Sette giornate su dieci con una temperatura massima superiore ai 40 °C, almeno secondo una prima elaborazione modellistica, in alcune aree interne della Sardegna. Il dato non significa che l’intera isola resterà a 40 °C per una settimana. Non indica neppure che i superamenti saranno necessariamente consecutivi. Dice qualcosa di diverso: in alcuni punti del territorio italiano la soglia potrebbe essere oltrepassata più volte durante la stessa fase calda.
Abbiamo quindi osservato la prossima ondata di calore attraverso una misura differente. Non la temperatura massima assoluta, non la media dell’intero periodo, ma il numero di giornate nelle quali il modello porta la massima oltre 40 °C nella finestra dei prossimi dieci giorni.
Una soglia contata giorno per giorno
La carta che abbiamo elaborato considera le temperature massime previste nelle singole giornate e conta quante volte superano 40 °C in ogni punto della griglia modellistica. Un’etichetta “7g” indica dunque sette massime giornaliere oltre la soglia durante il periodo esaminato.
Non significa sette giorni interamente trascorsi sopra 40 °C. La temperatura raggiungerebbe questi livelli nelle ore più calde del pomeriggio, per poi diminuire durante la sera e la notte. Il conteggio, inoltre, non mostra se le giornate siano consecutive oppure separate da una temporanea attenuazione.
Questa distinzione è importante. La carta misura la frequenza dei superamenti, non la durata continua dell’ondata di calore e neppure il disagio percepito. Umidità, ventilazione e temperature minime non entrano direttamente nel calcolo.
La soglia dei 40 °C è anche molto sensibile alle correzioni modellistiche. Una giornata prevista a 39,8 °C non viene conteggiata; una stima di 40,1 °C aggiunge invece un superamento. Pochi decimi di variazione possono quindi modificare il numero finale.
La Sardegna interna raggiunge il valore più alto
L’indicazione più marcata compare nelle aree interne della Sardegna, dove l’elaborazione arriva a contare fino a sette giornate oltre 40 °C. In altri settori dell’isola il numero scende indicativamente a tre.
Il dato riguarda porzioni circoscritte, non l’intero territorio regionale. Le coste, i rilievi, le vallate e le pianure interne reagiscono in modo molto diverso alla stessa massa d’aria. L’influenza del mare tende a contenere le temperature diurne lungo molti litorali, mentre nelle zone interne il terreno può riscaldarsi più rapidamente.
Forte insolazione, ventilazione debole e distanza dalle brezze marine possono favorire temperature particolarmente elevate nelle pianure e nelle conche dell’interno. È in questi ambienti che una massa d’aria già molto calda in quota può produrre più facilmente massime prossime o superiori ai 40 °C.
Il valore di sette giorni non deve tuttavia essere interpretato come una previsione puntuale garantita. È il risultato di un’elaborazione diretta del modello e dovrà essere verificato negli aggiornamenti successivi. Quello che vogliamo passi da questa sintesi grafica è che in diverse zone d’Italia la soglia dei 40 gradi sarà superata ed in alcune di queste località tale soglia potrà essere raggiunta e superata più volte.
Dalla Pianura Padana alla Puglia, superamenti più localizzati
La carta individua possibili superamenti anche sulla Penisola, ma generalmente per un numero inferiore di giornate. In alcuni settori della Pianura Padana la soglia potrebbe essere oltrepassata una o due volte.
Al Centro compaiono aree circoscritte tra le pianure e le vallate interne del versante tirrenico e di quello adriatico, con conteggi generalmente compresi tra una e due giornate. Non si tratta di un coinvolgimento uniforme delle regioni: altitudine, distanza dal mare, ventilazione e orografia possono produrre differenze rilevanti anche tra località vicine.
Un’altra zona da seguire è la Puglia interna, dove l’elaborazione arriva localmente a tre possibili superamenti. Anche in questo caso le aree costiere potrebbero presentare temperature inferiori grazie all’azione delle brezze, mentre le pianure più lontane dal mare risulterebbero maggiormente esposte al riscaldamento pomeridiano.
Calabria e Sicilia compaiono meno chiaramente nella prima fase. Ciò non significa che sperimenteranno temperature basse o vicine alla norma. Significa soltanto che, nella specifica elaborazione, la soglia dei 40 °C viene superata meno frequentemente o su superfici troppo limitate per emergere con la stessa evidenza.
Perché la temperatura tornerà a salire
La breve fase più vivibile è stata favorita dall’ingresso di aria relativamente più fresca di origine atlantica, che ha riportato diverse zone verso valori più vicini alla climatologia del periodo. Residui episodi d’instabilità potranno interessare ancora soprattutto la Sicilia e alcune aree interne.
Da oggi 29 luglio la circolazione inizierà però a favorire un nuovo aumento termico, peraltro già sperimentato nelle ultime 24 ore. Il promontorio subtropicale si espanderà progressivamente verso il Mediterraneo, mentre i flussi in quota tenderanno a disporsi da sud-ovest. Aria subtropicale continentale risalirà dalla Penisola Iberica verso Francia, Italia e Balcani.
Nel fine settimana, sull’Italia, le temperature attorno a 850 hPa potrebbero raggiungere valori compresi indicativamente tra 21 e 24 °C, con anomalie positive di circa 4-6 °C.
Il caldo più diffuso tra venerdì e il fine settimana
L’aumento avverrà gradualmente, interessando prima le temperature massime e successivamente anche quelle minime. Tra venerdì 31 luglio e il fine settimana diventeranno probabili valori compresi tra 34 e 39 °C su molte regioni del Centro-Nord, in Sardegna e nelle aree meridionali più esposte, in particolare tra Campania, Puglia e Basilicata.
I 40 °C dovrebbero invece rimanere più localizzati. È proprio questa differenza che rende utile il conteggio: gran parte dell’Italia potrà sperimentare caldo intenso, ma soltanto alcuni territori presentano, al momento, più giornate favorevoli al superamento della soglia estrema.
Tra il 3 e il 6 agosto l’indicazione di temperature molto elevate su tutta la Penisola rimane una costante su tutti i modelli , ma l’affidabilità della previsione diminuisce procedendo nel tempo. Per questo il numero mostrato sulla carta deve essere considerato provvisorio, soprattutto nelle zone dove il modello colloca le massime appena sopra 40 °C.
Dopo il 6 agosto aumenta l’incertezza
Tra il 7 e il 10 agosto alcune elaborazioni ipotizzano l’avvicinamento di una saccatura atlantica, con un possibile interessamento iniziale del Centro-Nord. La distanza temporale non permette ancora di stabilire la traiettoria, la velocità di avanzamento e la capacità di ridurre le temperature.
Un ingresso più orientale potrebbe interrompere prima la sequenza calda sulle regioni settentrionali. Una struttura più lenta o lontana dall’Italia potrebbe invece mantenere il richiamo di aria calda verso il Mediterraneo centrale. Saranno gli aggiornamenti dei prossimi giorni a chiarire questa parte dell’evoluzione.
La carta non rappresenta quindi una promessa di sette superamenti, ma una diagnostica della possibile esposizione territoriale. Mostra dove i 40 °C potrebbero essere un episodio isolato e dove, invece, rischiano di ricomparire più volte. È questa la misura nuova della prossima fase calda.
Analisi e fonti
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