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Verso Ferragosto, fino a 24 °C a 1.500 metri: i 30 °C potranno spingersi ancora oltre quota 1.000

Ventiquattro gradi nella massa d’aria presente attorno ai 1.500 metri. Valori prossimi o localmente superiori a 30 °C anche alla quota di 1.000 metri. Massime ancora comprese fra 35 e 39 °C in numerose pianure e vallate interne. Sono numeri che descrivono un caldo molto intenso, esteso lungo buona parte dei bassi strati atmosferici e soprattutto destinato a insistere. Le elaborazioni ensemble del modello europeo e di quello americano mantengono temperature nettamente superiori alla climatologia almeno fino alla metà di agosto. Una terza carta, dedicata alle variazioni termiche tra il 5 e il 14 agosto, aggiunge però un dettaglio importante: il riscaldamento più evidente potrebbe progressivamente estendersi verso un’ampia parte dell’Europa centro-occidentale.

La nuova mappa non mostra dove farà più caldo

La carta delle variazioni termiche deve essere interpretata diversamente da una normale mappa delle temperature o delle anomalie climatiche. Le tonalità rosse non indicano necessariamente le zone più calde d’Europa. Mostrano le aree nelle quali il 14 agosto la temperatura prevista risulterebbe più alta rispetto a quella presente il 5 agosto.

Il rosso più esteso interessa la Penisola Iberica settentrionale, la Francia, la regione alpina e diversi settori dell’Europa centrale. In queste zone la massa d’aria potrebbe quindi riscaldarsi sensibilmente avvicinandosi a Ferragosto. Verso l’Europa orientale prevalgono invece tonalità azzurre, associate a una diminuzione rispetto alla situazione iniziale.

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Il blu non significa necessariamente freddo o temperature inferiori alla climatologia. Allo stesso modo, il bianco non indica condizioni normali. Una carta delle differenze risponde soltanto a una domanda: quanto sarà cambiata la temperatura rispetto alla data di partenza?

Le tonalità rosse indicano un aumento rispetto al 5 agosto, non l’anomalia rispetto alla climatologia. Il riscaldamento più marcato si concentra sull’Europa centro-occidentale.

Perché sull’Italia il rosso è meno evidente

Gran parte dell’Italia presenta variazioni più contenute rispetto alla Francia e all’Europa centrale. Sarebbe però sbagliato interpretare questo dato come un’attenuazione significativa del caldo.

La ragione è nella temperatura di partenza. Il 5 agosto l’Italia si trova già immersa in una massa d’aria molto calda, con valori a 850 hPa frequentemente superiori ai 20 °C. Per mantenere condizioni anomale fino a Ferragosto non è necessario un ulteriore aumento di cinque o sei gradi. È sufficiente che la temperatura in quota rimanga vicina ai livelli attuali o cresca soltanto di poco.

La Francia o la regione alpina possono colorarsi maggiormente di rosso perché partono da valori relativamente meno elevati e registrano un incremento più consistente. L’Italia può mostrare una differenza ridotta e continuare ugualmente a sperimentare temperature superiori alla norma.

Il nucleo del maggiore aumento si sposta verso ovest e verso nord, ma la Penisola non viene liberata dalla massa d’aria calda già presente.

Il rischio di raggiungere 24 °C attorno ai 1.500 metri

L’ensemble americano mantiene per molti giorni gran parte dei propri membri fra 20 e 23 °C alla quota di 850 hPa. Alcune elaborazioni raggiungono o superano temporaneamente i 24 °C, soprattutto avvicinandosi alla metà del mese.

La superficie di 850 hPa si colloca generalmente attorno ai 1.500 metri, pur variando in funzione della pressione e della struttura termica dell’atmosfera. Viene osservata perché consente di valutare la qualità della massa d’aria limitando l’influenza immediata del terreno.

Valori compresi tra 23 e 24 °C a questa quota sono estremamente elevati per l’Italia. Nel grafico lo scarto più frequente rispetto alla linea climatologica è vicino a 4-5 °C. I membri più caldi suggeriscono temporaneamente differenze anche maggiori.

I 30 °C possono essere superati anche a 1.000 metri

La possibilità di raggiungere 30 °C alla quota di 1.000 metri è coerente con una temperatura di 23-24 °C attorno ai 1.500 metri, soprattutto durante un pomeriggio soleggiato e con aria ben rimescolata.

In condizioni asciutte, la temperatura di una particella d’aria varia indicativamente di quasi 10 °C per ogni chilometro di discesa o risalita. Scendendo di circa 500 metri, il riscaldamento teorico si avvicina quindi a 5 °C.

Partendo da 24 °C a 850 hPa, si arriva teoricamente vicino a 29 °C attorno ai 1.000 metri. Il forte soleggiamento, l’esposizione favorevole e il riscaldamento locale del terreno possono consentire di raggiungere o superare i 30 °C su altopiani, conche montane e versanti riparati dal vento. Dunque il grande caldo si farà sentire ancora ed a lugno anche in quota.

Per trovare temperature decisamente più contenute potrebbe essere necessario salire oltre i 1.200-1.500 metri, soprattutto nelle giornate in cui la massa d’aria raggiungerà la parte più calda della distribuzione ensemble.

In pianura conterà soprattutto la continuità

Il meteogramma europeo mantiene le temperature massime frequentemente nella fascia fra 35 e 38 °C, con alcune oscillazioni giornaliere ma senza una diminuzione stabile prima di Ferragosto. Anche le precipitazioni medie restano generalmente scarse.

Potranno verificarsi addensamenti, rovesci o temporali locali, specialmente sui rilievi ma di nuovo, con il ritorno del sole, il riscaldamento riprenderà vigore.

Anche le minime rimangono elevate nei due esempi allegati. In numerose città, lungo le coste e nelle pianure maggiormente urbanizzate sarà difficile ottenere un raffreddamento notturno efficace. Il problema non sarà quindi soltanto l’eventuale raggiungimento di 38 o 39 °C. Sarà la ripetizione di giornate molto calde, intervallate da notti durante le quali il termometro potrà faticare a scendere sotto 23-25 °C nelle zone più esposte. Le prospettive a medio lungo termine paventano quindi ancora un elevato rischio di elevato disagio per il caldo.

Dopo il 15 agosto cresce l’incertezza

Fino alla metà del mese i membri ensemble mantengono un comportamento relativamente compatto: le oscillazioni esistono, ma la maggioranza delle elaborazioni conserva temperature elevate.

Dal 16-17 agosto le curve iniziano invece ad allontanarsi. Alcune simulazioni introducono una massa d’aria meno calda e maggiori possibilità di precipitazione. Altre mantengono valori molto superiori alla norma. L’aumento della dispersione rappresenta una diminuzione dell’affidabilità: quanto più i membri si separano, tanto maggiore diventa l’incertezza sull’evoluzione prevista.

Non è quindi ancora possibile stabilire quando arriverà una riduzione termica estesa né quanto sarà incisiva. La parte più solida delle elaborazioni riguarda il periodo precedente: caldo insistente sull’Italia, rischio di valori fino a 24 °C attorno ai 1.500 metri e progressivo rafforzamento termico su un’ampia fascia dell’Europa centro-occidentale.

Analisi e fonti
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