HomeMeteoVerso agosto: il calo termico convince, il caldo da ovest preoccupa

Verso agosto: il calo termico convince, il caldo da ovest preoccupa

La parte più rassicurante (e rinfrescante) che propongono le ultime elaborazioni meteo è anche quella più vicina nel tempo. Per quattro o cinque giorni il caldo dovrebbe perdere intensità su gran parte dell’Italia, con temperature più vicine alla media e localmente in linea con i valori tipici di fine luglio. Più avanti, però, le proiezioni diventano meno rassicuranti. Nel fine settimana aumenta la possibilità di temporali anche sul versante tirrenico, mentre tra la fine di luglio e l’inizio di agosto il caldo potrebbe ricostruirsi tra Spagna e Francia, avvicinandosi nuovamente all’Italia. Sono tre indicazioni importanti, ma non hanno la stessa affidabilità: questa differenza permette di capire che cosa ci convince e che cosa, invece, ci preoccupa.

Le indicazioni non hanno tutte lo stesso peso

Una previsione estesa entro quattro o cinque giorni può ancora cambiare nei dettagli, ma la struttura generale della circolazione atmosferica tende a essere abbastanza definita. Per questo il ridimensionamento termico atteso sull’Italia rappresenta oggi la parte più solida dell’evoluzione.

Il fine settimana del 25 e 26 luglio si trova già su un livello differente. La presenza di una nuova flessione barica appare plausibile, mentre restano da determinare la traiettoria più precisa dell’eventuale saccatura, la velocità di avanzamento e la distribuzione dei temporali. Sono differenze decisive, soprattutto per il versante tirrenico.

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La possibile ricostruzione del caldo all’inizio di agosto appartiene invece alla tendenza. Le elaborazioni a più lunga scadenza sono utili per riconoscere configurazioni ricorrenti, ma non possono ancora stabilire temperature, durata e regioni maggiormente coinvolte. Debbono servire come “idea di fondo”, una impostazione a scala continentale che potrebbe poi tradursi nella base per previsioni più a breve termine se effettivamente dovesse verificarsi.

Cosa ci convince: alcuni giorni termicamente più equilibrati

Ci convince il fatto che l’Italia stia uscendo dalla massa d’aria responsabile degli eccessi termici più marcati. Il calo non avverrà contemporaneamente ovunque. Il Nord ha già sperimentato la prima diminuzione, mentre il Centro-Sud e le Isole avvertiranno più chiaramente il ricambio d’aria tra giovedì 23 e venerdì 24 luglio.

Non significa che farà fresco, questo va ancora sottolineato. Nel cuore dell’estate continueranno a essere raggiunte temperature elevate, specialmente nelle pianure interne e nelle grandi città. La differenza sarà nel rapporto con la climatologia di riferimento: valori meno lontani dalle medie, minore persistenza degli estremi e condizioni serali talvolta più sopportabili per minori tassi di umidità relativa. Insomma, sembra quasi eccezionale, ma tutto questo per dire che probabilmente fino al 27/28 del mese, l’estate dovrebbe mordere meno, presentandosi semplicemente più vivibile secondo uno standard che pare sempre più raro.

Cosa ci convince con prudenza: l’instabilità può raggiungere il Tirreno

La seconda indicazione apprezzabile riguarda la possibilità che l’incursione instabile del fine settimana coinvolga anche il lato occidentale della Penisola. Un ingresso atlantico più deciso e quindi in grado di affacciarsi con più piglio sul lato occidentale italiano.

La possibilità ci convince più della localizzazione. Oggi possiamo considerare credibile un aumento dell’instabilità tra sabato sera e domenica, ma non possiamo ancora stabilire quali province riceveranno i fenomeni più importanti. Tutto dipenderà da come effettivamente la saccatura abbraccerà l’Italia: al momento pare potenzialmente incisiva al punto di portare una buona dose di temporali almeno su tutto il centro nord peninsulare.

È quindi corretto osservare con interesse questa fase, senza trasformare le mappe delle piogge in una previsione locale già definita.

