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Dopo il primo raffrescamento, il fine settimana può prolungare la fase meno calda sull’Italia

Il ridimensionamento termico atteso nei prossimi quattro o cinque giorni potrebbe non rimanere un episodio isolato. L’aggiornamento serale del modello americano introduce infatti un elemento molto più importante della semplice diminuzione delle temperature: una saccatura nordatlantica più profonda potrebbe raggiungere l’Italia nel fine settimana, soprattutto le regioni centro-settentrionali.

La configurazione era già comparsa nelle elaborazioni del modello europeo. Ora anche GFS inizia a seguirne l’impostazione, mostrando una flessione più pronunciata del campo barico in quota tra sabato 25 e domenica 26 luglio. Non è ancora una previsione definitiva, ma la distanza tra le due letture modellistiche si è ridotta.

E’ una novità non di scarso rielivo. Il primo ricambio d’aria dovrebbe ridurre gli eccessi termici senza rimuovere completamente il caldo dall’Italia. La successiva saccatura, se confermata con questa traiettoria, potrebbe inserirsi prima che l’alta pressione riesca a ricostruirsi pienamente. Ne deriverebbe una fase instabile più consistente e, soprattutto, una prosecuzione delle condizioni termiche meno gravose.

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GFS si avvicina alla soluzione europea

Fino alle elaborazioni precedenti, il modello americano appariva meno convinto di una penetrazione decisa della saccatura verso il Mediterraneo centrale. La circolazione più fresca tendeva a scorrere maggiormente sull’Europa centrale e sul fianco orientale dell’Italia, lasciando il nostro Paese vicino al margine dell’azione depressionaria.

L’ultimo aggiornamento modifica questa impostazione. La saccatura viene approfondita verso Francia, arco alpino e Italia centro-settentrionale, mentre l’alta pressione sull’Atlantico si sviluppa verso latitudini più elevate. Lungo il suo bordo orientale si aprirebbe così una strada più diretta per correnti nordoccidentali meno calde.

È una dinamica più vicina a quella già proposta dal modello europeo. La concordanza tra due modelli non garantisce che ogni dettaglio sia corretto, ma rende più credibile l’idea generale: nel fine settimana l’Italia potrebbe essere raggiunta da un’ondulazione più ampia e organizzata rispetto alle infiltrazioni previste nella prima parte della settimana.

Restano ancora da definire la profondità effettiva della saccatura, la posizione del suo asse e la velocità con cui attraverserebbe il Paese. Da questi elementi dipenderanno la distribuzione delle piogge e l’estensione del calo termico.

Il primo raffrescamento potrebbe diventare soltanto l’inizio

La diminuzione delle temperature dei prossimi giorni dovrebbe essere prodotta da un indebolimento del promontorio subtropicale e dall’arrivo di correnti meno calde, più efficaci al Nord e lungo il versante adriatico.

Questa prima fase avrà probabilmente effetti termici più estesi delle precipitazioni. Le temperature perderanno alcuni gradi in molte regioni, ma le piogge resteranno maggiormente legate ai rilievi, al Nord-Est e alle zone più direttamente esposte alle correnti settentrionali.

Da sola, questa evoluzione potrebbe rappresentare soltanto un’interruzione temporanea dell’onda calda. Il Mediterraneo rimarrebbe ancora molto caldo e l’alta pressione potrebbe tentare di espandersi nuovamente verso l’Italia dopo pochi giorni.

La saccatura indicata per il fine settimana modificherebbe però la sequenza. Arriverebbe mentre il campo barico non ha ancora recuperato completamente la propria struttura e mentre una parte dell’Italia si trova già all’interno di una massa d’aria meno calda.

Il secondo impulso non partirebbe quindi dalle condizioni estreme registrate nella fase precedente, ma si innesterebbe su un’atmosfera già parzialmente rinnovata. Questo potrebbe allungare sensibilmente il periodo con temperature più contenute, limitando la possibilità di una rapida ricostruzione del caldo intenso.

La differenza tra una pausa e una fase meno calda più lunga

Il risultato finale dipenderà dalla distanza temporale tra i due contributi d’aria meno calda. Più saranno ravvicinati, meno tempo avrà l’alta pressione per riorganizzarsi sul Mediterraneo centrale.

Una breve fase anticiclonica tra giovedì e venerdì potrebbe ancora favorire una risalita delle temperature, specialmente al Centro-Sud. Tuttavia, con una saccatura già in avvicinamento da nord-ovest, il recupero rischierebbe di essere incompleto e poco duraturo.

In questo caso il fine settimana non coinciderebbe semplicemente con un nuovo calo termico. Potrebbe consolidare il ridimensionamento precedente e accompagnare l’Italia verso alcuni giorni complessivamente meno caldi, anche nella parte conclusiva di luglio.

