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Caldo nei prossimi 10 giorni: al Sud fino a 9 giorni oltre 35 °C, al Nord nessuna lunga sequenza sopra 30 °C

Nei prossimi dieci giorni questa la differenza tra le temperature massime diventerà particolarmente evidente sull’Italia. Le elaborazioni prodotte dal nostro centro di calcolo mostrano infatti cosa accade utilizzando due soglie differenti: 30 e 35 °C. Sopra 30 °C rimarranno ancora diverse aree del Centro-Sud. Quando alziamo il limite a 35 °C, invece, il territorio interessato si restringe nettamente e le sequenze più lunghe si concentrano soprattutto tra Sardegna, Sicilia, Puglia e parte della Calabria. Questa differenza tra le due soglie permette di capire dove resterà semplice caldo estivo e dove, invece, il calore conserverà intensità e persistenza decisamente maggiori.

Perché 30 e 35 °C raccontano due tipi di caldo

La prima elaborazione conta la persistenza delle temperature massime superiori a 30 °C nei prossimi dieci giorni. La seconda si concentra sulla soglia più severa dei 35 °C, utilizzata dal nostro indice per individuare le sequenze di caldo diurno più importanti. Non sono due modi diversi di rappresentare la stessa informazione. A fine agosto una massima superiore a 30 °C può essere raggiunta con relativa facilità nelle pianure e nelle conche interne durante una giornata soleggiata e poco ventilata. Per mantenere invece 36, 37 o 38 °C per molti pomeriggi consecutivi occorre un margine termico molto maggiore. Basta infatti un po’ più di ventilazione, qualche ora di nuvolosità o una massa d’aria meno calda nei bassi strati per perdere alcuni gradi e scendere sotto 35 °C. Per questo osservare contemporaneamente le due soglie è particolarmente utile: la prima ci dice quanto rimane esteso il caldo; la seconda individua dove il caldo conserva ancora una struttura molto più resistente.

Oltre 35 °C il territorio si restringe soprattutto verso Sud

Le sequenze lunghe sopra 35 °C praticamente scompaiono dal Settentrione e diventano molto meno estese anche sulle regioni centrali. Procedendo verso il Mezzogiorno, invece, ricompaiono aree nelle quali questa soglia potrebbe essere superata per gran parte della finestra di previsione. La Sardegna interna è uno dei settori più evidenti. Alcune elaborazioni arrivano a indicare circa nove giornate oltre 35 °C, con valori massimi indicativi vicini a 38 °C nei punti maggiormente esposti al riscaldamento. Anche la Puglia presenta settori con sequenze nell’ordine di sette-otto giornate e temperature potenziali prossime a 38 °C. Calabria e Sicilia restano altre due aree da seguire. Sull’Isola maggiore alcune stime associano una persistenza di sei-sette giorni alla possibilità di raggiungere localmente valori attorno a 39-40 °C. Il numero preciso non deve essere trasferito automaticamente alla singola città: altitudine, brezze, esposizione e distanza dal mare possono modificare sensibilmente la massima giornaliera. È però molto più robusta la distribuzione geografica complessiva. Nei prossimi dieci giorni sarà soprattutto il Mediterraneo meridionale a conservare le condizioni favorevoli a ripetuti superamenti dei 35 °C.

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Al Centro i 30 °C rimangono, ma la differenza con 35 °C è grande

La carta relativa ai 30 °C offre una lettura differente. Alzando lo sguardo verso il Centro Italia troviamo ancora diverse zone nelle quali questa temperatura potrà essere raggiunta o superata, soprattutto nelle aree interne (il contorno numerico rappresenta per quanti giorni tale massima potrebbe essere superata). Ma la persistenza è molto inferiore rispetto a quella osservata nelle fasi più calde di agosto. In diversi settori centrali compaiono indicativamente tre o quattro giornate sopra soglia, con qualche differenza locale. È un dato importante perché aiuta a evitare un errore di interpretazione. Se dopo una giornata meno calda Firenze, Roma o una località dell’interno tornano a 31-33 °C, non significa automaticamente che si siano ristabilite le condizioni termiche delle settimane precedenti. Il riscaldamento diurno può riportare rapidamente una pianura sopra 30 °C. Molto più difficile è ricostruire una lunga permanenza sopra 35 °C. La differenza tra le due elaborazioni misura proprio questo: il Centro Italia conserva ancora capacità di produrre giornate pienamente estive, ma appare molto meno predisposto a sostenere una lunga successione di pomeriggi estremamente caldi.

Al Nord conta soprattutto ciò che non compare

Sul Settentrione l’informazione più interessante non è un nuovo picco, ma l’assenza di una lunga permanenza sopra le soglie considerate. Le nostre elaborazioni non evidenziano una sequenza organizzata di giornate oltre 35 °C e anche la persistenza sopra 30 °C risulta nettamente inferiore rispetto al Centro-Sud. Questo non significa che ogni pomeriggio sarà fresco, né che una singola località non possa occasionalmente avvicinarsi o superare i 30 °C. Una giornata ben soleggiata di agosto può ancora produrre massime elevate nelle pianure settentrionali specie sulla Pianura Padana. Ciò che manca è soprattutto la continuità necessaria per costruire una nuova lunga serie calda, indice che l’estate, comuque, pare perdere smalto.

Dove possiamo ancora parlare di una fase di caldo importante

Se utilizziamo la soglia dei 35 °C come indicatore operativo della persistenza del caldo diurno più intenso, la risposta diventa piuttosto chiara: soprattutto Sardegna, Sicilia, Puglia e localmente Calabria. Qui non compare soltanto la possibilità di un pomeriggio molto caldo. Alcune aree potrebbero accumulare sei, sette, otto o perfino nove giornate sopra 35 °C nell’arco dei prossimi dieci giorni. Sul Centro Italia il discorso è differente: rimangono possibili diversi superamenti dei 30 °C, ma la soglia più elevata perde molta della continuità osservata in precedenza. Al Nord, invece, viene meno anche la lunga permanenza oltre 30 °C. Questo confronto permette quindi di rispondere meglio alla domanda “quando finirà il caldo?”. Non esiste una sola data valida per tutta Italia e soprattutto non esiste una sola temperatura capace di descrivere la situazione. Il caldo estivo può continuare anche con 30-32 °C. Una forte ondata di calore diurna richiede invece che valori nettamente più elevati riescano a ripetersi.

Gli ultimi giorni della previsione vanno letti come tendenza

C’è infine un limite importante. Una previsione a dieci giorni non permette di considerare definitivo il numero esatto di superamenti in una determinata località. Una correzione anche modesta può trasformare una massima prevista di 35,5 °C in 34,5 °C e interrompere matematicamente una sequenza. Più ci allontaniamo nel tempo, quindi, meno conviene concentrarsi sul singolo giorno indicato dall’indice. La parte più affidabile dell’elaborazione è la differenza geografica: il Nord è ormai lontano dalle lunghe serie di caldo molto intenso, il Centro conserva soprattutto giornate sopra 30 °C, mentre il Sud e le Isole mantengono il maggiore potenziale per sequenze prolungate oltre 35 °C. Nei prossimi aggiornamenti potranno cambiare uno o due giorni del conteggio. È molto più significativo verificare se questa distribuzione resterà stabile. Se lo farà, avremo una seconda metà di agosto nella quale il caldo continuerà a essere importante, ma su un territorio molto più ristretto rispetto alle grandi fasi termiche vissute nella prima parte del mese.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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