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Notti tropicali e “super tropicali” dove insisteranno per i prossimi 7 giorni in Italia

Il caldo non si misura soltanto osservando le temperature massime. C’è un altro indicatore che racconta molto bene quanto un’ondata di calore possa diventare pesante: le temperature minime.

Le elaborazioni previste per i prossimi sette giorni mostrano infatti un quadro destinato a interessare gran parte d’Italia, con numerose aree dove le minime resteranno stabilmente oltre i 20 °C e altre dove potranno addirittura non scendere sotto i 25 °C. Non si tratta semplicemente di una notte calda, ma della possibilità che queste condizioni si ripetano per diversi giorni consecutivi.

La differenza la fa la continuità

Una notte con temperatura minima superiore ai 20 °C viene definita, secondo la climatologia internazionale, notte tropicale. Da sola rappresenta già un’anomalia termica significativa, soprattutto nelle aree interne e nelle città. Tuttavia, ciò che rende questa fase particolarmente interessante è la sua durata. La carta previsionale dedicata alle notti tropicali mostra infatti dove il rischio di registrare più notti consecutive con minime oltre i 20 °C sarà maggiore. In queste zone il raffreddamento notturno diventerà molto limitato, impedendo agli edifici, al terreno e all’atmosfera dei bassi strati di disperdere il calore accumulato durante il giorno.

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Le notti tropicali: la mappa indica il rischio di più notti consecutive con minime uguali o superiori ai 20 gradi (prossimi 7 giorni).

Non è soltanto il valore della temperatura a fare la differenza, ma il fatto che questo processo possa ripetersi notte dopo notte.

Dove il caldo notturno sarà più persistente

La distribuzione prevista evidenzia una situazione piuttosto estesa. Le aree costiere tirreniche e adriatiche, gran parte della Pianura Padana, molte città del Centro e del Sud e le due isole maggiori mostrano una probabilità elevata di vivere una lunga sequenza di notti tropicali.

Le zone urbane risultano particolarmente vulnerabili per effetto dell’isola di calore: asfalto, cemento e edifici rilasciano lentamente durante la notte l’energia accumulata nelle ore diurne, mantenendo temperature sensibilmente più elevate rispetto alle campagne circostanti. Per questo motivo, anche differenze di uno o due gradi possono incidere sulla qualità del riposo.

Quando una notte tropicale diventa “super tropicale”

Accanto alla mappa delle notti tropicali proponiamo anche una seconda elaborazione dedicata a un fenomeno ancora più intenso. In questo approfondimento utilizziamo il termine “notte super tropicale” per indicare, a scopo esclusivamente divulgativo, le notti nelle quali la temperatura minima resta superiore ai 25 °C.

Le notti super tropicali: la mappa indica il rischio di più notti consecutive con minime uguali o superiori ai 25 gradi (prossimi 7 giorni).

Non si tratta di una classificazione meteorologica ufficiale, ma di una definizione semplice che permette di distinguere le situazioni nelle quali il caldo notturno raggiunge livelli particolarmente elevati. Una minima di 20 °C e una di 25 °C appartengono entrambe alla categoria delle notti tropicali, ma gli effetti sul comfort possono essere molto diversi. Cinque gradi di differenza durante le ore dedicate al raffreddamento rappresentano infatti un incremento importante del calore residuo presente nei bassi strati dell’atmosfera.

Le aree che la mappa evidenzia come più esposte coincidono soprattutto con alcuni tratti costieri, le grandi aree urbane e diverse zone della Sardegna e della Sicilia, dove il mare molto caldo contribuisce ulteriormente a limitare il raffrescamento notturno.

Perché queste mappe sono importanti

Le temperature massime attirano inevitabilmente l’attenzione, ma spesso sono le minime a descrivere meglio quanto un’ondata di calore possa diventare gravosa. Se durante la notte il termometro non riesce a scendere sotto i 20 °C, e ancor più se rimane vicino o superiore ai 25 °C, il sistema atmosfera-suolo-edifici continua ad accumulare energia giorno dopo giorno. Questa continuità rende più difficile recuperare condizioni di maggiore benessere, soprattutto nelle città e lungo le coste, dove il raffreddamento naturale è meno efficace.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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