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Oltre 100 mm al Nord-Est, temporali verso la Pianura Padana, Liguria e poi su Toscana: perché il 17 settembre può colpire in modo così diverso

Oltre 100 millimetri sul Nord-Est e valori decisamente inferiori poche centinaia di chilometri più a sud. È la forte differenza geografica che emerge dalle elaborazioni per metà settimana e che permette di capire meglio la perturbazione attesa tra mercoledì 16 e giovedì 17 settembre. Non tutta l’Italia centro-settentrionale, infatti, si troverebbe nelle stesse condizioni.
La saccatura in avvicinamento dall’Atlantico dovrebbe interessare per prime le regioni settentrionali, per poi coinvolgere anche parte del Centro. Piogge, rovesci e temporali potrebbero quindi distribuirsi su un’area piuttosto ampia, ma durata e intensità dei fenomeni potrebbero cambiare parecchio dal Friuli Venezia Giulia alla Toscana.

Il Nord-Est si trova nella posizione più favorevole alle piogge abbondanti

L’elaborazione degli accumuli concentra il massimo sul Friuli Venezia Giulia, con punte nell’ordine di 80-110 millimetri. Altri quantitativi consistenti compaiono sul Nord-Ovest, dove localmente vengono rappresentati circa 50 millimetri, mentre su altri settori settentrionali i valori risultano generalmente inferiori.
La distribuzione non è casuale. Con una perturbazione proveniente dall’Atlantico, le correnti che precedono il fronte possono trasportare aria umida verso il Nord Italia. Quando questo flusso incontra Alpi e Prealpi, il sollevamento imposto dai rilievi può aumentare l’efficienza delle precipitazioni, soprattutto se l’afflusso umido persiste per diverse ore.
Sul Nord-Est si aggiunge inoltre la possibilità che rovesci e temporali insistano maggiormente prima che la struttura prosegua verso est. Per questo non conta soltanto quanto forte possa essere un temporale: conta anche per quanto tempo una determinata area rimane esposta alle precipitazioni.
La tendenza generale trova un elemento coerente in molte elaborazioni che collocano proprio sul Triveneto le principali punte pluviometriche sopra la media del periodo. Accumuli anche importanti sono comunque attesi potenzialmente su diverse zone della Pianura Padana.

Dall’Emilia-Romagna alla Toscana cambia già il comportamento della perturbazione

Procedendo verso sud la situazione diventa più complessa. La grafica elaborata per il 17 settembre estende la fascia di rovesci e temporali dall’Italia settentrionale verso Emilia-Romagna, Liguria e Toscana, ma queste regioni non necessariamente riceverebbero precipitazioni con la stessa continuità del Nord-Est.
La Toscana, in particolare, si collocherebbe più vicina al margine meridionale della fascia maggiormente perturbata. Questo può fare una grande differenza: uno spostamento relativamente contenuto della saccatura o del fronte può aumentare sensibilmente i fenomeni sulla regione oppure lasciare alcune zone ai margini delle precipitazioni più organizzate.
Secondo le ultime elaborazioni sembra comunque che tutta la Penisola fino a comprendere Toscana, alto Lazio, Umbria e Marche possa essere interessata più direttamente dal passaggio perturbato.

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Perché i 100 millimetri al Nord-Est non significano 100 millimetri ovunque

Una perturbazione non distribuisce la pioggia in modo uniforme. L’atmosfera può trasportare molta umidità attraverso regioni differenti, ma la quantità che effettivamente raggiunge il suolo sottoforma di pioggia dipende da diversi processi che cambiano nello spazio e nel tempo.
I rilievi rappresentano uno dei fattori principali. Una corrente umida costretta a salire lungo un versante tende a raffreddarsi e può favorire condensazione e precipitazioni. In pianura entrano maggiormente in gioco la posizione del fronte, la convergenza dei venti e l’eventuale sviluppo di sistemi temporaleschi. Sulla Toscana diventano importanti anche la direzione delle correnti e l’alimentazione proveniente dal Tirreno.
Ecco perché due regioni interessate dalla stessa perturbazione possono terminare l’evento con accumuli molto diversi. Una può rimanere per ore sotto precipitazioni frequenti, mentre nell’altra possono alternarsi rovesci intensi, pause e zone quasi asciutte.
Il valore massimo approssimativamente collocato al Nord-Est va interpretato in questo contesto, ma se l’asse della saccatura trovasse la stessa geometria prospettata dagli ultimi modelli anche Liguria e Toscana sarebbero molto esposte.

Il fronte dovrebbe perdere incisività andando verso il Sud

La differenza diventa ancora più evidente scendendo lungo la Penisola. Nelle elaborazioni fornite dall’utente il nucleo delle precipitazioni rimane nettamente concentrato sull’Italia centro-settentrionale, mentre il Meridione appare molto meno interessato.
La ragione risiede soprattutto nella traiettoria prevista della saccatura e del fronte associato.
Questo non esclude fenomeni più meridionali legati all’evoluzione successiva, ma impedisce di trasferire automaticamente al resto della Penisola ciò che viene rappresentato tra Alpi, Pianura Padana e regioni centrali. L’area con maggiore esposizione iniziale rimane il Centro-Nord.

Il 17 settembre potrebbe avere tre volti molto diversi

La caratteristica più interessante di questa perturbazione non è quindi l’estensione geografica presa da sola, ma la possibilità di osservare tre risposte atmosferiche differenti lungo l’Italia.
Sul Nord-Est potrebbe prevalere la persistenza, con precipitazioni più frequenti e accumuli localmente elevati. Tra Emilia-Romagna e Toscana aumenterebbe invece il peso dell’instabilità, con rovesci e temporali potenzialmente intensi ma distribuiti in maniera meno omogenea. Più a sud l’influenza diretta della struttura potrebbe risultare sensibilmente inferiore.
Questa lettura permette anche di interpretare correttamente numeri molto differenti come i 90/100 millimetri indicati sul Nord-Est e quantitativi inferiori rappresentati altrove. Non raccontano necessariamente una perturbazione forte in una regione e debole in un’altra: descrivono modi differenti attraverso i quali la stessa struttura atmosferica può produrre precipitazioni.
A quattro giorni di distanza è una differenza ancora troppo sottile per essere risolta con precisione. È invece già possibile individuare la caratteristica dominante del 17 settembre: una perturbazione fortemente sbilanciata verso il Centro-Nord, capace potenzialmente di produrre molta pioggia sul Nord-Est e fenomeni progressivamente meno continui procedendo verso il margine meridionale della sua traiettoria. Naturalmente in molti casi dovremo tornare a parlare di temporali localmente anche forti. Ma di questo avremo modo di approfondire in seguito.

Analisi e fonti
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