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Dopo i 45°C, l’Italia cambia massa d’aria: quanto durerà la pausa dal caldo estremo?

Quarantacinque gradi. È il valore raggiunto venerdì 17 luglio nelle stazioni ARPAS di Oliena e Cagliari Pirri, dopo giornate nelle quali vaste zone della Sardegna hanno ripetutamente superato i 40°C. Il caldo intenso ha coinvolto anche il resto d’Italia, assumendo spesso caratteristiche molto afose nelle pianure, nelle città e lungo le coste. Il confronto con ciò che potrebbe accadere durante la prossima settimana sarà netto, ma non deve essere raccontato come un improvviso anticipo di settembre. Cambierà la massa d’aria, non la stagione.

La fine del caldo intenso avrà tempi diversi

Tra oggi e domani il caldo inizierà a perdere intensità soprattutto al Nord e su parte del Centro, mentre il Sud e le Isole resteranno ancora esposti a valori molto elevati. Il ricambio più esteso dovrebbe maturare tra lunedì 20 e mercoledì 22 luglio. Correnti meno calde, inizialmente dirette verso l’Europa centrale e i Balcani, riusciranno progressivamente a scendere lungo la Penisola. Le temperature diminuiranno anche sulle regioni meridionali, ponendo termine alla fase più estrema.

La buona notizia è che si conferma come il serbatoio di aria eccezionalmente calda presente sul Mediterraneo centrale perderà consistenza. Le indicazioni settimanali descrivono per il periodo 20-26 luglio correnti nord-occidentali dirette soprattutto verso il Nord-Est, il medio e basso Adriatico e i settori ionici. Su queste aree il calo termico potrà essere accompagnato da maggiore instabilità. Altrove la diminuzione delle temperature potrà avvenire anche senza precipitazioni organizzate.

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Cosa rende interessante la soluzione del modello americano

Nella seconda metà della prossima settimana alcune elaborazioni del modello americano GFS propongono un approfondimento più deciso della circolazione ciclonica sull’Europa centro-orientale. L’Italia potrebbe trovarsi lungo il bordo occidentale della discesa di aria più fresca, con effetti particolarmente evidenti sulle regioni adriatiche, sul Nord-Est e sulle zone interne del Centro-Sud.

Una configurazione di questo tipo impedirebbe alla massa d’aria molto calda di risalire immediatamente verso l’Italia. Favorirebbe inoltre una maggiore dinamicità atmosferica, con ventilazione più efficace, temperature meno elevate e occasioni per rovesci o temporali.

Temperature sotto media non significa clima settembrino

Nella fase centrale della prossima settimana alcune zone italiane potrebbero effettivamente scendere sotto la media climatica. L’anomalia negativa dovrebbe risultare più evidente in quota e sui settori maggiormente esposti alle correnti settentrionali. Questo non significa automaticamente avere temperature da inizio settembre. La seconda metà di luglio coincide con uno dei periodi climaticamente più caldi dell’anno. Anche valori inferiori alla media possono quindi corrispondere a giornate pienamente estive, soprattutto nelle pianure e lungo le coste.

La differenza sarà percepibile rispetto agli eccessi attuali. Massime meno elevate, notti gradualmente più sopportabili e ventilazione più presente potranno restituire condizioni molto diverse da quelle vissute durante l’ondata di calore. Dove l’aria diventerà anche meno umida, il beneficio potrà risultare maggiore rispetto a quello indicato dal solo termometro.

È invece prematuro sostenere che le temperature rimarranno sotto media fino al 31 luglio. Le proiezioni settimanali aggiornate indicano un raffreddamento consistente tra il 20 e il 26 luglio, seguito da un possibile recupero termico. Tra il 27 luglio e il 2 agosto le temperature potrebbero riportarsi vicino alla media o leggermente al di sopra, senza necessariamente raggiungere nuovamente gli estremi di questi giorni.

Quanto potrebbe durare la pausa dal caldo più intenso

La parte più affidabile della previsione riguarda la conclusione dell’attuale ondata di calore. Il ridimensionamento inizierà durante il fine settimana al Centro-Nord e dovrebbe raggiungere il Mezzogiorno entro la prima parte della nuova settimana.

Tra mercoledì 22 e il fine settimana del 25-26 luglio l’Italia potrebbe restare inserita in una circolazione più dinamica, con temperature inizialmente inferiori alla media su alcune regioni e successivamente più vicine ai valori abituali. L’instabilità sarà probabilmente più frequente sui rilievi, al Nord-Est e lungo il versante adriatico, ma la distribuzione delle piogge resta meno affidabile della tendenza termica.

Per gli ultimi giorni del mese aumenta l’incertezza. La permanenza dell’alta pressione sull’Europa occidentale potrebbe continuare a proteggere l’Italia dalle masse d’aria più calde. Allo stesso tempo, un suo graduale spostamento verso est favorirebbe una nuova crescita delle temperature.

La risposta alla domanda che ci siamo fatti sulla durata della pausa dal grande caldo potrebbe essere questa: la fase senza caldo estremo potrebbe accompagnarci fino alla fine di luglio, ma non sarà necessariamente fresca, piovosa o costantemente sotto media. Dopo il forte calo iniziale, il termometro potrebbe tornare verso valori normali e successivamente leggermente superiori.

Non sarebbe la fine dell’estate. Sarebbe il ritorno a un’estate meno esasperata, nella quale il caldo rimane presente ma non viene continuamente alimentato da una massa d’aria eccezionalmente calda.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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