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Fino a 9 gradi in meno entro il 10 agosto: dove e perché il caldo potrebbe perdere forza

A Firenze, tra il 30 giugno e il 15 agosto, la durata del giorno diminuisce da circa 15 ore e 24 minuti a poco meno di 14 ore. In un mese e mezzo vengono perse quasi un’ora e 25 minuti di luce. Questo dato non può certo chiudere il capitolo estivo e non basta da solo a concludere un’ondata di calore. Diventa però importante quando l’alta pressione comincia contemporaneamente a perdere spessore e intensità. Le elaborazioni più aggiornate stanno mostrando una maggiore convergenza proprio su questa evoluzione: il caldo potrebbe diminuire lentamente, senza essere spazzato via da una perturbazione organizzata. Il promontorio subtropicale resterebbe presente sul Mediterraneo, ma con geopotenziali meno elevati, una massa d’aria gradualmente meno calda e una minore capacità di sostenere temperature estreme per molti giorni consecutivi.

L’alta pressione può indebolirsi senza scomparire

Quando si osservano le carte meteorologiche a lunga distanza, si tende spesso a cercare una struttura depressionaria capace di sostituire l’alta pressione. Non è però l’unico modo attraverso il quale può terminare la fase più intensa di un’ondata di calore. Una struttura anticiclonica può rimanere riconoscibile sulle mappe e, nello stesso tempo, perdere progressivamente efficacia. La prima modifica può riguardare i geopotenziali attorno ai 500 hPa, indicativamente nella media troposfera. Valori in diminuzione indicano che la colonna atmosferica non è più calda e dilatata come durante la fase culminante. Si riduce inoltre la subsidenza, cioè il movimento discendente dell’aria che comprime e riscalda gli strati inferiori. Questo non significa automaticamente pioggia ma il risultato, sebbene meno appariscente, non è da sottovalutare: qualche grado in meno, brezze più attive, una maggiore presenza di nubi pomeridiane e un calore meno diffuso sul territorio italiano.

L’accordo tra i modelli riguarda la direzione, non la data

Il maggiore allineamento delle elaborazioni è un elemento importante, ma deve essere interpretato correttamente. Le diverse famiglie modellistiche stanno avvicinandosi sull’ipotesi di un ridimensionamento dell’alta pressione durante la parte finale della prima decade e l’inizio della seconda. Non stanno ancora definendo con la stessa precisione l’entità del calo, la distribuzione geografica e il momento nel quale le temperature potranno tornare nella media. È quindi possibile riconoscere una tendenza senza trasformarla in una previsione dettagliata per Ferragosto. L’indicazione più consistente riguarda la perdita graduale della componente più calda e robusta della struttura subtropicale. Molto meno definita è l’eventuale presenza di piogge organizzate. Al momento non emerge una circolazione capace di entrare con decisione nel Mediterraneo e produrre un ricambio rapido della massa d’aria su tutta l’Italia. Il calo termico potrebbe quindi svilupparsi nell’arco di più giornate, con differenze anche significative tra Nord, Centro, Sud e Isole.

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Dove il caldo potrebbe diminuire per primo

Le regioni settentrionali rimangono generalmente più vicine alle correnti occidentali che scorrono sull’Europa centrale. Una moderata diminuzione dei geopotenziali può quindi manifestarsi prima tra Alpi, Prealpi e Pianura Padana, dove aumenterebbero la ventilazione e la possibilità di pomeriggi meno stabili. Non è comunque necessario che arrivino temporali estesi per osservare massime meno elevate. Anche un aumento della nuvolosità nelle ore centrali o una ventilazione più efficace può interrompere l’accumulo quotidiano di calore. Il Centro, compresa la Toscana, potrebbe seguire con maggiore gradualità. Le pianure interne continueranno probabilmente a raggiungere valori elevati, ma la probabilità di nuovi incrementi potrebbe diminuire. Il primo cambiamento percepibile potrebbe quindi non essere un crollo del termometro, bensì la fine per persistere su valori esageratamente oltre media. Sud e Isole potrebbero conservare più a lungo la massa d’aria calda, soprattutto qualora l’asse dell’alta pressione rimanesse collocato tra Mediterraneo meridionale e Nord Africa. Anche in queste aree, tuttavia, un indebolimento generale della struttura renderebbe più difficile mantenere a lungo i valori raggiunti durante la fase culminante.

