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Anticiclone in arrivo sull’Italia, ma i temporali non mollano

Dal 18 al 24 maggio l’Italia entra in una fase più stabile e calda, ma l’instabilità resta pronta a riaccendersi nelle ore pomeridiane

La prossima settimana cambia proposta meteorologica

La prossima settimana non sembra destinata a una fase di forte maltempo organizzato. Il segnale più solido, per l’Italia, è un passaggio graduale verso una maggiore stabilità atmosferica, con temperature in rialzo e una rimonta anticiclonica più evidente dopo i giorni movimentati di metà maggio.

Dal 18 al 24 maggio 2026 l’alta pressione tende quindi a guadagnare spazio. Il tempo diventa più stabile rispetto alla fase precedente, segnata da aria fredda, rovesci e grandine. Non si tratta però di una chiusura netta con l’instabilità. Il rischio temporali resta presente, soprattutto quando il riscaldamento diurno riesce a riaccendere celle locali.

Temporali più isolati, ma non da ignorare

Per il momento vi segnaliamo questo: non sarà una settimana perturbata, ma una settimana da temporale selettivo. L’anticiclone prova a stabilizzare l’atmosfera, mentre l’umidità residua, i rilievi e il calore accumulato nelle ore centrali del giorno possono ancora favorire rovesci improvvisi.

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I fenomeni più probabili restano quelli pomeridiani, specie nelle aree interne, prealpine e appenniniche. Le previsioni locali indicano ancora possibili rovesci tra lunedì e martedì su alcune città, mentre le allerte per temporali confermano che l’instabilità non viene cancellata del tutto dall’avanzata dell’alta pressione. Per dare una prima proiezione sul rischio di maggiore instabilità per la prima parte della settimana potremmo dire che:
le aree con il rischio più elevato di piogge e/o temporali, sembrano risultare concentrate soprattutto tra Nord Italia e versante adriatico.

Nord-Est tra Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia: è la zona con il rischio maggiore, soprattutto tra pianure venete, fascia prealpina e Friuli.

Alta Lombardia e settore alpino/prealpino: presenti fenomeni sparsi verosimilmente più attivi tra Lombardia settentrionale e aree vicine ai rilievi.

Liguria centrale e di Levante: precipitazioni più irregolari ma con possibili rovesci improvvisi lungo la fascia costiera e nell’entroterra.

Appennino centrale tra Toscana interna, Umbria e Lazio: instabilità diffusa nelle aree interne, soprattutto nelle ore pomeridiane. La Toscana sotto piogge più diffuse in area centro settentrionale martedì.

Versante adriatico centrale tra Marche e Abruzzo: presenti fenomeni instabili discontinui specie a ridosso dell’Appennino.

Sud peninsulare tra Campania interna, Basilicata e Calabria: fenomeni sparsi localmente più reattivi sui rilievi.

Sicilia orientale e ionica: qualche precipitazione con addensamenti più consistenti sul settore orientale dell’isola.

Grandine, rischio puntuale e non diffuso

La grandine non va letta come un pericolo generalizzato su scala nazionale. Il rischio appare più circoscritto e decisamente più modesto dei giorni appena trascorsi, legato alla forza delle singole celle temporalesche che molto probabilmente non evolveranno in fenomeni più importanti. Tuttavia non possiamo escludere locale presenza di grandine (per lo più di piccole dimensioni) durante gli episodi temporaleschi più organizzati.

Il cambiamento della settimana, quindi, non coincide con l’assenza totale di instabilità. La vera novità è il passaggio da un maltempo più organizzato a fenomeni più locali, rapidi e difficili da collocare con largo anticipo. Meno pioggia diffusa, più attenzione ai temporali che nascono nel pomeriggio e colpiscono in modo irregolare.

La tendenza da seguire

L’anticiclone porta una fase più stabile e calda, ma non abbastanza pulita da escludere temporali e grandine. La prossima settimana si muove su questo equilibrio: miglioramento evidente, atmosfera meno agitata rispetto ai giorni precedenti, ma instabilità ancora capace di riaccendersi dove calore, umidità e rilievi trovano il punto d’innesco.

Analisi e fonti
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