È un dettaglio importante perché ci troviamo nel periodo statisticamente più caldo dell’anno. Non servono temperature eccezionalmente basse per produrre un beneficio evidente. Una sequenza più lunga di giornate vicine alla media, con notti meno pesanti e maggiore ventilazione, può incidere più di un singolo pomeriggio fresco seguito immediatamente da una nuova forte risalita termica.

Il Sud e le Isole potrebbero rimanere inizialmente più vicini alla massa d’aria calda. Anche su queste zone, però, l’approfondimento della saccatura favorirebbe una graduale attenuazione degli eccessi, soprattutto qualora le correnti nordoccidentali riuscissero a estendersi verso il basso Adriatico.

Centro-Nord esposto a una fase instabile più organizzata

La traiettoria proposta da GFS porrebbe il Centro-Nord italiano nella zona maggiormente interessata dalla curvatura ciclonica e dal contrasto tra le masse d’aria.

Le prime regioni coinvolte sarebbero probabilmente quelle settentrionali. L’avvicinamento della saccatura favorirebbe un aumento dell’instabilità sulle Alpi, seguito dalla possibilità di temporali anche sulle pianure del Nord. La disposizione delle correnti potrebbe poi estendere rovesci e temporali verso le regioni centrali.

A differenza delle infiltrazioni più deboli attese nei giorni precedenti, questa configurazione potrebbe sostenere precipitazioni meno occasionali. Non si tratterebbe necessariamente di fenomeni presenti ovunque nello stesso momento, ma di una fase capace di coinvolgere territori più ampi e di organizzare più linee temporalesche durante l’evoluzione della saccatura.

Le aree comprese tra il Nord Italia, l’alto e medio Tirreno e le regioni centrali potrebbero trovarsi nella fascia piùinteressata. Molto dipenderà dalla posizione dell’asse depressionario. Un ingresso attraverso la Francia e il Mediterraneo nordoccidentale favorirebbe un maggiore coinvolgimento delle regioni tirreniche. Una traiettoria più orientale concentrerebbe invece gli effetti tra Nord-Est, Adriatico e Appennino.

A questa distanza non è ancora possibile definire le regioni più piovose. È però possibile riconoscere una dinamica potenzialmente più favorevole a precipitazioni diffuse rispetto alla prima fase della settimana.

Meno raffreddamento prima, più energia disponibile dopo

Esiste un aspetto apparentemente contraddittorio. Un raffrescamento meno incisivo nei giorni precedenti potrebbe aumentare la forza dei temporali durante l’ingresso della saccatura del fine settimana (se confermata).

Se l’Italia centro-settentrionale conserverà temperature elevate nei bassi strati, elevata umidità e mari molto caldi, la depressione in quota troverà una maggiore quantità di energia disponibile. L’arrivo di aria più fresca da nord-ovest aumenterebbe il contrasto verticale e favorirebbe moti ascendenti più intensi.

In questa eventualità i temporali potrebbero risultare localmente forti, accompagnati da piogge abbondanti in poco tempo, grandine e raffiche di vento, non solo nelle “consuete aree” ma anche in modo più diffuso ad esempio sul settore tirrenico centro settentrionale. Il potenziale sarebbe più elevato nelle zone dove le correnti umide riusciranno a convergere prima dell’ingresso dell’aria meno calda.

Al contrario, un ricambio d’aria più efficace già nei prossimi giorni potrebbe ridurre parzialmente l’energia presente. La saccatura troverebbe un’atmosfera meno calda e forse meno carica, con precipitazioni comunque possibili ma contrasti termici meno esasperati.

Questo non significa che un raffrescamento più debole produca automaticamente fenomeni violenti. La forza dei temporali dipenderà anche dall’umidità, dalla ventilazione alle diverse quote e dalla velocità della saccatura. Indica però un rapporto importante: le condizioni lasciate dalla prima fase influenzeranno direttamente la seconda.

Le conferme decisive arriveranno dalla traiettoria

L’avvicinamento di GFS alla soluzione europea rappresenta un avanzamento nella lettura del fine settimana, ma non chiude la previsione.

Bisognerà verificare se la saccatura continuerà a essere rappresentata con un asse diretto verso Francia e Italia settentrionale. Sarà altrettanto importante valutare la durata della flessione barica. Una struttura rapida produrrebbe una fase perturbata intensa ma breve. Una permanenza più lunga sull’Europa centrale manterrebbe l’Italia esposta a correnti nordoccidentali anche dopo il fine settimana, prolungando le temperature più gradevoli.

La novità degli aggiornamenti serali riguarda quindi la continuità della sequenza. Prima un ridimensionamento parziale del caldo, poi una possibile saccatura più profonda capace di completare il ricambio d’aria e rendere più consistente il peggioramento al Centro-Nord.

Le prossime elaborazioni dovranno confermare profondità e traiettoria. Se l’impostazione verrà mantenuta, il fine settimana non rappresenterà soltanto una nuova fase temporalesca: potrebbe impedire al caldo intenso di riprendere rapidamente il controllo dell’Italia.

Analisi e fonti
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