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Il Nord recupera qualche grado, il Centro-Sud si raffredda: domenica temporali possibili da ovest

Tra oggi e giovedì 23 luglio le temperature non si muoveranno nella stessa direzione lungo tutta la Penisola. La mappa delle variazioni mostra un recupero dei valori su parte del Nord e una diminuzione più estesa dal Centro verso il Sud e le Isole. Non è una contraddizione. L’aria meno calda ha raggiunto prima le regioni settentrionali e ora sta avanzando verso latitudini più basse. Il Nord può quindi guadagnare nuovamente qualche grado mentre il Centro-Sud entra nella parte più efficace del raffreddamento. Questa diversa tempistica accompagnerà una fase estiva più regolare fino a venerdì. Domenica, invece, una nuova ondulazione atlantica potrebbe riportare rovesci e temporali più organizzati, con un possibile ingresso dalle regioni occidentali.

Il calo termico si sposta dal Nord verso il Centro-Sud

La carta delle variazioni termiche non rappresenta le temperature assolute previste. Mostra la differenza tra due momenti. Le tonalità più calde sul Nord indicano quindi un aumento rispetto ai valori di martedì, non necessariamente il ritorno di temperature eccezionali. Allo stesso modo, il blu sul Centro-Sud segnala una diminuzione rispetto alla situazione attuale.

Il Nord è stato raggiunto per primo dal ricambio d’aria e dall’instabilità. Dopo la diminuzione iniziale, il ritorno di maggiori schiarite e l’indebolimento dell’afflusso più fresco possono favorire una moderata risalita delle massime tra mercoledì e giovedì. Sulle pianure settentrionali sarà possibile recuperare qualche grado, pur restando lontani dai picchi raggiunti durante la precedente fase molto calda.

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Il raffreddamento continuerà invece a propagarsi verso il Centro-Sud. Le correnti settentrionali e nordorientali raggiungeranno progressivamente le regioni adriatiche, il Meridione e le due Isole maggiori. La diminuzione non sarà identica ovunque, ma diventerà più evidente proprio dove il caldo è rimasto più intenso e persistente.

Venerdì 24 il quadro termico potrebbe risultare quasi opposto rispetto a quello di inizio settimana: valori in lieve recupero al Nord e temperature meno elevate su gran parte del Centro-Sud.

Perché qualche grado in più al Nord non annuncia una nuova onda calda

Il recupero previsto sulle regioni settentrionali dipenderà soprattutto dalla maggiore presenza del sole e dalla temporanea attenuazione delle correnti più fresche. Non è necessario l’arrivo di una nuova massa d’aria particolarmente calda per far salire le massime dopo una giornata instabile o ventilata.

Quando diminuiscono le nubi e il terreno riceve più radiazione solare, bastano poche ore per recuperare due o tre gradi nelle pianure interne. Questo aumento può avvenire anche mentre, qualche centinaio di chilometri più a sud, la stessa massa d’aria meno calda continua ad avanzare.

La mappa descrive quindi una specie di staffetta termica. Il Nord esce per primo dalla fase di raffreddamento più evidente (che comunque non è stata così evidente), mentre il Centro-Sud la attraversa con uno o due giorni di ritardo. Il risultato nazionale non sarà un aumento generalizzato, ma una distribuzione delle temperature più equilibrata rispetto ai giorni precedenti.

In generale dobbiamo considerare che sia massime che minime resteranno estive e localmente ancora elevate, soprattutto nelle aree interne. Verranno però ridimensionati gli eccessi più marcati, con una ventilazione settentrionale più presente e condizioni meno gravose durante le ore serali.

Da mercoledì a venerdì un’estate meno irregolare

La fase compresa tra mercoledì 22 e venerdì 24 dovrebbe essere caratterizzata da molte ore asciutte e soleggiate. L’instabilità non verrà eliminata completamente, ma perderà organizzazione rispetto a quella osservata tra lunedì e martedì.

Mercoledì potranno ancora svilupparsi rovesci tra i rilievi del Centro-Sud e alcuni settori adriatici. Giovedì le precipitazioni dovrebbero diventare più isolate, con maggiore probabilità lungo l’Appennino e sulle zone montuose meridionali. Al Nord prevarranno invece le schiarite, salvo qualche temporale pomeridiano sulle Alpi.