Cosa ci preoccupa: il ricambio d’aria può produrre temporali intensi

Una diminuzione delle temperature non corrisponde necessariamente a un’evoluzione priva di rischi. Dopo una lunga fase molto calda, i bassi strati dell’atmosfera possono conservare grandi quantità di calore e umidità. L’arrivo di aria più fresca in quota aumenta il contrasto verticale e può rendere l’atmosfera più instabile. In particolare in questo caso la riserva di umidità e di calore sarebbe rappresentata principalmente dal mare.

Il contrasto termico, da solo, non basta per produrre temporali forti. Devono essere presenti anche umidità, convergenze nei venti e una dinamica capace di sollevare rapidamente l’aria. Nel fine settimana alcuni di questi ingredienti potrebbero sovrapporsi tra il Mediterraneo nordoccidentale, il Nord Italia e le regioni tirreniche.

Dove (e se) nasceranno celle ben organizzate, potrebbero strutturarsi precipitazioni intense, grandine e raffiche di vento. Il rischio non sarà necessariamente diffuso in modo uniforme. Potranno esserci località interessate da fenomeni rilevanti e territori vicini quasi asciutti.

Per questo non ci preoccupa la pioggia in sé, che sicuramente aiuterebbe a staccare dalla forte arsura pregressa. Preoccupa la possibilità che il ricambio della massa d’aria avvenga, ancora una volta, attraverso fenomeni anche di forte intensità. La valutazione delle aree maggiormente esposte diventerà più affidabile soltanto a ridosso dell’eventuale ingresso perturbato (lo ricordiamo da confermare).

Cosa ci preoccupa di più: il caldo può ricostruirsi a ovest

La parte meno gradevole di tutto il quadro si colloca oltre il fine settimana. Diverse elaborazioni cominciano a mostrare un nuovo consolidamento dei geopotenziali tra Penisola Iberica e Francia, accompagnato da una massa d’aria molto calda sull’Europa occidentale.

Rischio onda calda prima decade di agosto.

La posizione è meteorologicamente importante. Quando il nucleo caldo si organizza tra Spagna e Francia, l’Italia può restare inizialmente sul suo bordo orientale, con temperature meno esasperate e qualche infiltrazione instabile. Il problema nasce se la struttura si espande verso est oppure se una depressione atlantica, fermandosi a ovest della Penisola Iberica, richiama aria molto calda verso il Mediterraneo centrale.

In quel caso il promontorio subtropicale potrebbe, proprio come già successo anche di recente, inclinarsi verso Francia meridionale, Alpi e Italia, favorendo un nuovo aumento delle temperature tra la fine di luglio e la prima decade di agosto. L’idea che prende forma è che la prima decade di agosto possa essere nuovamente molto calda anche sull’Italia.

Non possiamo ancora definire questa evoluzione come un’ondata di calore certa sull’Italia. Mancano indicazioni sufficientemente stabili sulla durata, sulla posizione del nucleo più caldo e sull’intensità raggiungibile al suolo. Tuttavia, la ricorrenza di questa configurazione merita attenzione perché suggerisce che il periodo termicamente più equilibrato potrebbe non essere duraturo.

Cosa possiamo concludere oggi

Il ridimensionamento termico dei prossimi quattro o cinque giorni è la parte che ci convince maggiormente. Le temperature resteranno estive, ma gli eccessi dovrebbero attenuarsi e diverse regioni potranno tornare temporaneamente verso valori più consoni alla fine di luglio.

Il possibile intervento di una fase instabile nella parte conclusiva della settimana è credibile, ma conserva margini di variazione importanti. Ci interessa perché potrebbe distribuire il ricambio d’aria su una parte più ampia dell’Italia; ci preoccupa perché, dove l’atmosfera riuscirà a organizzare i temporali, potranno verificarsi fenomeni di forte intensità.

La ricostruzione del caldo tra Spagna e Francia è infine l’elemento da seguire con maggiore attenzione. Non consente ancora di fissare una nuova fase canicolare sull’Italia, ma riduce la probabilità che il sollievo termico apra un periodo lungo e stabilmente vicino alla media.

La sintesi più corretta è quindi questa: alcuni giorni meno esasperati appaiono probabili, il fine settimana può diventare più instabile anche sul Tirreno e l’avvio di agosto mostra una crescente possibilità di nuovo caldo intenso da ovest, ancora da confermare nei tempi e nell’estensione.

Analisi e fonti
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