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Caldo in Italia, dopo il 6 agosto il Centro-Nord potrebbe smettere di guadagnare gradi

Fino al 5-6 agosto i principali modelli descrivono un’evoluzione simile: caldo persistente, temperature molto alte e maggiore esposizione delle regioni centro-meridionali con il trascorrere dei giorni. La distanza tra le elaborazioni nasce dopo. Nella carta ECMWF valida per la sera dell’8 agosto, il Centro-Nord non si trova più sotto la parte più robusta del promontorio subtropicale. Una depressione estesa dall’Europa settentrionale verso il Mare del Nord abbassa i geopotenziali fino alle Alpi e alla Francia. GFS, nella corsa presa a confronto, mantiene invece una struttura più tenace sul Mediterraneo e rallenta l’avvicinamento delle correnti occidentali. Non è ancora possibile stabilire quale evoluzione prevarrà, ma la differenza ha già una conseguenza concreta: ECMWF riduce la probabilità che il caldo continui a intensificarsi sul Centro-Nord durante la prossima settimana.

La divergenza non riguarda i prossimi giorni

Il confronto deve essere diviso in due periodi. Per la prima parte dell’ondata di calore la distanza tra ECMWF e GFS è relativamente limitata. Entrambi mantengono una massa d’aria molto calda sull’Italia, geopotenziali elevati e condizioni favorevoli a temperature nettamente superiori alla media.

I massimi della struttura pressoria in quota sul Centro-Nord viene collocato tra queste ore e l’avvio del fine settimana. Le temperature al suolo, tuttavia, potranno raggiungere i massimi proprio nel fine settimana. Il terreno continua ad accumulare calore, le minime aumentano gradualmente e la colonna atmosferica può rimanere molto calda anche dopo una prima riduzione dei geopotenziali.

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Per questo le massime più elevate possono presentarsi con un ritardo di 24 o 48 ore rispetto alla maggiore espansione del promontorio in quota. L’eventuale modesta attenuazione dei geopotenziali in quota prevista successivamente da ECMWF non porterebbe quindi un calo immediato. Renderebbe però meno probabile un ulteriore aumento durante la prima parte della prossima settimana.

La correzione riguarda soprattutto il Centro-Nord. Il caldo rimarrebbe intenso e duraturo, ma potrebbe trasformarsi in una fase stabile, senza nuovi incrementi termici diffusi rispetto ai livelli già raggiunti e raggiungibili entro le prossime 48 ore.

ECMWF porta il Centro-Nord più vicino alle correnti occidentali

Nella carta valida per l’8 agosto, l’anomalia negativa più marcata è collocata sull’Europa settentrionale. Una seconda area con geopotenziali bassi interessa il Mare del Nord e si estende verso l’Europa centrale. L’Italia rimane a sud di questa circolazione, ma il Nord si trova vicino a un gradiente più netto rispetto a quello presente sul Mediterraneo meridionale.

Questa configurazione sarebbe foriera di un primo cambiamento, più avvertibile sul centro nord dell’Italia. Alpi e Prealpi diventerebbero le prime zone esposte a infiltrazioni meno stabili, con una maggiore possibilità di temporali. L’eventuale coinvolgimento delle pianure dipenderà dalla traiettoria delle ondulazioni in quota e non può essere definito a questa distanza.

Anche senza precipitazioni diffuse, una maggiore ventilazione, qualche fase nuvolosa e una colonna atmosferica meno compressa possono limitare le temperature massime. Il Nord potrebbe quindi rientrare verso valori termici meno esasperati prima del resto d’Italia.

Il Centro occuperebbe una posizione intermedia. Una parte delle regioni centrali potrebbe risentire della riduzione dei geopotenziali, ma il margine tra aria molto calda e correnti meno stabili rimane ancora troppo settentrionale per ipotizzare un ricambio deciso, almeno fino a questa scadenza.

Il caldo più resistente si sposterebbe verso Sud

La diminuzionedella pressione proposta da ECMWF non interesserebbe tutta la Penisola nello stesso momento. Sul Sud e sulle Isole i geopotenziali rimarrebbero più elevati e la massa d’aria calda potrebbe persistere più a lungo.

Nelle pianure interne di Sardegna, Sicilia e regioni meridionali potranno ancora essere raggiunti o localmente superati i 40 °C, soprattutto dove il terreno è asciutto, la ventilazione è debole e le brezze marine non riescono a penetrare. La previsione puntuale dovrà essere aggiornata con modelli a maggiore risoluzione, ma la distribuzione generale appare coerente: minore probabilità di nuovi aumenti al Centro-Nord, permanenza del caldo più intenso sul Mezzogiorno.

Questo non significa che il Centro-Nord uscirà rapidamente dall’ondata di calore. Le temperature potranno restare superiori alla media anche con geopotenziali in graduale diminuzione. Cambierebbe soprattutto la capacità della struttura subtropicale di produrre valori ancora più elevati.

L’intensità e la durata devono quindi essere separate. ECMWF ridimensiona in parte l’intensità della seconda parte dell’episodio sul Centro-Nord, ma non ne elimina immediatamente la persistenza.

Perché GFS prolunga maggiormente la fase calda

Nella corsa americana presa a confronto, la depressione nordatlantica avanza più lentamente e il promontorio mantiene geopotenziali più elevati sul Mediterraneo centrale. L’Italia rimane così più a lungo protetta dalle correnti occidentali.

La differenza non dipende semplicemente dal fatto che un modello sia abitualmente “più caldo” dell’altro. Nasce dalla posizione e dalla velocità delle strutture sull’Europa. Se la depressione rimane più lontana, davanti ad essa può continuare a scorrere aria calda da sud-ovest. Se avanza verso Francia, Alpi e Germania, il bordo settentrionale del promontorio viene invece eroso prima.

È questo il punto ancora irrisolto tra ECMWF e GFS: non la presenza dell’ondata di calore, ma il momento in cui la circolazione atlantica riuscirà a ridurne il sostegno sul Centro-Nord.

L’8 agosto resta una finestra da verificare

La carta ECMWF è valida a 246 ore dall’inizializzazione che sono veramente molte. A questa distanza può essere utilizzata per riconoscere la disposizione delle grandi strutture, non per fissare il giorno preciso nel quale diminuiranno le temperature. Vale la pena comunque parlarne perché questa evoluzione si ripresenta nei fondocorsa modellistici già da alcuni giorni.

Nei prossimi aggiornamenti saranno importanti tre verifiche. La prima riguarda la continuità con cui ECMWF manterrà geopotenziali più bassi sul Nord Italia. La seconda riguarda il numero di membri ensemble che porterà la depressione verso l’Europa centrale. La terza sarà la risposta delle temperature a 850 hPa, necessaria per capire se l’erosione in quota sarà accompagnata da una massa d’aria realmente meno calda.

La previsione più prudente può quindi essere formulata così: l’ondata di calore resterà intensa per diversi giorni, ma ECMWF riduce la possibilità di ulteriori aumenti sul Centro-Nord dopo il fine settimana. Il Sud conserverà più a lungo le temperature maggiori. Tra il 7 e il 9 agosto esiste una prima finestra per un’attenuazione più organizzata da nordovest, mentre GFS tende a rinviarla. La conclusione entro la prima decade rimane possibile, non ancora acquisita.

Analisi e fonti
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