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Il caldo perde forza entro giovedì, ma luglio non ha ancora deciso che estate sarà sull’Italia

Ancora 24-36 ore di afa e temporali anche intensi, poi temperature più normali. Il vero interrogativo riguarda però i giorni successivi, quando i modelli propongono due evoluzioni molto diverse.

L’ondata di caldo che ha accompagnato gli ultimi giorni è entrata nella sua fase conclusiva. Servirà ancora un po’ di pazienza perché le condizioni rimarranno afose e localmente molto calde per altre 24-36 ore, ma i segnali di cambiamento sono ormai evidenti.

Il raffreddamento non arriverà in modo silenzioso. L’atmosfera, dopo aver accumulato per giorni enormi quantità di calore e umidità, tenderà a liberare questa energia favorendo la formazione dei primi temporali organizzati, alcuni dei quali potranno risultare particolarmente intensi.

Le ultime ore più difficili

Tra oggi e giovedì il disagio provocato dall’afa resterà elevato, soprattutto nelle pianure e nelle grandi aree urbane. Proprio questo eccesso di calore rappresenterà il combustibile ideale per lo sviluppo di celle temporalesche capaci di produrre piogge intense, grandinate e forti raffiche di vento.

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Arriva una pausa dal caldo più intenso

Dopo il transito dei temporali l’aria diventerà gradualmente più respirabile. Le temperature perderanno diversi gradi riportandosi, nella maggior parte delle regioni, su valori decisamente più vicini alle medie climatiche del periodo. Non si tratterà di un raffreddamento eccezionale, ma sarà sufficiente a interrompere la lunga fase caratterizzata da caldo persistente e notti particolarmente afose.

Il punto più interessante arriva dopo

E qui che la previsione diventa più complessa: se fino a giovedì i principali modelli meteorologici mostrano una buona convergenza, successivamente le simulazioni iniziano a percorrere strade differenti. Questo è il punto che ora appassiona di più, perché significa che luglio non ha ancora imboccato una traiettoria atmosferica ben definita.

Due estati diverse nelle simulazioni

Una parte dei modelli favorisce una nuova espansione dell’alta pressione subtropicale verso il Mediterraneo centrale, con un progressivo aumento delle temperature e il ritorno di condizioni molto calde già dall’inizio della prossima settimana.

Altre elaborazioni, invece, mantengono attivo un flusso di correnti nord-occidentali capace di limitare gli eccessi termici, favorendo un clima più gradevole e lasciando aperta la possibilità di nuovi episodi d’instabilità.

Non si tratta di differenze marginali, ma di due configurazioni atmosferiche quasi opposte, con conseguenze molto diverse sul tempo dell’Italia.

Luglio è ancora alla ricerca di un equilibrio

La fine dell’attuale fase di caldo intenso appare ormai quasi certa. Molto meno definito è invece ciò che accadrà subito dopo. L’impressione è che l’atmosfera stia attraversando una fase di riequilibrio, nella quale il calore accumulato viene redistribuito attraverso temporali e correnti più fresche, senza che emerga ancora un assetto stabile. Per questo motivo parlare oggi di un nuovo lungo periodo rovente oppure di una fase definitivamente più fresca sarebbe prematuro. Le prossime elaborazioni modellistiche saranno decisive per capire quale delle due tendenze prenderà il sopravvento. Più che una semplice pausa dal caldo, quella che si apre entro giovedì rappresenta una fase di verifica: luglio, almeno per ora, non ha ancora scelto quale volto mostrare.

Analisi e fonti
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