L’ondata calda resta solida sull’Italia, ma i modelli iniziano a mostrare le prime crepe sul bordo meridionale dell’anticiclone
La persistenza del caldo è il dato più affidabile
Sulla permanenza dell’ondata calda in Italia ci sono ormai pochi dubbi. Ancora le ultime elaborazioni dei modelli confermano una struttura anticiclonica molto robusta sull’Europa e sul Mediterraneo, con geopotenziali elevati e masse d’aria calde pronte a mantenere le temperature esageratamente sopra media per diversi giorni. Il caldo, quindi, non sembra destinato a esaurirsi rapidamente. La vera incertezza non riguarda tanto la sua persistenza, quanto il modo in cui questa fase potrà iniziare a perdere forza.
Il cuore dell’ondata calda sarà più a nord
Le mappe delle anomalie a 500 hPa mostrano un elemento importante: il nucleo più potente dell’alta pressione tenderà a disporsi tra Francia, Regno Unito, Benelux e parte dell’Europa centrale. Francia e Inghilterra potrebbero vivere una delle ondate calde più prepotenti degli ultimi tempi, con anomalie molto marcate proprio dove il promontorio anticiclonico appare più strutturato. L’Italia resterà coinvolta dal grande caldo, ma non sempre si troverà nel cuore assoluto della cupola rovente. Questo dettaglio è fondamentale per capire perché alcune regioni italiane potrebbero sperimentare una variazione prima di altre.
La prima variazione potrebbe arrivare dal Sud
L’anomalia che salta subito all’occhio e più interessante riguarda il Mediterraneo meridionale. Tra fine giugno e inizio luglio, le mappe lasciano intravedere le prime interferenze più instabili sul bordo basso dell’anticiclone. Non si tratta ancora di una vera rottura, ma di una possibile crepa nella struttura dominante. Il Sud Italia potrebbe quindi risultare meno esposto al caldo più intenso e soprattutto alla sua durata più lunga. Le regioni meridionali potrebbero vedere qualche disturbo in più, con maggiore variabilità, nubi irregolari e locali fenomeni soprattutto nelle aree interne. Una situazione differente dalla compressione opprimente che invece sarà ancora presente sul nord Italia ed anche sulle aree d’oltralpe. Questo non significa fresco, né stop deciso della calura. Significa però che il caldo più feroce potrebbe non insistere ovunque con la stessa forza.
Nord e Centro ancora più esposti alla cupola anticiclonica
Mentre il Sud potrebbe iniziare a risentire di qualche infiltrazione più instabile, il Centro-Nord resterebbe ancora più direttamente esposto alla protezione anticiclonica. In particolare le regioni settentrionali e parte di quelle centrali potrebbero continuare a vivere giornate molto calde, afose e stabili, con temperature elevate e scarso ricambio d’aria. Le massime in molti casi per larga parte della settimana in corso, seguiteranno a rimanere diffusamente sopra i 35 gradi ma con picchi prossimi ai 40 gradi.
Il ritorno dell’Atlantico resta possibile, ma non ancora certo
Alcune proiezioni provano a suggerire un riassetto barico tra fine mese e l’inizio di luglio, con un possibile ritorno delle correnti atlantiche da ovest. Rimane questa la data a cui facciamo riferimento per individuare, almeno sulla carta, una possibilità di sblocco generale della situazione, capace cioè di ridimensionare l’ondata calda in modo più netto, prima sull’Europa occidentale e poi eventualmente anche sull’Italia.
Ma siamo ancora su orizzonti previsionali troppo lunghi. La traiettoria delle correnti resta incerta e basterebbe un piccolo spostamento dell’asse anticiclonico per cambiare completamente gli effetti sul nostro Paese.
La fine del caldo non ha ancora una data sicura
Il punto centrale è questo: oggi è più facile prevedere la persistenza del caldo che la sua fine. Tra l’altro già 10 giorni orsono, la proiezione era già una realtà modellistica che poi si è trasformata in un dato di fatto. Più difficile ora calcolare con precisione come e quando usciremo da queste profonde anomalie.
L’anticiclone appare forte, esteso e ben alimentato. Le prime crepe potrebbero comparire a sud, ma la vera uscita dall’ondata calda dipenderà da ciò che accadrà sull’Atlantico e sull’Europa occidentale nei primi giorni di luglio. Per questo parlare ora di una data certa per la fine del caldo sarebbe prematuro.
Lo scenario più credibile è quello di un’ondata calda ancora lunga, ma non uniforme e poi in lento declino: più dura e persistente sull’Europa centro-occidentale, ancora importante sull’Italia, ma con il Sud potenzialmente meno esposto alla fase più estrema.
La chiave sarà capire dove piegheranno le correnti
Nei prossimi aggiornamenti sarà decisivo capire se le correnti atlantiche riusciranno davvero a rientrare verso il continente oppure se l’anticiclone continuerà a respingere ogni tentativo di cambiamento, specie sull’Italia.
La differenza è enorme.
Nel primo caso luglio potrebbe aprirsi con una progressiva attenuazione del caldo e una maggiore instabilità. Nel secondo caso l’ondata calda potrebbe semplicemente cambiare forma, lasciando ancora molte regioni italiane sotto temperature elevate anche se meno estreme.
Per ora, dunque, una certezza e molti dubbi: il caldo continuerà, ma la sua fine resta ancora tutta da decifrare.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
