La settimana appena iniziata presenta ormai pochi dubbi dal punto di vista meteorologico. L’alta pressione di matrice nordafricana continuerà a dominare gran parte dell’Italia, garantendo tempo stabile e temperature diffusamente superiori alle medie del periodo. Questa è la parte della previsione ormai più consolidata.
L’aspetto più interessante emerge invece osservando l’evoluzione oltre il prossimo fine settimana. Non perché sia già possibile parlare di un cambiamento definito, ma perché stanno comparendo alcuni elementi che rendono questa tendenza progressivamente più credibile rispetto agli aggiornamenti dei giorni scorsi.
Una settimana ancora sotto il dominio dell’alta pressione
Nei prossimi giorni il promontorio anticiclonico manterrà una struttura robusta sul Mediterraneo centrale, favorendo condizioni di tempo stabile e un nuovo aumento delle temperature, soprattutto sulle pianure interne e lungo le regioni tirreniche.
Solo le aree alpine e, localmente, la dorsale appenninica potranno assistere allo sviluppo di qualche temporale pomeridiano, fenomeni che rimarranno tuttavia isolati e incapaci di modificare il quadro generale. L’ondata di caldo continuerà quindi a rappresentare il tema dominante dell’intera settimana.
La novità arriva guardando più avanti
Le ultime elaborazioni modellistiche mostrano però un elemento che merita attenzione. Da alcuni giorni sia GFS sia ECMWF propongono un possibile indebolimento dell’alta pressione nella parte finale della prossima settimana. La vera novità è che questa tendenza non solo continua a ripresentarsi, ma nel frattempo si è avvicinata nel tempo.
Nei primi aggiornamenti questa ipotesi riguardava un orizzonte di circa dieci giorni, una distanza alla quale le oscillazioni dei modelli sono ancora molto frequenti. Oggi, invece, la stessa evoluzione viene proposta a circa sette giorni e mantiene caratteristiche molto simili.
In meteorologia questo rappresenta un elemento importante. Quando una tendenza riesce a conservarsi mentre l’orizzonte temporale si riduce, aumenta gradualmente la fiducia che i modelli stiano individuando una reale modifica della circolazione atmosferica e non una semplice variazione tra un’elaborazione e l’altra.
GFS ed ECMWF convergono anche sulla dinamica
A rafforzare ulteriormente questa lettura c’è un secondo aspetto. I due principali modelli non stanno convergendo soltanto sul periodo in cui potrebbe verificarsi il cambiamento, ma iniziano a descrivere anche una dinamica atmosferica molto simile. Entrambi ipotizzano infatti un cedimento del bordo settentrionale ed orientale dell’alta pressione, favorito dalla discesa di aria relativamente più fresca dall’Europa settentrionale verso i Balcani. Successivamente potrebbe prendere forma una circolazione depressionaria a est dell’Italia, capace di mantenere attive correnti settentrionali più fresche e secche anche sulla nostra penisola.
Questa convergenza sul meccanismo evolutivo, oltre che sulla tempistica, a rappresentare l’elemento più interessante delle ultime elaborazioni.
Non si profila una fase di maltempo diffuso
Le mappe attualmente disponibili non suggeriscono l’arrivo di una perturbazione organizzata in grado di distribuire precipitazioni estese su tutta la penisola. L’ipotesi prevalente è invece quella di una fase più instabile, con temporali più probabili sul Nord-Est, lungo il versante adriatico e sulle aree interne appenniniche, mentre le regioni tirreniche e gran parte del Nord-Ovest potrebbero beneficiare soprattutto di un calo delle temperature e di una ventilazione settentrionale più sostenuta.
La distribuzione delle precipitazioni resta comunque uno degli aspetti più incerti e sarà definita soltanto dagli aggiornamenti dei prossimi giorni.
Una tendenza che acquista gradualmente consistenza
È bene ribadire che siamo ancora nel campo delle tendenze e non delle previsioni definitive. La distanza temporale è sufficiente perché piccoli cambiamenti nella posizione dell’alta pressione o della successiva depressione possano modificare sensibilmente gli effetti sull’Italia.
Ci sono però due elementi che oggi rendono questa ipotesi più solida rispetto a qualche giorno fa.
Il primo è la persistenza dell’impostazione sinottica: la possibile evoluzione viene proposta ormai da diversi aggiornamenti consecutivi e continua a presentarsi mentre la distanza temporale si è ridotta da circa dieci a sette giorni.
Il secondo è la crescente convergenza tra GFS ed ECMWF, che iniziano a descrivere non soltanto lo stesso periodo, ma anche un meccanismo atmosferico molto simile, con l’ingresso di aria più fresca da nord, la possibile formazione di una depressione a est dell’Italia e l’attivazione di correnti settentrionali meno calde.
Questi elementi non permettono ancora di dare per acquisito il cambiamento, ma aumentano sensibilmente la fiducia nella tendenza rispetto agli aggiornamenti precedenti. Saranno soprattutto le elaborazioni dei prossimi due o tre giorni a dirci se questo segnale continuerà a consolidarsi fino a trasformarsi in una previsione con un grado di affidabilità decisamente più elevato.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
