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Toscana, lunedì 17: temporali possibili in 22 zone, codice giallo in 14. Perché

Ventidue zone interessate dalla previsione dei temporali, quattordici in codice giallo. È il confronto più utile per capire il bollettino valido per lunedì 17 agosto in Toscana. Otto zone restano quindi verdi pur comparendo tra quelle nelle quali il Centro Funzionale considera possibili fenomeni temporaleschi. Non c’è alcuna incoerenza. La previsione meteorologica e il colore della criticità non rispondono alla stessa domanda: la prima individua dove un fenomeno può verificarsi, il secondo tiene conto della sua intensità attesa e dei possibili effetti sul territorio. È una distinzione particolarmente importante lunedì, perché i temporali potranno interessare una porzione della Toscana più ampia rispetto a quella sottoposta a criticità gialla.

Due tabelle ufficiali raccontano due aspetti diversi

Nel Bollettino di Vigilanza Meteorologica, per lunedì 17 agosto, il Centro Funzionale inserisce nella voce “temporali” 22 zone: A1, A2, A3, A4, A5, A6, B, C, E1, E2, F1, L, M, O1, O2, R1, R2, S1, S2, S3, T e V. Nella successiva valutazione delle criticità, invece, il codice giallo per temporali forti con rischio idrogeologico-idraulico sul reticolo minore riguarda A3, A4, A5, A6, B, E1, E2, L, M, R1, S1, S2, S3 e V. La validità è compresa tra le 5 e le 18.
La differenza è quindi concreta. A1, A2, C, F1, O1, O2, R2 e T sono comprese nella previsione dei temporali ma non nell’elenco delle zone gialle per temporali forti. In termini geografici significa che anche diversi settori orientali e centro-meridionali della regione possono vedere rovesci o temporali pur restando verdi nella valutazione della criticità.
Questo è anche il motivo per cui osservare soltanto i colori rischia di fornire un’informazione incompleta. Il bollettino meteorologico prova a descrivere dove sono possibili determinati fenomeni. La valutazione successiva aggiunge un altro livello: quanto quegli stessi fenomeni possano diventare rilevanti dal punto di vista degli effetti attesi.

Verde non equivale necessariamente a una giornata senza temporali

La distinzione non è soltanto interpretativa. È prevista espressamente dal sistema regionale di allertamento. La documentazione aggiornata della Regione Toscana stabilisce che, per i temporali, il livello verde può corrispondere sia all’assenza di fenomeni prevedibili sia alla presenza di temporali ordinari ai quali viene attribuito un impatto complessivamente non significativo. Il giallo viene invece associato alla categoria dei temporali forti e a un livello superiore degli effetti attesi.
Questo non trasforma però il verde in una garanzia di assenza di fenomeni localmente intensi. La stessa documentazione regionale ricorda che anche i temporali ordinari sono per loro natura fenomeni intensi e possono essere accompagnati da colpi di vento, grandine o fulminazioni.
Il colore va quindi letto come una classificazione del rischio previsto su una determinata zona, non come un interruttore che separa nettamente pioggia e assenza di pioggia. È una differenza importante soprattutto d’estate, quando una singola cella può interessare una superficie molto piccola rispetto all’estensione dell’area utilizzata dal sistema di vigilanza.

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Perché il giallo si concentra soprattutto tra nord e fascia occidentale

Lunedì la differenza tra le due classificazioni nasce anche dall’intensità prevista. Tra la tarda notte e la prima parte del pomeriggio il Centro Funzionale considera possibili temporali anche forti sulle province settentrionali. Sul nord-ovest sono previsti accumuli medi di circa 10-15 millimetri, mentre sotto i nuclei più intensi i massimi puntuali potranno raggiungere 50-70 millimetri, potenzialmente anche in un’ora. Sono inoltre possibili grandinate e forti raffiche.
È qui che il codice giallo acquista significato. Non sta dicendo che in tutte le zone evidenziate pioverà, né che un temporale colpirà ogni località. Indica piuttosto un territorio nel quale la combinazione fra probabilità, intensità e possibili effetti porta il livello di criticità sopra la soglia ordinaria.
La concentrazione di molta pioggia in poco tempo è particolarmente rilevante per il reticolo idrografico minore, per i sottopassi, per le aree urbanizzate e per i versanti più vulnerabili al rapido ruscellamento. Il Centro Funzionale sottolinea infatti che gli effetti associati alla criticità gialla possono manifestarsi in maniera repentina e localizzata.

Nel pomeriggio i temporali diventano più probabili verso il centro-sud

La distribuzione dei fenomeni dovrebbe modificarsi con il trascorrere delle ore. Dopo una prima fase maggiormente rivolta alle province settentrionali, nel pomeriggio i temporali sono previsti più sparsi e più probabili sulle zone interne centro-meridionali. Qui gli accumuli medi vengono indicati come non significativi, mentre i massimi puntuali potranno raggiungere 30-40 millimetri.
È proprio durante questa seconda fase che il significato del verde diventa più evidente. Un settore dell’Aretino, del Senese o della Toscana meridionale può restare fuori dalla criticità gialla e vedere ugualmente svilupparsi un temporale. Ciò che differisce, nella valutazione emessa domenica mattina, è il livello complessivo di rischio attribuito a quella zona.
Anche la diversa tempistica contiene un’informazione meteorologica. Al nord alcuni fenomeni sono possibili già dalla tarda notte, quindi prima che il riscaldamento del terreno raggiunga il massimo. Il transito della saccatura atlantica fornisce infatti un contributo dinamico all’aumento dell’instabilità. Più tardi, sulle zone interne centro-meridionali, il riscaldamento diurno e l’orografia potranno contribuire maggiormente alla formazione delle celle. Il bollettino ufficiale descrive proprio questa progressione dalla tarda notte al pomeriggio.

Cosa guardare davvero lunedì 17 agosto

Per chi si trova nelle zone gialle, la fascia da seguire con maggiore attenzione è quella compresa tra le 5 e le 18. Il Centro Funzionale associa a queste aree il rischio di temporali forti e possibili effetti improvvisi sul reticolo minore, oltre a raffiche, grandine e fulminazioni.
Per chi si trova nelle zone verdi, soprattutto nell’interno orientale e centro-meridionale, l’errore sarebbe invece tradurre il colore con “qui non pioverà”. Il bollettino di vigilanza include esplicitamente diversi di questi settori tra quelli nei quali lunedì sono possibili temporali.
Con fenomeni convettivi localizzati, inoltre, la previsione del giorno precedente non può stabilire quale comune verrà attraversato da una singola cella. Avvicinandosi all’evento acquistano quindi importanza il radar, le fulminazioni e gli aggiornamenti del Centro Funzionale.
La giornata di lunedì offre così un esempio molto chiaro di come vadano letti i bollettini regionali: 22 zone possono essere interessate dalla previsione dei temporali mentre soltanto 14 raggiungono il livello giallo di criticità. Il colore non serve semplicemente a dire dove cadrà la pioggia. Serve a comunicare dove, sulla base delle informazioni disponibili, il rischio previsto raggiunge un livello più elevato.

Analisi e fonti
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