Domenica 26 luglio una parte dell’Italia potrà essere attraversata da temporali molto organizzati. Pochi giorni dopo, le temperature potrebbero ricominciare a salire rapidamente, fino ad aprire una nuova fase di caldo intenso tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.
Sembrano due evoluzioni opposte. In realtà sono collegate.
L’Italia resterà vicina a un ampio confine atmosferico. Da una parte agiranno aria più fresca e correnti occidentali; dall’altra rimarranno masse d’aria molto calde e umide sul Mediterraneo. Domenica il nostro Paese si troverà soprattutto sul lato in cui l’aria viene sollevata e i temporali riescono a organizzarsi. Nei giorni successivi potrebbe scivolare sul lato in cui l’aria si schiaccia, il cielo si libera e il calore torna ad accumularsi.
Non saranno quindi due estati differenti. Saranno due conseguenze della stessa posizione delicata.
L’Italia non cambierà stagione: cambierà lato estivo
Un confine atmosferico non è una linea sottile disegnata sopra una carta. È una fascia larga anche centinaia di chilometri, nella quale si incontrano masse d’aria con caratteristiche diverse.
Sul lato instabile l’aria calda e umida viene costretta a salire. Raffreddandosi, forma nubi sempre più sviluppate. Se contemporaneamente i venti diventano molto più forti salendo di quota, i temporali possono inclinarsi, durare più a lungo e assumere una struttura organizzata.
Sul lato stabile accade quasi il contrario. L’aria tende a scendere dall’alto, viene compressa e si riscalda. La formazione delle nubi diventa più difficile, il sole raggiunge il terreno per molte ore e le temperature aumentano.
A volte bastano poche centinaia di chilometri nello spostamento di questo confine per portare una regione da un pomeriggio temporalesco a una giornata molto calda. È proprio ciò che potrebbe accadere tra domenica e la parte centrale della prossima settimana.
Domenica il confine diventerà una fabbrica di temporali organizzati
L’atmosfera di domenica sarà decisamente turbolenta: un carico umido e caldo disponibile sul mare incontrerà aria più fresca in quota e questo accenderà numerosi temporali, anche forti.
Questo particolare incastro rende possibile una differenza sostanziale rispetto ai consueti temporali estivi.
Una cella pomeridiana ordinaria cresce, produce pioggia e viene spesso indebolita dalle proprie correnti fredde. Domenica alcune celle potranno invece separare meglio la zona dalla quale aspirano aria calda da quella in cui precipitazioni e grandine ricadono verso il terreno.
Il temporale non soffoca subito sotto la propria pioggia. Continua a ricevere aria umida, si sposta e può sviluppare una rotazione interna.
È in questo modo che possono nascere supercelle e sistemi temporaleschi più estesi. I pericoli principali riguarderanno grandine di dimensioni rilevanti, precipitazioni concentrate in poco tempo e raffiche capaci di propagarsi rapidamente al suolo. Lungo alcune convergenze costiere non si potrà escludere neppure la formazione di vortici localizzati. Le proiezioni che valutano il rischio di fenomeni intensi sono elevati soprattutto tra Toscana, Umbria, Lazio, Marche ed Emilia Romagna.
I temporali non svuoteranno il serbatoio caldo del Mediterraneo
Dopo una giornata di piogge e grandinate è naturale pensare che il caldo sia stato cancellato. Accade però soltanto a scala locale e per un periodo limitato.
Sotto un temporale la temperatura può diminuire in pochi minuti. Le nubi nascondono il sole, la pioggia raffredda l’aria e le raffiche trasportano verso il terreno aria proveniente dalle quote superiori.
Questo raffreddamento non riguarda però l’intero Mediterraneo. Non elimina il calore immagazzinato dal mare, non raffredda in modo duraturo i terreni e non allontana automaticamente le masse d’aria molto calde presenti tra Nord Africa e Penisola Iberica.
Anche la perturbazione di domenica sarà relativamente rapida. Dopo il suo allontanamento, molte regioni ritroveranno presto il sole. Il terreno tornerà a ricevere energia e le temperature potranno recuperare.
Il temporale, quindi, non chiude necessariamente una fase calda. In alcune occasioni rappresenta soltanto il momento in cui una parte del calore e dell’umidità accumulati viene trasformata in moti verticali, precipitazioni e vento.
Perché il caldo può ricostruirsi così velocemente
Nei giorni successivi una nuova ondulazione potrebbe approfondirsi sull’Europa occidentale. Quando una depressione si colloca tra Atlantico, Isole Britanniche e Penisola Iberica, sul suo bordo orientale richiama aria da sud.
L’Italia può così trovarsi lungo una sorta di corridoio che collega il Nord Africa al Mediterraneo centrale.
Da mercoledì 29 luglio il rialzo termico potrebbe diventare più evidente. Il caldo più intenso potrebbe poi svilupparsi tra gli ultimi giorni di luglio e l’avvio di agosto, soprattutto se la parte centrale del promontorio si disporrà sopra l’Italia.
Non è ancora possibile stabilire con precisione quali città raggiungeranno i valori più elevati o quanto durerà questa fase. La tendenza verso temperature in aumento è più solida del dettaglio sui picchi.
L’Italia degli eccessi è soprattutto un’Italia che vie un meteo estremo
Il fatto che comunque risulta più evidente, tra temporali e caldo, è che con molta difficoltà riusciamo ad avere un periodo meteorologico che risulti “normale” per poco più di qualche giorno. Con ciò intendiamo dire che, volenti o nolenti, passiamo sempre più frequentemente da fasi meteorologiche anche molto differenti tra loro ma sempre caratterizzate da anomalie, eccezionalità, fenomeni estremi. Passiamo così, con elevata frequenza, da temporali distruttivi con grandine dal calibro di una palla da tennis, a giornate schiacciate da un ‘altra pressione capace di far lievitare i termometri sopra i 40 gradi con poso sforzo.
Le due previsioni non hanno la stessa certezza
La fase temporalesca di domenica è ormai vicina. Sono ancora incerti la posizione delle singole celle e i comuni colpiti, ma l’ambiente favorevole a fenomeni organizzati è ben delineato. Il ritorno del caldo si trova più lontano nel tempo. L’aumento delle temperature appare probabile, mentre restano da definire l’intensità massima, la durata e le aree che riceveranno il contributo più caldo. Questa differenza è importante. Domenica servirà soprattutto il monitoraggio in tempo reale attraverso radar, satellite, fulminazioni e allerte ufficiali. Per i primi giorni di agosto sarà invece necessario seguire la posizione del promontorio e verificare se il suo asse si collocherà davvero sopra l’Italia.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