Venerdì dovrebbe rappresentare la giornata più tranquilla su tutta Italia. Il sole sarà prevalente su gran parte del Paese e gli eventuali temporali resteranno legati soprattutto ai rilievi. Per pianure e coste le condizioni appariranno più favorevoli alle attività all’aperto.

Definire questa fase “più normale” non significa promettere cielo sereno in ogni località. In estate i rilievi possono produrre temporali anche in assenza di una perturbazione organizzata. La differenza riguarda l’estensione dei fenomeni: meno territori coinvolti, durata generalmente più breve e maggiore prevalenza delle ore asciutte.

Sabato sarà il giorno di “raccordo” tra le due fasi

Sabato 25 potrebbe iniziare con condizioni ancora abbastanza stabili su gran parte dell’Italia. L’avvicinamento di una nuova flessione pressoria dall’Europa occidentale dovrebbe però iniziare a modificare le correnti sulle Alpi e sul Mediterraneo nordoccidentale.

Le prime conseguenze potrebbero comparire sull’arco alpino occidentale, dove aumenterebbero nuvolosità e probabilità di temporali. Sul resto del Nord e sulle regioni centrali la giornata potrebbe rimanere ancora in buona parte utilizzabile, ma con un’atmosfera progressivamente più umida e meno stabile.

Davanti all’ondulazione, le correnti tenderebbero a disporsi da sud-ovest. Questo dettaglio è importante perché cambierebbe il lato maggiormente esposto dell’Italia. Durante la fase attuale le correnti settentrionali hanno favorito soprattutto il Nord-Est, l’Appennino e il versante adriatico. Con un flusso sudoccidentale, invece, l’umidità potrebbe risalire dal Mar Ligure e dal Tirreno verso le regioni occidentali.

Sabato non appare quindi necessariamente compromesso. Sarà però la giornata nella quale potrebbero iniziare a comparire gli elementi atmosferici legati alla possibile fase temporalesca domenicale.

Domenica aumenterebbe l’esposizione dell’Italia occidentale

LE proiezioni delle precipitazioni accumulate nelle 24 di domenica mostrano in media una fascia piovosa estesa dalla Francia verso le Alpi, il Nord Italia e parte delle regioni tirreniche.

La disposizione è coerente con un ingresso della struttura depressionaria attraverso la Francia e l’Europa centrale. Le prime aree coinvolte potrebbero essere i settori alpini occidentali, il Nord-Ovest e il Mar Ligure. Successivamente rovesci e temporali potrebbero estendersi verso la Pianura Padana e le regioni centrali, con un coinvolgimento più diretto del versante occidentale rispetto alla fase di inizio settimana.

Rischio precipitazioni entro domenica, si notino le aree più esposte anche del centro Italia.

Si tratterebbe di una nuova fase di maltempo potenzialmente più organizzato, non solo semplici temporali sui rilievi. L’avvicinamento della saccatura fornirebbe infatti una destabilizzazione atmosferica su una fascia geografica più ampia, mentre le correnti sudoccidentali trasporterebbero aria umida verso l’Italia.

Il Sud potrebbe rimanere inizialmente ai margini delle precipitazioni. Un successivo avanzamento della struttura potrebbe però aumentare l’instabilità anche sulle regioni meridionali tra domenica sera e l’inizio della settimana seguente. Questa parte dell’evoluzione presenta al momento un’affidabilità inferiore.

La mappa di domenica indica una possibilità che andrà confermata

La carta delle precipitazioni è stata elaborata a circa 132 ore di distanza. A questa scadenza è utile per riconoscere l’orientamento generale della fascia piovosa, ma non per individuare le province che riceveranno gli accumuli maggiori. Anzi, dovremo avere conferme più decise anche su questa evoluzione generale. Tuttavia, se dovessimo “fare i conti” con i dati odierni, anche le regioni tirreniche potrebbero avere delle piogge piuttosto consistenti a prevalente carattere temporalesco e questo rappresenterebbe una novità non da poco.

La parte più affidabile della previsione riguarda quindi la fase transitoria dei prossimi 3/4 giorni caratterizzata, dopo il forti temporali delle ultime ore sulla fascia adriatica, da un calo termico più evidente al Centro-Sud. Vedremo poi se arriverà davvero il “movimento” perturbato del fine settimana.

Analisi e fonti
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