così ad allungarsi prima verso nord e successivamente verso est.

Questo movimento spiega perché le mappe possano mostrare gli aumenti termici più consistenti a ovest dell’Italia durante la prima parte dell’evoluzione. Spagna e Francia partirebbero da temperature in parte meno elevate rispetto a quelle già presenti sul Mediterraneo centrale e potrebbero quindi registrare incrementi più vistosi.

L’Italia, al contrario, avrebbe bisogno di un aumento più contenuto per restare in condizioni di caldo molto intenso. Una carta delle variazioni termiche potrebbe quindi colorare maggiormente l’Europa occidentale senza indicare un reale miglioramento sulla Penisola.

Tra il 12 e il 15 agosto l’asse caldo può spostarsi verso l’Italia

La fase più delicata inizierebbe quando la struttura in quota, dopo essersi sviluppata sull’Europa occidentale, comincerà eventualmente a estendersi verso il Mediterraneo centrale. La finestra temporale attualmente più interessante è compresa tra il 12 e il 15 agosto. In questo intervallo la nuova alimentazione potrebbe raggiungere prima la Sardegna e il lato occidentale della Penisola, per poi coinvolgere una parte più ampia dell’Italia.

Prima rappresentazione delle massime assolute potenzialmente raggiungibili durante l’onda calda di Ferragosto. I valori sono preliminari e indicano picchi locali, non temperature estese uniformemente sul territorio.

La carta traduce in valori al suolo il possibile rafforzamento della massa d’aria atteso a ridosso di Ferragosto. Il dato più evidente è il picco di 40,6 °C indicato sulla Sardegna, mentre su numerose aree della Penisola compaiono massime comprese tra 38 e 39,5 °C. Si tratta però di una rappresentazione delle temperature assolute potenzialmente raggiungibili nei punti più favorevoli al riscaldamento, non di una previsione secondo cui intere regioni toccheranno contemporaneamente quelle soglie.

La distribuzione è coerente con un impulso caldo in avanzata dal Mediterraneo occidentale. Sardegna e versante occidentale italiano sarebbero tra i primi settori a risentire della nuova alimentazione. Procedendo verso est, valori prossimi o superiori ai 38 °C potrebbero interessare anche le pianure interne del Centro, parte del Mezzogiorno e la Sicilia. La carta suggerisce inoltre che il caldo più intenso non sarebbe limitato a una sola area, pur mantenendo forti differenze locali.

Il valore di 40,6 °C va letto come un estremo puntuale preliminare. Per raggiungere una temperatura simile devono combinarsi diversi fattori: aria molto calda nei bassi strati, cielo sereno, ventilazione debole, terreno asciutto e posizione favorevole rispetto ai venti locali. Una variazione nella direzione della brezza, nella nuvolosità o nella collocazione dell’asse anticiclonico può modificare il picco di alcuni gradi senza cambiare la sostanza dell’evoluzione.

Anche i valori indicati sull’Italia centrale e meridionale non devono essere attribuiti automaticamente alle coste. Il Tirreno sarebbe il lato maggiormente esposto all’arrivo della massa d’aria, ma il mare può contenere le temperature durante il pomeriggio. Le massime più alte potrebbero quindi manifestarsi nelle pianure interne comprese tra la fascia sub costiera e l’Appennino, nelle conche e nelle vallate situate alle spalle del litorale. Sulle coste il disagio potrebbe dipendere maggiormente dall’umidità e dalle temperature notturne.

La mappa fornisce dunque una prima misura della potenziale intensità dell’onda calda, ma il suo messaggio principale non è il singolo decimale. Il dato meteorologicamente più importante è la presenza di valori molto elevati su una porzione ampia del Paese, dopo settimane nelle quali il calore accumulato non è stato realmente smaltito.

I temporali di calore non sostituiranno la massa d’aria

Prima del possibile rafforzamento pressorio e termico, potranno svilupparsi temporali pomeridiani sulle Alpi, sull’Appennino e localmente nelle zone interne. Alcuni fenomeni potrebbero determinare diminuzioni rapide della temperatura e raffiche di vento, offrendo un sollievo temporaneo.

Ma attenzione, come teniamo sempre a ricordare, in questo regime sinottico, il temporale agisce soprattutto su una porzione limitata di territorio. Se non viene accompagnato dall’ingresso di correnti più fresche su scala più ampia, il contenuto termico generale dell’atmosfera cambia poco. Il giorno successivo il sole può riscaldare nuovamente i bassi strati e riportare le temperature su valori elevati.

Per interrompere realmente questa lunga fase servirebbe una circolazione capace di attraversare il Mediterraneo e sostituire l’aria presente per più giornate. Al momento questa evoluzione non appare sufficientemente sostenuta nel periodo precedente Ferragosto, forse qualcosa potrebbe accadere dopo.

I temporali potranno quindi rendere meno uniforme l’andamento delle temperature, soprattutto al Nord e vicino ai rilievi, ma non rappresentano ancora una conclusione del caldo intenso.

Perché le massime possono trovare nuova forza

Il possibile aumento del 12-15 agosto partirebbe da condizioni molto diverse rispetto a quelle di un normale estate. Le temperature, da giorni e giorni non trovano motivo di ridimensionamento. In simili condizioni non serve necessariamente un aumento eccezionale della temperatura in quota per produrre effetti importanti al suolo. Anche un rafforzamento di pochi gradi, associato a cieli sereni, ventilazione debole e subsidenza più marcata, può riportare rapidamente le massime verso livelli molto elevati.

Il nuovo impulso potrebbe quindi apparire più efficace di quanto suggerisca la sola variazione della temperatura a 850 hPa. Non perché l’atmosfera debba raggiungere necessariamente valori mai osservati, ma perché troverebbe un territorio che non ha ancora smaltito il calore accumulato.

Cosa è già credibile e cosa deve essere confermato

La parte più consistente della previsione riguarda la permanenza di temperature superiori alla media e la possibilità di un nuovo rafforzamento durante la parte centrale della prossima settimana. Ha acquistato credibilità anche la progressione in due tempi, con il massimo incremento inizialmente rivolto verso l’Europa occidentale e una successiva estensione verso l’Italia.

Restano invece da definire la posizione esatta dell’asse più caldo, l’intensità raggiunta sulla Penisola e il giorno nel quale verranno registrate le massime più elevate. Tra il 12 e il 15 agosto la dispersione delle simulazioni è inevitabilmente maggiore e non consente ancora di assegnare valori precisi alle singole città.

Gli aggiornamenti successivi dovranno soprattutto chiarire quanto velocemente il nucleo caldo riuscirà a trasferirsi verso est e se i temporali settentrionali saranno sufficienti a rallentarlo. La previsione rimane preliminare, ma l’ipotesi di un nuovo picco termico prima di Ferragosto non è più sostenuta da poche elaborazioni isolate. In definitiva l’onda calda di ferragosto sembra trovare consistenza predittiva e questo non è il massimo che possiamo attenderci anche nel pieno del solleone.

Analisi e fonti
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