L’elaborazione comparativa mostra quanto potrebbe ridimensionarsi la temperatura rispetto alla fase più intensa dell’ondata di calore. Le diminuzioni più marcate, localmente vicine a 8-9 gradi, interesserebbero il Nord-Est e il versante medio-adriatico, mentre tra Nord-Ovest, Toscana e Sardegna il calo risulterebbe generalmente compreso tra 3 e 5 gradi. Questi valori non indicano necessariamente un ritorno sotto la media: descrivono la differenza delle temperature massime tra il 2 agosto ed il 10 agosto prossimo venturo. La distribuzione geografica conferma un’attenuazione non uniforme, favorita più dalla perdita di vigore dell’alta pressione e da una diversa ventilazione che dall’arrivo di una perturbazione organizzata. Trattandosi di una proiezione a diversi giorni, contano soprattutto la disposizione generale e le differenze tra le aree, non il singolo valore riportato sulla mappa.

Flessioni stimate in gradi delle temperature massime rispetto ai valori ultimi registrati. Proiezione al 10 agosto.

Perché le giornate più corte iniziano ad avere un peso

Tra la fine di giugno e Ferragosto la quantità di energia solare disponibile durante una giornata diminuisce. A Firenze (riferimento come baricentro italiano) la durata della luce passa da circa 15 ore e 24 minuti del 30 giugno a 13 ore e 59 minuti del 15 agosto. Anche l’altezza massima raggiunta dal Sole sull’orizzonte si riduce. La superficie terrestre ha quindi meno tempo per assorbire energia e più tempo per disperderla durante la notte. Non bisogna attribuire a questo meccanismo effetti che non possiede. Una massa d’aria molto calda, accompagnata da forte subsidenza e cieli sereni, può ancora produrre temperature elevate anche nella seconda metà di agosto. Le giornate più corte diventano realmente utili quando la struttura atmosferica perde contemporaneamente intensità. A parità di altre condizioni, un’alta pressione meno robusta a metà agosto incontra maggiori difficoltà nel riprodurre gli stessi picchi e lo stesso accumulo osservati tra giugno e luglio. Il ciclo stagionale non sostituisce la dinamica atmosferica, ma può accelerare un ridimensionamento già iniziato in quota.

Le temperature minime potrebbero diminuire più lentamente

La riduzione delle massime non garantisce un sollievo immediato durante la notte. Città, terreni e mare hanno accumulato una grande quantità di calore. Gli edifici e le superfici asfaltate continuano a rilasciare energia dopo il tramonto, mentre le acque molto calde possono limitare il raffreddamento delle coste. Nelle pianure più umide, inoltre, una lieve diminuzione della temperatura può essere accompagnata da un aumento dell’afa. Per valutare la conclusione effettiva della fase più pesante non basterà quindi osservare una o due massime più basse: sarà necessario verificare se diminuiranno anche le temperature minime e se il calo riuscirà a proseguire per più giorni. Una notte che torna progressivamente più fresca rappresenta spesso un cambiamento più significativo di una variazione nei valori massimi.

Quando potremo parlare di ritorno alla media

Le proiezioni disponibili permettono di ipotizzare un’attenuazione durante la seconda decade di agosto, ma non consentono ancora di assegnare una data precisa al ritorno delle temperature normali. Le indicazioni settimanali mantengono valori mediamente superiori alla climatologia su gran parte dell’Italia anche tra il 10 e il 16 agosto. Un riavvicinamento più esteso alle medie potrebbe diventare maggiormente plausibile successivamente, ma la distanza temporale richiede prudenza. L’ipotesi che ancora oggi seguita ad essere la più credibile non è quella di una brusca interruzione dell’estate. È quella di un’alta pressione che continua a occupare il Mediterraneo, ma perde lentamente la capacità di alimentare il caldo con la stessa intensità. Verso Ferragosto potremmo quindi ancora avere temperature sopra media ma, forse, meno aggressive per un calo che potrebbe arrivare gradualmente e senza obbligatoriamente passare per un breack estivo importante.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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