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El Niño accelera ancora: la WMO avverte, il clima mondiale entra in una fase delicata, effetti anche in Italia?

I nuovi dati confermano un riscaldamento rapido del Pacifico tropicale: aumentano le probabilità di un evento molto intenso con possibili ripercussioni sul clima globale fino all’inverno 2026-2027.

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha diffuso un nuovo aggiornamento che richiama l’attenzione della comunità scientifica internazionale: El Niño si sta rafforzando rapidamente e, secondo i principali modelli climatici, dominerà il trimestre luglio-settembre 2026. Le temperature superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale stanno aumentando con intensità crescente e le anomalie potrebbero superare i 2 °C, una soglia associata agli eventi più significativi.

Perché gli esperti stanno seguendo con attenzione il Pacifico

El Niño è una componente naturale del sistema climatico terrestre e si manifesta mediamente ogni due-sette anni. Il fenomeno nasce dal marcato riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, modificando la circolazione atmosferica su scala planetaria. I modelli elaborati dai principali centri meteorologici internazionali mostrano un’evoluzione molto rapida durante l’estate, con valori dell’indice Niño 3.4 che potrebbero avvicinarsi ai livelli osservati nei grandi eventi del passato.

Un elemento rende questa situazione ancora più delicata

L’attuale sviluppo di El Niño arriva mentre gli oceani del pianeta registrano temperature già eccezionalmente elevate. Questo significa che il fenomeno naturale agirà su un sistema climatico già più caldo rispetto ai decenni precedenti, aumentando la probabilità che alcuni eventi estremi risultino più intensi rispetto a quanto avveniva in passato. Gli scienziati sottolineano però che gli effetti locali dipenderanno anche da altri fattori atmosferici e oceanici.

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Cosa indicano le previsioni per il resto del mondo

Le elaborazioni stagionali della WMO evidenziano una probabilità molto elevata di temperature superiori alla media sulla maggior parte delle terre emerse comprese tra 60° Sud e 60° Nord. Sul fronte delle precipitazioni emerge un quadro coerente con un El Niño intenso: piogge più abbondanti nel Pacifico centrale e orientale, mentre diverse aree dell’India, dell’Australia e di parte dell’America Centrale potrebbero affrontare condizioni più secche. In numerose regioni aumenterà inoltre il rischio di ondate di calore, incendi, siccità e precipitazioni particolarmente abbondanti.

Europa e Italia: cosa sappiamo davvero

Per il continente europeo il livello di affidabilità delle previsioni stagionali resta inferiore rispetto ad altre aree del pianeta. Le indicazioni disponibili suggeriscono una tendenza a condizioni mediamente più umide nell’Europa meridionale e relativamente più secche verso parte del settore settentrionale, ma questo non consente di stabilire in anticipo il tempo che farà nelle singole settimane o nei diversi Paesi. In Italia saranno determinanti anche le configurazioni atmosferiche su scala continentale che si svilupperanno nei prossimi mesi.

Perché è importante monitorare l’evoluzione nelle prossime settimane

La WMO sta rafforzando il sistema internazionale di monitoraggio climatico e di allerta preventiva affinché governi, protezione civile, agricoltura, sanità e gestione delle risorse idriche possano pianificare eventuali interventi con il maggiore anticipo possibile. Le prossime emissioni dei modelli saranno decisive per capire se l’intensificazione proseguirà fino all’autunno e con quale intensità si manifesteranno gli effetti nelle diverse aree del pianeta.

Analisi e fonti
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