HomeMeteoI modelli ridisegnano il caldo in Europa: la prossima settimana può cambiare...

I modelli ridisegnano il caldo in Europa: la prossima settimana può cambiare tutto

Le ultime proiezioni modellistiche stanno proponendo un cambio di scenario molto netto sul piano termico. Non si tratterebbe soltanto di qualche grado in meno o di una normale oscillazione estiva, ma di una vera ridistribuzione delle masse d’aria su larga parte dell’Europa nella prossima settimana.

Il confronto tra le due carte a 850 hPa è molto eloquente. Nella situazione attuale il caldo anomalo occupa una porzione molto ampia del continente, dal Mediterraneo centrale alla Francia, dalle Isole Britanniche alla Scandinavia, con l’Italia pienamente inserita in una massa d’aria termicamente superiore alla media. È il quadro che abbiamo sperimentato negli ultimi giorni: un’Europa occidentale e centrale dominata da anomalie positive, con il caldo strutturato non solo al suolo ma anche in quota.

Nello scenario proposto per l’inizio della prossima settimana, invece, la disposizione termica cambia radicalmente. Le anomalie positive più marcate tendono a ritirarsi verso ovest e sud-ovest, tra Atlantico orientale, Penisola Iberica, Nord Africa e parte del Mediterraneo occidentale. Al contrario, una vasta area dell’Europa centro-orientale, balcanica e in parte anche italiana entrerebbe in un contesto termico molto diverso, con valori a 850 hPa inferiori rispetto alla fase precedente.

- Advertisement -

Non è solo un calo: è una diversa geografia del caldo

La differenza che salta subito all’occhio dando un’occhiata ai colori è che i modelli non stanno mostrando semplicemente una smorzata del caldo sull’Italia. Stanno ridisegnando la geografia termica europea.

Negli ultimi giorni il cuore caldo si è esteso verso nord e verso est, coinvolgendo gran parte dell’Europa occidentale e centrale. Nella prossima settimana, invece, il serbatoio caldo potrebbe arretrare e concentrarsi più a ovest, mentre sull’Europa centrale e orientale avanzerebbe una massa d’aria decisamente meno calda.

Questo non significa automaticamente fresco, soprattutto in pieno luglio. Significa però che l’Italia potrebbe non trovarsi più immersa nel nucleo più caldo della circolazione europea. Sarebbe un cambio sostanziale, perché uscire dal cuore della massa calda vuol dire ridurre l’alimentazione termica in quota e rendere più probabile un ridimensionamento delle temperature anche al suolo. Oltre a questo ci sarebbe anche da rivalutare la durata della fase più normale: potrebbe abbracciare tutta la settimana o quasi. Facciamo ancora una volta notare come il ritorno alla normalità venga ormai trattato come un evento “particolare”.

Il confronto con gli ultimi giorni è molto netto

La carta attuale mostra un’Europa in larga parte sopra media, con anomalie positive diffuse e continue. La seconda carta, invece, propone una frattura molto più evidente: caldo ancora presente a ovest, ma quadro molto diverso tra Europa centrale, Balcani e Mediterraneo centro-orientale.

È proprio questa distanza tra i due scenari a rendere interessante l’evoluzione: il caldo non scomparirebbe dall’Europa, ma cambierebbe posizione. E quando cambia posizione il serbatoio caldo, cambiano anche gli effetti sulle singole aree. Per l’Italia questo potrebbe voler dire passare da una fase pienamente inserita nel caldo anomalo a una fase di margine, o addirittura di influenza più diretta da parte di aria meno calda in quota. La differenza, al suolo, potrebbe tradursi in giornate meno pesanti, massime più contenute e soprattutto notti potenzialmente più respirabili dove il ricambio d’aria sarà più efficace. Insomma, aria decisamente differente prima di estrazione settentrionale e poi nord orientale.

Il blu non va letto come fresco, ma come rottura dello schema precedente

È importante evitare un equivoco: le tonalità azzurre o blu sulla carta non devono essere interpretate come garanzia di fresco diffuso. A luglio, un’anomalia negativa a 850 hPa può semplicemente indicare una massa d’aria meno calda rispetto alla media o, soprattutto, molto meno calda rispetto a quella presente nei giorni precedenti.

Il messaggio più corretto, quindi, non è “arriva il fresco”. Il messaggio è diverso: potrebbe rompersi lo schema termico che ha dominato gli ultimi giorni. Questa è la parte più rilevante ed anche quella che ci interessa di più, i modelli iniziano a proporre una configurazione nella quale l’Italia non sarebbe più al centro della bolla calda europea. Il Paese potrebbe ritrovarsi in una situazione del tutto “nuova” senza eccessi, gradevole ed anche intervallata da diversi temporali.

Una previsione ancora da confermare, ma è un cambiamento da non sottovalutare

Naturalmente siamo ancora nel campo della tendenza. Una carta a diversi giorni di distanza non deve essere usata per fissare dettagli locali, temperature precise o distribuzione dei fenomeni. Ci basti per il momento apprezzare come il medio termine meteorologico possa ora proporre qualcosa di diverso dal solito anticiclone sub tropicale, carico di disagio e poco gradito ai più. Non dobbiamo dimenticarci che esiste anche il bel tempo estivo, quello vero.

Appuntiamoci dunque questo: i modelli stanno passando da un’Europa dominata dal caldo anomalo a un’Europa termicamente molto più morigerata, almeno per quanto riguarda il periodo coincidente, grosso modo, con l’arco temporale della prossima settimana; valuteremo che questa impronta sarà seguita da altre in grado di tracciare un vero cammino verso una fine di luglio molto più godibile.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

L’estate africana non trova ancora fine: sorprende ancora il trend fino a Ferragosto

A sorprendere non è più soltanto vedere il termometro avvicinarsi ai 40 °C. È osservare quanto rapidamente il caldo riesca a recuperare forza ogni...