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Toscana, Firenze verso 40 °C e Pisa verso 36 °C: perché il confronto va letto bene

Tre o quattro gradi di differenza durante il pomeriggio, ma uno scarto dalla climatologia di riferimento simile. È questo il dato più utile che emerge confrontando i meteogrammi ensemble di Firenze e Pisa. Nel fine settimana Firenze potrà avvicinarsi alla soglia dei 40 °C, mentre Pisa dovrebbe fermarsi più frequentemente attorno a 35-36 °C. La città interna risulterà quindi nettamente più calda in termini assoluti. Rispetto alle temperature tipiche di agosto, però, entrambe potranno trovarsi circa sei gradi oltre i rispettivi valori medi.

Il rialzo comincia oggi e diventerà più evidente entro venerdì

Martedì 28 luglio segna l’avvio della risalita. Le massime previste raggiungono già 35-36 °C sulle pianure toscane più calde, con circa 36 °C a Firenze e 35 °C a Pisa. Mercoledì Firenze potrà raggiungere 37 °C, mentre Pisa dovrebbe mantenersi attorno a 35 °C. Giovedì il divario aumenterà ulteriormente, con circa 38 °C nel capoluogo regionale e ancora 35 °C nella pianura pisana.

Tra venerdì 31 luglio e sabato 1° agosto entreremo nella parte più impegnativa. Le indicazioni disponibili assegnano a Firenze valori compresi indicativamente tra 39 e 40 °C. Pisa dovrebbe oscillare più spesso attorno a 36 °C. Anche Prato, Pistoia, le pianure interne della Maremma e alcune vallate potranno raggiungere temperature molto elevate. Le zone costiere rimarranno generalmente più contenute grazie all’influenza del mare.

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L’aumento sarà favorito dall’arrivo di aria molto calda nella bassa troposfera, dalla crescente stabilità atmosferica e da una nuvolosità generalmente limitata. Il forte irraggiamento di fine luglio potrà così trasferire una notevole quantità di energia al terreno, soprattutto nelle pianure interne e nelle aree poco ventilate.

Firenze e Pisa reagiscono diversamente alla stessa massa d’aria

Firenze si trova in una conca interna, lontana dall’azione diretta delle brezze marine. Durante le giornate serene il terreno si riscalda rapidamente e la temperatura aumenta per molte ore consecutive. La ventilazione debole e il ristagno dell’aria possono accentuare ulteriormente il riscaldamento nelle zone urbanizzate.

Pisa risente maggiormente delle circolazioni provenienti dal mare (così come tutte le località costiere). Il vento tende ad aumentare con una certa regolarità durante le ore pomeridiane. È una caratteristica compatibile con l’attivazione della brezza, che trasporta verso l’interno aria meno calda rispetto a quella presente sulle pianure interne.

La brezza, tuttavia, non rappresenta un sistema di raffrescamento completo. Può contenere la temperatura massima, ma introduce anche aria più umida e limita talvolta la diminuzione termica serale. Per questo 35-36 °C a Pisa non devono essere confrontati in modo grezzo con 39-40 °C a Firenze.

La climatologia 1991-2020 indica per agosto una temperatura massima media di circa 32,5 °C a Firenze e 30,2 °C a Pisa. Una giornata con 39 °C a Firenze si collocherebbe quindi circa 6,5 gradi sopra il riferimento mensile. I 36 °C di Pisa produrrebbero uno scarto prossimo a 6 gradi. Il valore assoluto sarebbe differente, ma l’eccezionalità rispetto al clima della singola città risulterebbe molto simile.

Nei grafici ECMWF, la mediana divide le elaborazioni in due gruppi uguali. Le fasce comprese tra il 25° e il 75° percentile raccolgono la parte centrale della distribuzione, mentre gli intervalli più estesi descrivono le soluzioni meno frequenti. Questo sistema permette di osservare non soltanto la temperatura prevista, ma anche quanto i membri concordino tra loro.

Nel breve termine la previsione delle temperature di Firenze e Pisa risulta relativamente ben definita . Ciò indica una buona convergenza sull’aumento delle temperature. Procedendo verso il 5, 6 e 7 agosto la dispersione cresce, come è normale a quella distanza, ma la parte centrale delle elaborazioni rimane collocata su valori elevati.

Il grafico non può ancora dirci quanto peserà l’afa

I meteogrammi allegati mostrano temperatura, vento, precipitazioni e copertura nuvolosa. Non riportano però umidità relativa o temperatura di rugiada. Di conseguenza non permettono di calcolare direttamente l’indice di calore.

Questo limite è importante. Il corpo umano disperde parte del calore attraverso l’evaporazione del sudore. Quando l’umidità è elevata, l’evaporazione diventa meno efficiente e il disagio può aumentare anche con una temperatura inferiore. L’indice di calore nasce proprio dalla combinazione tra temperatura e umidità.

A Firenze le ore centrali potranno presentare un caldo più intenso e in alcune fasi relativamente più secco. A Pisa e nei settori occidentali la temperatura massima sarà spesso inferiore, ma l’influenza marittima potrà mantenere una maggiore quantità di vapore acqueo nei bassi strati.

Per stabilire se prevarrà una componente più torrida o più afosa serviranno le previsioni del punto di rugiada, la direzione della ventilazione e soprattutto le osservazioni delle stazioni durante le singole giornate. Non è corretto dedurlo dalla sola curva termica.

La durata appare più affidabile del singolo valore massimo

Entrambi i meteogrammi mantengono temperature elevate almeno fino al 6-7 agosto. A Firenze le massime centrali dell’ensemble rimangono a lungo nella parte alta dei 30 °C. Pisa si mantiene generalmente alcuni gradi più in basso, senza però mostrare un ritorno rapido verso condizioni termiche ordinarie.

Anche le minime meritano attenzione. Da venerdì e durante il fine settimana Firenze e Pisa potranno iniziare diverse giornate da valori prossimi o superiori a 23-24 °C. In alcune aree urbane il raffreddamento potrà essere ancora minore. Una massima di 38 °C raggiunta dopo una notte da 24-25 °C produce un impatto diverso rispetto allo stesso valore preceduto da una minima di 18 °C.

Le precipitazioni rappresentate dai meteogrammi sono scarse e discontinue. Non emerge al momento una fase piovosa organizzata capace di ridurre stabilmente le temperature entro il termine dei grafici. Qualche addensamento o fenomeno locale sui rilievi non modificherebbe necessariamente il quadro termico regionale.

È quindi ragionevole parlare di una prima parte di agosto persistentemente sopra la media. Affermare che l’intera decade trascorrerà senza alcuna flessione sarebbe invece prematuro. I grafici arrivano soltanto al 7 agosto e, nelle ultime giornate, la dispersione aumenta. Per il periodo successivo serviranno le emissioni estese e la conferma di più aggiornamenti consecutivi.

Analisi e fonti
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