Nelle ultime elaborazioni modellistiche convivono due previsioni che non hanno la stessa consistenza geografica. La prima riguarda l’aria meno calda e interessa una parte ampia dell’Italia. La seconda riguarda le precipitazioni e segue una fascia molto più stretta, orientata dalle Alpi orientali verso l’Adriatico. Il ridimensionamento degli eccessi termici sta diventando più credibile. La posizione esatta di rovesci e piogge rimane invece più incerta, perché dipende da dettagli che una carta prevista a sei giorni non può ancora fissare.
Dire che il fresco trova conferme, dunque, non significa attribuire la stessa affidabilità anche alle precipitazioni. La massa d’aria può raggiungere gran parte della Penisola; per far piovere servono contemporaneamente curvatura ciclonica, umidità, sollevamento e una traiettoria favorevole.
La conferma più importante riguarda la massa d’aria diversa
C’è convergenza verso una soluzione che prevede già durante il fine settimana aria meno calda sul nord Italia, favorendo una graduale riduzione delle temperature rispetto ai valori molto elevati di questi giorni. All’inizio della prossima settimana il promontorio subtropicale non riuscirebbe a ricompattarsi pienamente verso l’Europa centrale. Il suo margine orientale rimarrebbe esposto a correnti provenienti da latitudini più settentrionali, capaci di raggiungere più volte le Alpi e successivamente parte dell’Italia. Questo è il motivo per cui il termine “conferme” può essere utilizzato soprattutto per la tendenza termica. Non stiamo leggendo soltanto un nucleo isolato in una singola elaborazione. Stiamo osservando una disposizione atmosferica che lascia aperto più di un aggancio con aria meno calda. E questo è quello che primariamente ci interessa vista una cronaca meteorologica ormai infarcita di caldo ad oltranza.
La pioggia meno estesa del “fresco”
Una diminuzione termica può avvenire anche senza pioggia. Basta che venga sostituita la massa d’aria presente nei bassi strati, che aumenti la ventilazione oppure che diminuiscano le temperature in quota. Le precipitazioni richiedono condizioni ulteriori. Ciò che ci attende nei prossimi giorni, per il momento, parla di una molteplicità di impulsi freschi che prediligeranno lo scorrere sul fianco orientale delle Penisola, scivolando sul bordo di un cuneo altopressorio via via meno incalzante. Con questo tipo di configurazioni non possiamo parlare di ingressi perturbati organizzati e destinati a tutta Italia. Si tratterò piuttosto di strappi instabili e freschi che, nel caso, avranno effetti diversi.
Perché il lato orientale offre una strada migliore
Nell’elaborazione europea la curvatura ciclonica tende ad avvicinarsi all’Italia da nord, mantenendo il proprio asse preferenziale tra Europa centrale, Alpi orientali e area balcanica.
Con questa disposizione, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia diventano le prime regioni italiane esposte. Le correnti incontrano l’arco alpino e sono costrette a salire. Se l’umidità sarà sufficiente, il sollevamento potrà sostenere precipitazioni più frequenti sui rilievi e successivamente favorire rovesci anche verso le pianure orientali. Non si escludono ulteriori temporali.
Le precipitazioni potrebbero poi piegare verso la Romagna e il medio Adriatico, Marche ed Abruzzo visto che si troverebbero sul lato della Penisola più vicino all’aria fresca in quota e alla parte maggiormente ciclonica della struttura.
Anche l’Appennino avrebbe un ruolo. Con correnti settentrionali o nordorientali, il lato adriatico riceve l’aria prima che questa superi la catena montuosa. La risalita lungo i versanti può aiutare la formazione delle nubi, mentre oltre il crinale l’aria tende a scendere verso il Tirreno e diventa meno favorevole a precipitazioni organizzate. Non sarebbe quindi una semplice separazione geografica tra regioni piovose e regioni asciutte. Sarebbe il risultato della direzione del flusso e del modo in cui Alpi e Appennino modificano il movimento verticale dell’aria.
Mercoledì potrebbe essere la fase più interessante
Mercoledì 22 luglio potrebbe coincidere con l’impulso più incisivo della sequenza. La curvatura in quota appare più pronunciata rispetto ai contributi precedenti e ciò aumenterebbe la possibilità di precipitazioni tra Nord-Est e versante adriatico. La data, però,è ancora troppo lontana per permettere la localizzazione precisa dei fenomeni. A sei giorni di distanza l’asse della saccatura può ancora spostarsi verso est oppure verso ovest.
Uno spostamento occidentale allargherebbe il coinvolgimento alle pianure del Nord e potrebbe aumentare le occasioni di pioggia anche su Toscana, Umbria occidentale e Lazio. Una traiettoria più orientale lascerebbe invece il nucleo principale tra Adriatico e Balcani, limitando sul Tirreno gli effetti a vento, nubi irregolari e calo termico.
Anche la natura delle precipitazioni rimane da verificare. Dove sarà ancora disponibile molta energia potranno svilupparsi temporali. Sui rilievi esposti a correnti persistenti potranno invece verificarsi rovesci meno elettrici o precipitazioni di maggiore durata.
Chiamarle già “piogge ristoratrici” sarebbe prematuro. Per essere realmente utili dovrebbero avere una durata e una distribuzione adeguate, senza concentrarsi in pochi rovesci molto intensi. Questi dettagli saranno valutabili soltanto più vicino alla fase prevista.
Sulle Alpi il cambiamento si leggerà anche in verticale
Durante la fase calda lo zero termico è salito spesso oltre i 4.000 metri, la diminuzione attesa lo riporterà a quote molto più basse: questo potrebbe porre le basi per nevicate fino quote anche inferiori ai 2600 metri. Un breve ritorno della neve in alta montagna avrebbe soprattutto un valore meteorologico e visivo dopo giorni molto caldi, tuttavia non compenserebbe la fusione accumulata durante una fase con temperature positive estese anche alle quote superiori.
Le prossime conferme dovranno riguardare la traiettoria
La corsa deterministica ECMWF offre una lettura coerente: progressivo ridimensionamento del caldo, più contributi d’aria meno calda e possibilità di una fase instabile più incisiva attorno a mercoledì con una settimana, la prossima che potrebbe risultare tutta prossima alla media o localmente con valori termici inferiori.
Invece per capire meglio modi e tempi delle precipitazioni bisognerà attendere ancora. I prossimi aggiornamenti dovranno rispondere soprattutto a tre domande: quanti membri collocheranno l’asse ciclonico vicino all’Italia, quanto sarà ampio il coinvolgimento del Nord-Est e se l’instabilità riuscirà a superare l’Appennino verso il Tirreno. L’aria meno calda sta trovando conferme più convincenti delle piogge. Il fresco potrà raggiungere una parte ampia dell’Italia; le precipitazioni avranno bisogno di una traiettoria più precisa e potrebbero preferire il lato orientale della Penisola.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
