Un modo diverso per capire quanto è eccezionale l’ondata di caldo
Quando si parla di caldo estremo si leggono spesso numeri come +6, +7 o addirittura +8°C sopra la media climatica. Per gli addetti ai lavori rappresentano un’anomalia enorme, ma per il grande pubblico quei valori rischiano di dire poco. Per capire davvero la portata dell’evento possiamo fare un semplice esercizio mentale: immaginare la stessa identica anomalia, ma di segno opposto e all’inizio dell’inverno, ad esempio tra fine novembre e i primi di dicembre. Il risultato aiuta a comprendere meglio quanto sia straordinaria la situazione che stiamo vivendo.
L’anomalia non è la temperatura assoluta
È importante chiarire un aspetto fondamentale. Non conta soltanto la temperatura raggiunta, ma quanto ci si discosta dalla norma climatica e per quanto tempo tali valori vengono ripetutamente raggiunti. In questi giorni i principali modelli meteorologici mostrano una lunga fase caratterizzata da temperature che rimangono costantemente molto superiori alle medie del periodo. Non si tratta quindi di un semplice picco caldo di uno o due giorni, ma di una persistenza eccezionale dell’anomalia. In larga parte è anche questa durata a rendere l’evento particolarmente rilevante.
Se la stessa anomalia arrivasse a dicembre…
Proviamo ora a ribaltare completamente la situazione. Immaginiamo l’inizio dell’inverno con un’anomalia di pari intensità ma negativa. In pratica avremmo temperature costantemente inferiori alle medie di 7-9°C, giornate intere con valori prossimi o inferiori allo zero in molte pianure del Centro-Nord, massime frequentemente sottozero nelle aree interne della Pianura Padana, gelate diffuse anche durante il giorno e neve certa fino al piano in presenza di una perturbazione. In altre parole parleremmo senza esitazione di una delle più intense ondate di gelo di inizio inverno degli ultimi decenni; qui vogliamo arrivare: l’anomalia positiva che stiamo vivendo oggi possiede la stessa forza statistica.

I grafici mostrano chiaramente il paragone
Il primo grafico evidenzia la situazione reale di questi giorni. Le temperature previste restano costantemente ben al di sopra della climatologia, con un’anomalia che si prolunga nel tempo e coinvolge numerosi scenari modellistici. Da notare che questa è solo la fotografia “attuale” ma abbiamo già diversi giorni alle spalle con anomalie positive simili. Senza contare che già a fine maggio abbiamo avuto una situazione similare.
Il secondo grafico rappresenta invece il medesimo scostamento trasportato all’inizio dell’inverno. La differenza è soltanto il segno dell’anomalia. Se oggi osserviamo valori eccezionalmente superiori alla norma, nello scenario invernale vedremmo temperature eccezionalmente inferiori alla media, tali da determinare giornate di ghiaccio anche in pianura. È un confronto che rende immediatamente percepibile quanto sia fuori dall’ordinario la fase atmosferica attuale.


Il caldo eccezionale è anche una questione di durata
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la persistenza. Un singolo giorno molto caldo può essere eccezionale, una settimana con anomalie elevate diventa un evento importante, ma quando le temperature rimangono costantemente sopra media per molti giorni consecutivi l’impatto aumenta sensibilmente sia sull’ambiente sia sulla percezione del caldo. Allo stesso modo, se riportassimo il paragone ai mesi invernali, è come se a fine dicembre avessimo dieci giorni di gelo diffuso dopo aver già sperimentato una fase di gelo precoce a fine novembre.
Un paragone che aiuta a comprendere gli estremi
Il confronto con il freddo non serve a fare sensazionalismo, ma a tradurre un dato tecnico in qualcosa che tutti possono comprendere. Purtroppo siamo sempre più esposti a “vampate” calde sempre più durature ed intense e questo rende via via meno percepibile quanto effettivamente di anomalo ci sia in questo tipo di eventi. Forse il paragone con il freddo aiuta meglio a capire la portata di queste eccezionalità che stanno diventando “normali”. Da considerare anche il fatto che su parte del continente europeo le cose sono andate anche peggio, infatti l’Italia non è stata l’obbiettivo primario del cuore altopressorio.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
