Una zona colorata con le tonalità più scure non significa che in ogni località compresa al suo interno grandinerà. Significa una cosa più precisa: se nascerà un temporale, l’atmosfera offrirà condizioni più favorevoli alla crescita e alla caduta dei chicchi. È questa la chiave per interpretare la mappa di rischio grandine elaborata per martedì 21 luglio. Non si tratta di una localizzazione automatica delle grandinate e neppure di una previsione delle loro dimensioni. La carta sintetizza diverse grandezze fisiche previste dai modelli e individua le aree nelle quali tali ingredienti tendono a sovrapporsi.
Ambiente favorevole e temporale reale non sono la stessa cosa
La grandine può raggiungere il suolo soltanto se prima si forma un temporale dotato di correnti ascensionali sufficientemente intense. Questa distinzione è fondamentale. Un indice può mostrare condizioni molto favorevoli, ma il fenomeno non si verifica quando manca un meccanismo capace di sollevare l’aria e avviare la convezione.
Il rilievo, una convergenza dei venti nei bassi strati, una linea di discontinuità oppure l’arrivo di aria più fresca in quota possono fornire questo impulso. La posizione e l’orario dell’innesco, però, dipendono da dettagli che i modelli non riescono sempre a collocare con precisione.
Può quindi accadere che una zona con indice elevato rimanga quasi asciutta, mentre pochi chilometri più lontano si sviluppa una cella intensa. Non è necessariamente un errore dell’indice. L’ambiente era favorevole, ma il temporale ha sfruttato quegli ingredienti soltanto lungo una traiettoria molto stretta.
Come viene costruito un indice di rischio grandine
La grandine non dipende da un solo parametro. Per questo una mappa utile non può limitarsi a mostrare l’instabilità atmosferica oppure la temperatura a una determinata quota. Deve combinare più informazioni.
Tra le grandezze meteorologiche importanti rientrano l’energia disponibile per le correnti ascensionali, la distribuzione dell’umidità, la temperatura alle diverse quote, l’altezza dello zero termico e la variazione del vento con la quota. Possono essere considerate anche caratteristiche più specifiche, come l’energia presente nella parte della nube favorevole alla crescita dei chicchi o la capacità del temporale di mantenere a lungo una corrente ascensionale organizzata.
Il nostro indice riassume diverse grandezze previste. Il colore finale rappresenta quindi una valutazione sintetica dell’ambiente atmosferico, non il risultato di un modello che simula direttamente ogni singolo chicco.
L’instabilità da sola non basta
Un’atmosfera molto instabile può produrre nubi rapidamente sviluppate, ma non garantisce grandine significativa. La corrente ascensionale deve essere abbastanza intensa da trasportare le particelle di ghiaccio nella parte fredda della nube e mantenerle in sospensione mentre raccolgono acqua sopraffusa.
Se il temporale cresce velocemente ma resta poco organizzato, il ciclo di sviluppo può essere troppo breve. I chicchi cadono prima di raggiungere dimensioni rilevanti oppure fondono attraversando gli strati più caldi vicini al terreno.
Perché conta il vento in quota
La variazione della direzione e della velocità del vento salendo di quota aiuta a separare la corrente ascensionale dalle precipitazioni. Questa separazione può allungare la durata della cella e consentire alla grandine di compiere più cicli all’interno della nube.
Per il 21 luglio, la sovrapposizione tra instabilità e forte variazione verticale del vento risulta particolarmente interessante tra l’Appennino e le pianure poste sul lato adriatico. Le valutazioni convettive europee individuano proprio l’Italia appenninica e le aree orientali adiacenti tra quelle maggiormente favorevoli ai temporali organizzati, soprattutto durante il pomeriggio e la sera.
Dove la mappa concentra l’attenzione il 21 luglio
Le tonalità più marcate attraversano una fascia ampia del Nord Italia e proseguono verso il versante adriatico. La continuità dei valori non deve essere interpretata come una lunga grandinata simultanea. Mostra piuttosto un corridoio nel quale più ingredienti possono trovarsi disponibili durante l’evoluzione della giornata.
La dorsale appenninica avrà un ruolo importante. I rilievi favoriscono i moti ascendenti nelle ore più calde e possono diventare il punto di formazione delle prime celle. Una volta nate, alcune potranno spostarsi verso le pianure e le zone collinari orientali, entrando in masse d’aria ancora calde e umide.
Le aree da osservare con maggiore attenzione sono quindi:
- La Pianura padana meridionale, in particolare Emilia e Romagna;
- Veneto soprattutto nella parte più meridionale;
- Marche ed Abruzzo fino alla costa.

Perché non è possibile indicare il comune esatto
Un temporale è molto più piccolo della struttura atmosferica che lo rende possibile. La mappa può individuare correttamente un ambiente favorevole su una fascia larga centinaia di chilometri, ma la parte della cella capace di produrre grandine può attraversare una striscia larga pochi chilometri.
Basta una differenza nella direzione del vento, nella temperatura dei bassi strati o nella posizione di una convergenza per spostare la traiettoria. Anche le precipitazioni generate da un temporale precedente possono modificare l’aria circostante e favorire nuove celle in aree che alcune ore prima sembravano meno esposte.
Per questo non è corretto cercare il proprio paese dentro una singola macchia di colore e trasformare la tonalità in una risposta certa. La risoluzione della carta, l’errore di posizione dei modelli e la natura irregolare della convezione impediscono una precisione di questo tipo.
Cosa non si può dedurre dai colori
La mappa non indica automaticamente la dimensione massima dei chicchi. Un valore elevato suggerisce che l’ambiente può sostenere grandine, ma la grandezza effettiva dipenderà dalla struttura del temporale, dalla forza della corrente ascensionale, dal tempo trascorso nella nube e dallo scioglimento durante la caduta.
La carta non deve neppure essere confusa con una mappa di allerta della Protezione Civile. Le allerte ufficiali valutano fenomeni ed effetti sul territorio attraverso zone amministrative e idrografiche, considerando pioggia, temporali e criticità associate. Un indice di rischio grandine risponde invece a una domanda meteorologica più specifica: dove l’ambiente appare maggiormente favorevole a quel fenomeno e rammentiamoci sempre che si tratta di elaborazione derivate da computazioni modellistiche non prive di errori.
Come usare la mappa durante la giornata
La carta prova ad interpretare quali potrebbero essere le aree maggiormente soggette a caduta di grandine tra questo pomeriggio e la serata di oggi 21 luglio, ovvero permette di capire quali celle potrebbero diventare più efficienti nel produrre grandine. L’osservazione più utile non sarà quindi chiedersi se grandinerà in ogni zona scura. Bisognerà controllare dove nasceranno le celle, quanto rapidamente cresceranno e se riusciranno a mantenersi organizzate durante lo spostamento.
L’elaborazione che vi abbiamo proposta va letta quindi come un potenziale disponibile. Sarà l’evoluzione reale dei temporali a stabilire dove quel potenziale verrà utilizzato.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
