Tra 39 °C raggiunti durante il pomeriggio e 23 °C misurati nel cuore della notte ci sono sedici gradi di differenza. Non sempre, però, questa diminuzione basta a rendere l’aria più sopportabile. Nelle prossime 48 ore la Toscana continuerà a registrare temperature molto elevate, con valori localmente prossimi ai 40 °C nelle pianure e nelle vallate interne. Il momento più gravoso potrebbe tuttavia non coincidere con il massimo pomeridiano, ma con la notte tra martedì 4 e mercoledì 5 agosto, quando temperature ancora alte e umidità crescente limiteranno la capacità dell’organismo di disperdere calore.
Lunedì il caldo più intenso tra la Piana e il Valdarno
Oggi, lunedì 3 agosto, le temperature massime più elevate sono attese soprattutto nella parte centro-settentrionale della regione. La conca Firenze-Prato-Pistoia, l’area di Empoli e diversi settori del Valdarno potranno raggiungere diffusamente valori compresi tra 37 e 39 °C, con locali avvicinamenti ai 40 °C nelle aree più surriscaldate.
La distribuzione dei valori massimi non dipende soltanto dalla temperatura della massa d’aria presente in quota. Contano anche la ventilazione locale, la quantità di umidità nel terreno, la presenza di eventuali velature e l’efficienza con cui il calore viene trasferito dal suolo agli strati atmosferici più bassi. Nelle conche interne, dove le brezze marine arrivano deboli o non arrivano affatto, il riscaldamento si intensifica ulteriormente. Nelle prossime ore pomeridiane qualche nube cumuliforme nelle zone interne, con isolati temporali più probabili sui rilievi e tra Grosseto, Siena e Arezzo. Si tratterà comunque di fenomeni locali, insufficienti a modificare il quadro termico generale.
Lungo la costa le massime saranno generalmente più contenute. Livorno, Versilia, litorale pisano e costa grossetana beneficeranno maggiormente delle brezze provenienti dal mare. Valori inferiori rispetto a Firenze o Prato non corrisponderanno però automaticamente a condizioni confortevoli: l’aria marittima trasporta infatti una quantità maggiore di vapore acqueo e può rendere più lenta la diminuzione serale della temperatura.
Martedì cambia la posizione dei massimi, non l’intensità del caldo
Martedì 4 agosto sarà molto simile a lunedì sotto il profilo generale. Il cielo rimarrà prevalentemente sereno o poco nuvoloso e le temperature subiranno variazioni limitate. La principale differenza riguarderà la distribuzione delle punte più alte. Il nucleo più caldo dovrebbe comprendere ancora le province di Pistoia, Prato e Firenze, estendendosi con maggiore decisione verso alcune vallate delle province di Arezzo e Siena. Anche Valdarno superiore, Valdichiana e fondovalle senesi potranno avvicinarsi ai valori di picco.
Non tutte le località delle cinque province raggiungeranno naturalmente la stessa temperatura. Altitudine, esposizione, ventilazione e caratteristiche del territorio produrranno differenze anche marcate su distanze relativamente brevi. I valori prossimi ai 40 °C riguarderanno soprattutto le pianure e le aree urbane.
Sulla costa continuerà a intervenire la circolazione di brezza. Il termometro potrà quindi fermarsi alcuni gradi più in basso rispetto alle aree interne, ma l’umidità sarà mediamente superiore. Nel pomeriggio il disagio termico potrà dipendere sia dalla temperatura effettiva sia dalla minore efficienza con cui il sudore evapora dalla pelle.
La notte tra martedì e mercoledì sarà particolarmente afosa
Da segnalare anche l’evoluzione dopo il tramonto. In molte zone pianeggianti e urbane la temperatura diminuirà lentamente e le minime potranno rimanere superiori ai 20 °C. Nei centri cittadini, lungo la costa e nelle aree interessate da ristagno d’aria non si possono escludere valori notturni sensibilmente più elevati.
Una minima superiore a 20 °C identifica una notte tropicale, ma questa definizione non descrive da sola il disagio percepito. Una notte con 23 °C e aria relativamente asciutta può risultare meno pesante di una notte con 21 °C accompagnata da un elevato contenuto di vapore acqueo.
Perché l’umidità pesa soprattutto durante la notte
Quando il sole tramonta, la temperatura dell’aria comincia a diminuire. Raffreddandosi, l’aria si avvicina più facilmente alla saturazione e l’umidità relativa aumenta. Il dato più utile, però, non è soltanto la percentuale di umidità: conta anche il punto di rugiada, che permette di valutare quanta umidità sia effettivamente presente nei bassi strati atmosferici.
Con un punto di rugiada elevato, il sudore evapora più lentamente. Il corpo perde quindi una parte importante della propria capacità di disperdere il calore accumulato. Per questo l’afa può rimanere intensa anche quando il termometro scende sotto i valori del pomeriggio.
La persistenza di superfici urbane molto calde peggiora ulteriormente la situazione. Asfalto, edifici e pavimentazioni restituiscono durante la notte una parte dell’energia assorbita nelle ore diurne. Il raffreddamento risulta così più lento nei quartieri densamente costruiti rispetto alle campagne circostanti. La combinazione tra isola di calore urbana, ventilazione debole e umidità elevata può mantenere condizioni poco confortevoli fino alle prime ore del mattino.
Mercoledì potrà diminuire l’afa, non il caldo
Mercoledì 5 agosto potrà comparire una prima differenza rispetto alle giornate precedenti. Le temperature massime rimarranno molto elevate e ancora nettamente superiori ai valori tipici del periodo, ma nelle ore serali e notturne potrebbe diminuire leggermente l’umidità in alcune zone della regione.
Non si tratterebbe quindi di un raffreddamento marcato. Il beneficio potrebbe derivare soprattutto da un’aria meno carica di vapore acqueo e da una ventilazione locale un poco più efficace. A parità di temperatura, una diminuzione del punto di rugiada rende più efficiente l’evaporazione del sudore e può migliorare la sensazione percepita.
Sempre per mercoledì, sui rilievi, soprattutto appenninici, tornerà inoltre la possibilità di rovesci o temporali pomeridiani. Anche in questo caso eventuali fenomeni resteranno circoscritti e non saranno sufficienti a interrompere la fase calda sull’intera Toscana.
La distinzione è importante: meno afa non significa temperature normali. Nelle pianure interne saranno ancora possibili massime nella parte alta dei 30 °C, mentre lungo la costa il termometro resterà meno esuberante ma su valori comunque elevati.
L’ondata di calore proseguirà per buona parte della settimana
La struttura atmosferica responsabile del caldo resterà sufficientemente stabile anche nei giorni successivi. Giovedì le temperature potranno risultare ancora stazionarie, con un possibile nuovo aumento sul Grossetano. Soltanto venerdì le massime potrebbero iniziare a diminuire in maniera più diffusa, pur mantenendosi sopra la media stagionale.
Questo significa che il lieve miglioramento notturno ipotizzato da mercoledì non dovrà essere interpretato come la conclusione dell’ondata di calore. Le temperature resteranno elevate per larga parte della settimana e il terreno continuerà ad accumulare energia durante le ore diurne.
Per valutare il disagio dei prossimi giorni non basterà quindi osservare soltanto il valore massimo previsto. Sarà necessario seguire anche le temperature minime ed il punto di rugiada per capire se almeno dal punto di vista dell’afa il disagio potrebbe essere un po’ più gestibile.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
