HomeMeteoTemporali estremi dopo Ferragosto? Per ora l’estremo è l’estate che stiamo vivendo

Temporali estremi dopo Ferragosto? Per ora l’estremo è l’estate che stiamo vivendo

Maltempo estremo: mancano ancora diversi giorni e sul tempo dopo Ferragosto risuonano già sentenze di eccezionalità ma di eccezionale abbiamo già qualcosa che possiamo misurare: il caldo di questa estate. Il periodo giugno-luglio 2026 è risultato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale nella serie ERA5 e agosto non è ancora terminato. Per ciò che potrebbe accadere successivamente, invece, le elaborazioni allegate iniziano a suggerire una circolazione diversa, con una maggiore influenza delle correnti atlantiche sull’Europa e potenzialmente sul Mediterraneo. È un’indicazione importante. Ma non dice ancora se arriveranno fenomeni violenti, dove potrebbero verificarsi e soprattutto con quale intensità.

Dopo Ferragosto potrebbe diventare più difficile ricostruire il caldo

L’elaborazione delle anomalie del geopotenziale a 500 hPa relativa al periodo 17-24 agosto mostra valori inferiori alla climatologia soprattutto tra Scandinavia, Mare del Nord ed Europa settentrionale, mentre sull’Atlantico settentrionale compaiono valori superiori alla media. L’Italia non è collocata al centro di una marcata anomalia negativa. Questo particolare conta molto. Non stiamo osservando l’indicazione di una profonda depressione già definita sul Mediterraneo, ma una possibile modifica degli equilibri atmosferici europei. Le correnti occidentali e nord-occidentali potrebbero trovare maggiore spazio verso il continente, rendendo meno continua la protezione delle alte pressioni alle nostre latitudini. Dopo settimane dominate soprattutto dalla persistenza delle masse d’aria molto calde, sarebbe questa la novità meteorologicamente più interessante. Non necessariamente un singolo temporale, ma la possibilità che il caldo faccia più fatica a ricostruire rapidamente le condizioni precedenti dopo ogni ricambio d’aria.

Una circolazione più atlantica non equivale a temporali estremi

Qui nasce l’equivoco più importante. Una configurazione atmosferica più favorevole all’instabilità permette di aumentare la probabilità di precipitazioni. Non permette automaticamente di stabilirne l’intensità. Tra dire che una massa d’aria meno stabile potrebbe raggiungere l’Italia e prevedere un temporale violento su una determinata regione esistono molti altri passaggi meteorologici. Servono umidità nei bassi strati, instabilità sufficientemente elevata, sollevamento, convergenze, una disposizione favorevole dei venti con la quota e condizioni che consentano alle celle temporalesche di organizzarsi o persistere. Alcuni di questi ingredienti diventano realmente valutabili soltanto avvicinandosi all’evento. Per questo oggi non avrebbe senso neppure sostenere il contrario e affermare che fenomeni intensi non ci saranno. Potrebbero verificarsi. Semplicemente, non siamo ancora nella fase della previsione in cui possiamo definirne forza, posizione e durata.

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Le precipitazioni sopra media riguardano il 24-31 agosto

La seconda elaborazione allegata richiede ancora più attenzione perché non appartiene neppure alla stessa settimana. Le anomalie del geopotenziale sono riferite al 17-24 agosto; quelle delle precipitazioni al periodo successivo, dal 24 al 31 agosto. In quest’ultima elaborazione emerge una vasta fascia con precipitazioni superiori alla climatologia tra Europa occidentale, Francia, parte dell’Europa centrale e alcuni settori italiani. È un elemento coerente con una maggiore apertura alle correnti oceaniche, ma resta un’informazione settimanale. Dire che in sette giorni potrebbe cadere più pioggia del normale non significa sapere come quella pioggia sarà distribuita. Lo stesso accumulo settimanale potrebbe derivare da più giornate con precipitazioni moderate, da alcuni episodi temporaleschi oppure da una fase più organizzata e concentrata. Per distinguere queste possibilità serviranno elaborazioni a risoluzione temporale e spaziale molto maggiore.

Il Mediterraneo caldo è un ingrediente, non una previsione

Anche la temperatura elevata del Mediterraneo merita una lettura meno automatica. Un mare molto caldo può fornire più calore e più vapore acqueo alla bassa atmosfera e diventare quindi un ingrediente importante quando sopraggiungono masse d’aria differenti. Ma un ingrediente non determina da solo il risultato finale. Per ottenere precipitazioni eccezionali devono combinarsi dinamica atmosferica, contenuto di umidità, instabilità, convergenze e persistenza dei fenomeni. La traiettoria di una depressione qualche centinaio di chilometri più a nord o più a sud può cambiare profondamente le conseguenze sull’Italia. Lo stesso vale per la velocità con cui un sistema attraversa una regione. Il Mediterraneo caldo merita quindi attenzione, ma non consente oggi di trasformare automaticamente qualsiasi possibile temporale della prossima settimana in un evento eccezionale.

L’estremo che possiamo già documentare è il caldo

C’è invece qualcosa sulla quale non dobbiamo aspettare altre elaborazioni. Copernicus ha calcolato che giugno 2026 è stato il giugno più caldo della serie per l’Europa occidentale e che il periodo giugno-luglio ha raggiunto a sua volta il valore medio più elevato mai registrato per la regione, con 21,62 °C e un’anomalia di +2,79 °C rispetto al trentennio 1991-2020. Inoltre l’estate meteorologica non è ancora conclusa. È quindi curioso che mentre possediamo già dati osservati che documentano un caldo fuori dall’ordinario, l’attenzione si sposti rapidamente verso l’eccezionalità di fenomeni che devono ancora verificarsi. La meteorologia dovrebbe procedere al contrario: misurare ciò che è accaduto, individuare ciò che sta diventando probabile e lasciare aperto ciò che ancora non può essere definito.

Il fine settimana inizierà a dirci molto di più

Tra sabato e domenica le elaborazioni relative alla prima parte della prossima settimana entreranno progressivamente in una distanza temporale più utile. Potremo osservare meglio eventuali fronti, traiettorie in quota, convergenze nei bassi strati, quantità di umidità disponibile e indici di instabilità. Anche l’accordo tra le diverse elaborazioni ensemble diventerà importante per capire se alcune aree avranno probabilità maggiori di fenomeni organizzati. Solo allora inizierà ad avere senso discutere con maggiore dettaglio di intensità. Per il periodo 24-31 agosto servirà inevitabilmente ancora più tempo. Oggi ECMWF ad esempoio, ci consegna soprattutto un’indicazione: dopo Ferragosto la circolazione europea potrebbe diventare meno favorevole alla continua persistenza del caldo e più disponibile all’influenza atlantica. È già una notizia meteorologica importante. Non serve aggiungerle in anticipo grandine, nubifragi o aggettivi che le elaborazioni disponibili non sono ancora in grado di giustificare. Se arriveranno fenomeni davvero eccezionali, avremo il tempo e gli strumenti per riconoscerli. Per ora, l’estremo che conosciamo bene è quello che questa estate ci ha già fatto vivere.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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