Una mappa delle temperature può ingannare. Vedere molti colori caldi non basta per capire dove la situazione peggiorerà di più. La domanda giusta, questa volta, non è solo “dove farà più caldo?”, ma “dove farà molto più caldo rispetto a oggi?”. Le carte delle variazioni delle temperature massime tra oggi, venerdì e sabato mostrano proprio questo dettaglio: il caldo non crescerà nello stesso modo su tutta l’Italia. Una parte del Paese potrebbe raggiungere il momento più intenso prima, mentre al Sud lo scalino termico più evidente potrebbe arrivare proprio verso la fine della settimana.
Perché la variazione conta più del valore assoluto
Quando si guarda una previsione estiva, l’attenzione va subito al numero finale: 35, 38, 40 °C. È comprensibile, perché sono valori che incidono sulla vita quotidiana. Ma una mappa di variazione termica racconta un’altra cosa. Non mostra la temperatura prevista in senso assoluto, ma la differenza rispetto alla situazione di partenza. Un aumento di 8 o 10 gradi non significa automaticamente che ovunque si arriverà a 40 °C. Significa che, rispetto a oggi, quella zona subirà un salto molto marcato delle massime. È una distinzione fondamentale. Una località che oggi parte da 29-30 °C e guadagna 8 gradi può raggiungere valori molto elevati. Un’altra che parte già da 35 °C ma aumenta poco resta comunque calda, anche se sulla mappa della variazione appare meno estrema.
Venerdì il caldo accelera soprattutto tra Sardegna, Centro e Sud

La prima informazione utile arriva dalla mappa riferita a venerdì. Il Nord mostra variazioni deboli o localmente nulle, con aree dove il colore tende persino a raffreddarsi rispetto a oggi. Questo non significa fresco. Significa che lì l’aumento delle massime potrebbe essere già più contenuto, oppure disturbato da aria meno calda nei bassi strati, maggiore ventilazione o instabilità in prossimità dei rilievi. Il cuore del rialzo si nota invece più a sud. Sardegna, parte del Centro e settori tirrenici mostrano incrementi diffusi, localmente importanti. Sulla Sardegna il salto appare particolarmente evidente, con valori di variazione che in alcune zone interne possono avvicinarsi ai 9-10 °C. Anche tra Lazio, Abruzzo, Molise e parte del Sud peninsulare l’aumento diventa particolarmente rilevante.
Sabato il massimo incremento si concentra più chiaramente al Sud

La seconda mappa, riferita a sabato 18, rende il quadro ancora più interessante. Il Nord appare meno coinvolto dal rialzo rispetto alle regioni meridionali. Su molte aree settentrionali il delta termico resta debole, in qualche caso vicino alla neutralità. Questo suggerisce che il Nord potrebbe non vivere sabato come la giornata di maggiore aumento rispetto a oggi. Potrebbe restare caldo, ma con una temperatura massima meno in crescita rispetto al Centro-Sud. Al contrario, il Sud peninsulare e la Sicilia mostrano gli incrementi più vistosi. In alcune zone tra bassa Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia orientale compaiono aumenti prossimi o superiori ai 9-10 °C. Qui la massa d’aria calda potrebbe trovare condizioni più favorevoli per tradursi in massime molto elevate: forte irraggiamento, suoli già asciutti, ventilazione non sempre efficace nel contenere il riscaldamento diurno e compressione dell’aria nelle aree interne e sottovento. È questo il punto più importante: il caldo del fine settimana non avrà avrà la stessa impronta per tutti. Al Nord potrebbe già iniziare una fase meno aggressiva nelle massime, mentre il Sud potrebbe trovarsi nel momento di maggiore accelerazione. Si notino infatti le prime aree viranti al celeste. Una prima flessione sull’area alpina e sulla Toscana ove qualcosa potrebbe cominciare a cambiare.
Perché il Nord può e parte del centro possono presentare le prime flessioni
Quello che si legge tra le righe di questa elaborazione che vi abbiamo presentato è che il fulcro del caldo potrebbe quindi progressivamente spostarsi verso il centro sud Italia entro la fine della settimana mentre i primi passi di un cambiamento potrebbero invece avanzare timidamente da nord. Una ipotesi che abbiamo già esposto e che troverebbe conferma anche nella variazione delle temperature. Tutto questo sempre considerando il fatto che il ragionamento è basato su modelli a medio / lungo termine. Apice caldo quindi in evoluzione sulla penisola italiana nel corso dei prossimi 4/5 giorni poi lo spostamento dell’asse anticiclonico potrebbe determinare un progressivo ingresso di aria quantomeno più fresca associabile ad un primo calo delle temperature. Anche di questo aspetto vi daremo ulteriori conferme nel corso dei prossimi giorni.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
