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Dai 35 ai 30 °C in pochi giorni: così sta diminuendo la persistenza del caldo in Italia

Fino a poche settimane fa servivano i 35 °C per distinguere le zone nelle quali il caldo riusciva a mantenersi più a lungo. Ora abbiamo abbassato quella soglia a 30 °C e già questa scelta racconta molto dell’evoluzione stagionale in corso: per trovare sequenze termiche significative dobbiamo cercarle cinque gradi più in basso.
Le due nuove elaborazioni realizzate dal nostro centro di calcolo considerano i prossimi sette giorni da due prospettive differenti. La prima individua le temperature massime più elevate stimate nell’intero periodo; la seconda conta invece per quanti giorni la temperatura massima riesce a superare 30 °C. Due informazioni complementari, perché raggiungere una temperatura elevata una sola volta e ripeterla quasi ogni pomeriggio sono condizioni meteorologicamente differenti.

La soglia è scesa di cinque gradi rispetto alle fasi precedenti

Durante le fasi più calde tra agosto e l’avvio di settembre avevamo utilizzato ripetutamente 35 °C come riferimento per valutare la persistenza del caldo più intenso. In alcune aree italiane quella temperatura poteva essere superata per molti giorni e il limite dei 30 °C risultava quindi poco selettivo.
A metà settembre il quadro è differente. Utilizzando ancora 35 °C troveremmo ormai ben poco da contare su gran parte del Paese. Diventa invece interessante osservare dove resistano i 30 °C, perché anche questa soglia comincia a perdere continuità su vaste aree del Centro-Nord.
È un effetto coerente con l’avanzamento stagionale. Le giornate continuano ad accorciarsi, l’altezza del Sole diminuisce e per raggiungere la stessa temperatura di qualche settimana prima occorrono condizioni atmosferiche progressivamente più favorevoli. Questo non impedisce singoli pomeriggi molto caldi, soprattutto nelle aree interne, ma rende più difficile costruire lunghe successioni di massime elevate.

Al Nord i 30 °C diventano già una soglia difficile da ripetere

L’elaborazione sulla persistenza mostra un Settentrione quasi interamente fuori dalle sequenze prolungate oltre 30 °C. Soltanto procedendo verso alcuni settori più meridionali e orientali compare ancora la possibilità di qualche superamento, mentre su molte zone settentrionali il conteggio rimane molto basso o nullo.
Anche la distribuzione dei picchi assoluti è significativa. Gran parte del Nord rimane sotto 30 °C nell’intera finestra considerata, con valori indicativi generalmente compresi tra i 25 ed i 29°C e temperature naturalmente inferiori sulle aree alpine. Soltanto verso il margine meridionale della Pianura Padana e l’Emilia-Romagna si torna localmente attorno ai 30 °C.
Questo significa che un temporaneo rialzo delle temperature durante giornate più stabili e soleggiate non avrebbe più la stessa capacità di ricostruire le lunghe serie calde osservate precedentemente. La differenza non riguarda quindi soltanto alcuni gradi in meno: riguarda soprattutto la continuità.

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Il Centro si trova nella fascia di transizione

Procedendo verso il Centro Italia il superamento dei 30 °C torna più facilmente possibile, ma la distribuzione resta molto irregolare. La Toscana, per esempio, appare lontana dalle condizioni termiche osservate nei primi giorni di settembre: nell’elaborazione il picco regionale si colloca indicativamente attorno a 30 °C, mentre il numero dei possibili superamenti della soglia rimane limitato.
Più a sud e soprattutto procedendo verso alcuni settori adriatici la frequenza aumenta. Compaiono aree nelle quali i 30 °C possono essere raggiunti o superati per una parte consistente dei sette giorni. Diventa quindi evidente una fascia di transizione fra un Nord nel quale la soglia perde rapidamente significato e un Mezzogiorno dove rimane ancora facilmente raggiungibile.
Anche qui bisogna distinguere durata e intensità. Quattro giornate capaci di oltrepassare 30 °C non significano necessariamente quattro giornate particolarmente calde per gli standard estivi. Potrebbero essere sufficienti massime di 30-32 °C, valori molto differenti dai 35-38 °C che soltanto pochi giorni fa interessavano diverse aree italiane.

Sud e Isole conservano la maggiore continuità sopra 30 °C

La parte più evidente dell’elaborazione sulla durata si concentra tra Mezzogiorno e Isole Maggiori. Su alcuni settori meridionali si arriva indicativamente a sei o sette giorni oltre 30 °C sui sette analizzati. In Sardegna compaiono localmente valori ancora superiori, mentre anche la Sicilia conserva una frequenza elevata.
La seconda elaborazione aiuta però a qualificare questi numeri. Sul Sud peninsulare le punte stimate raggiungono ancora localmente valori nell’ordine dei 33-35 °C, mentre Sardegna e Sicilia presentano picchi generalmente attorno ai 30-33 °C, con inevitabili differenze fra aree interne, coste e rilievi.
Il punto importante è che una sequenza quasi continua sopra 30 °C a metà settembre non equivale automaticamente alle fasi di caldo molto intenso osservate tra agosto e l’inizio del mese. Può esserci ancora una forte persistenza di temperature estive pur con estremi nettamente inferiori. È precisamente ciò che emerge mettendo insieme durata e massimo potenziale.

Picco e persistenza rispondono a due domande differenti

Un valore come 34 o 35 °C attira inevitabilmente l’attenzione, ma descrive soltanto l’estremo previsto nell’intera finestra. Potrebbe essere raggiunto durante il pomeriggio meteorologicamente più favorevole e non ripetersi successivamente. Il conteggio dei giorni sopra 30 °C misura invece quanto quella massa d’aria e le condizioni locali riescano a sostenere il caldo giorno dopo giorno.
Per questo alcune aree possono mostrare un massimo relativamente elevato senza una lunga sequenza sopra soglia, mentre altre possono non raggiungere estremi particolari ma accumulare sei o sette pomeriggi consecutivi oltre 30 °C. Nel primo caso prevale l’intensità episodica; nel secondo la persistenza.
È anche il motivo per cui il confronto con le elaborazioni di fine agosto è interessante. Allora interrogavamo soprattutto la durata oltre 35 °C. Oggi siamo scesi a 30 °C. Cinque gradi possono sembrare una semplice modifica, ma descrivono una variazione sostanziale del regime termico italiano.

Quanto fidarsi dei numeri dei prossimi sette giorni

I valori indicati non devono essere interpretati al decimo di grado. Si tratta di elaborazioni derivate da modellistica numerica e il massimo effettivamente registrato in una località dipenderà anche da nuvolosità, ventilazione, umidità dei suoli, brezze, orografia e caratteristiche molto locali che una griglia modellistica non può rappresentare perfettamente.
La stessa cautela riguarda il conteggio dei superamenti. Se una giornata viene stimata a 30,2 °C e una successiva elaborazione la porta a 29,8 °C, il numero finale cambia di un’intera giornata pur in presenza di una differenza meteorologicamente minima. Più che il numero esatto riferito a una singola località, conta quindi la distribuzione geografica complessiva.
Ill Nord ha già perso quasi completamente la capacità di sostenere lunghe serie sopra 30 °C, il Centro rappresenta una zona intermedia, mentre Sud e Isole possono conservare diversi pomeriggi pienamente estivi. L’estate settembrina prosegue soprattutto sul centro sud ma possiamo dire che cominciamo ad entrare nella fase di transizione stagionale.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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