HomeMeteoCaldo a inizio agosto: l’Italia potrà trovarsi nel corridoio tra due depressioni

Caldo a inizio agosto: l’Italia potrà trovarsi nel corridoio tra due depressioni

Una depressione verso le Isole Britanniche, una seconda circolazione in possibile formazione tra Turchia e Mar Nero, l’Italia nel mezzo. Non è necessariamente una disposizione favorevole a un raffreddamento. Potrebbe, al contrario, lasciare la Penisola lungo la parte più stabile del promontorio subtropicale.

L’aspetto da seguire per l’inizio del mese di agosto non è soltanto la forza dell’alta pressione, è soprattutto la sua evoluzione. Dopo una prima espansione verso l’Europa occidentale, il promontorio potrebbe assumere un asse più stretto e inclinato da sud-ovest verso nord-est, collegando il Mediterraneo centrale con le Alpi e parte dell’Europa centro-orientale.

Questa evoluzione potrebbe aumentare l’esposizione dell’Italia a fenomeni importanti di subsidenza e quindi alla costruzione di una ipotetica nuova forte onda calda. Non è però ancora possibile stabilire quanto durerà. E soprattutto non è corretto trasformare i 40-42 °C mostrati da alcune applicazioni a dieci o quindici giorni in temperature già previste per una determinata città.

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Il promontorio può cambiare forma

Un promontorio subtropicale non è una figura pressoria definita che si sposta mantenendo sempre la stessa struttura. Può allargarsi, assottigliarsi, inclinarsi e modificare rapidamente il proprio asse in risposta alle ondulazioni delle correnti occidentali.

Nelle elaborazioni analizzate, la prima espansione interesserebbe soprattutto la Penisola Iberica, la Francia e una parte dell’Europa centrale. Più avanti, l’asse potrebbe ruotare e disporsi lungo una linea sud-ovest/nord-est, con la sua base sul Mediterraneo e il prolungamento verso le Alpi e l’Europa orientale.

Per l’Italia sarebbe una differenza importante. Una struttura centrata stabilmente tra Spagna e Francia lascerebbe la Penisola sul margine orientale, più esposto a eventuali infiltrazioni instabili. Un asse disteso sopra il Mediterraneo centrale porterebbe invece una parte più ampia del Paese nella zona di maggiore stabilità.

Non serve che il massimo dell’anomalia si trovi esattamente sull’Italia. È sufficiente che la Penisola venga raggiunta dalla massa d’aria calda e rimanga per più giorni sotto geopotenziali elevati, ventilazione debole e moti discendenti.

Perché due depressioni possono ingabbiare l’alta pressione

Sul lato occidentale del promontorio agirebbe la depressione inizialmente presente in pieno Atlantico e successivamente diretta verso le Isole Britanniche. A est potrebbe organizzarsi una seconda area depressionaria tra Mar Nero, Anatolia e Mediterraneo orientale.

Queste due strutture non schiacciano fisicamente l’alta pressione. Ne delimitano però i fianchi e contribuiscono a orientare le correnti che scorrono tra Atlantico, Mediterraneo ed Europa orientale.

Davanti alla depressione occidentale può mantenersi una componente sud-occidentale, favorevole alla risalita di aria molto calda verso Francia, Alpi e Italia. La circolazione orientale, se sufficientemente distante dalla Penisola, può limitare l’espansione del promontorio verso levante e favorirne l’allungamento verso nord-est.

Ne risulterebbe una struttura relativamente stretta, ma estesa per migliaia di chilometri. L’Italia potrebbe trovarsi vicino alla sua base oppure direttamente lungo l’asse.

È una disposizione che ricorda un blocco a matrice Omega, con un promontorio affiancato da due aree depressionarie. La geometria, tuttavia, appare asimmetrica e deve ancora dimostrare la persistenza necessaria per essere definita un vero blocco.

Dai primi giorni di agosto il blocco è possibile, non ancora certo

La disposizione prevista possiede alcuni elementi compatibili con un assetto bloccante: un promontorio molto allungato, una depressione sul lato atlantico e una seconda circolazione a est. Per parlare di blocco atmosferico serve però qualcosa in più della forma osservata in una singola elaborazione. La struttura anticiclonica deve risultare vasta, quasi stazionaria e abbastanza persistente da ostacolare il normale flusso occidentale.

Il punto ancora irrisolto riguarda il movimento delle due depressioni. Quella occidentale potrebbe rallentare vicino alle Isole Britanniche, mantenendo attiva la componente sud-occidentale verso il continente. Potrebbe però anche avanzare, deformando il promontorio e aumentando successivamente l’instabilità sull’Europa occidentale.

La circolazione sull’area turca è ancora più delicata. Una posizione leggermente più orientale lascerebbe maggiore spazio all’alta pressione; uno spostamento verso il Mediterraneo centrale ne indebolirebbe il fianco orientale.

Bastano differenze di alcune centinaia di chilometri per cambiare la ventilazione sull’Italia, la durata della stabilità e la distribuzione delle temperature più elevate. Per questo, oggi, è corretto parlare di una configurazione possibile dal 2-4 agosto, non di un blocco ormai definito.

Le evoluzioni ancora aperte

L’ipotesi più favorevole a un caldo persistente prevede la depressione occidentale rallentata vicino alle Isole Britanniche, la circolazione orientale confinata verso la Turchia e l’asse anticiclonico mantenuto sopra l’Italia. In questo caso il riscaldamento potrebbe proseguire per più giorni e diventare anche molto intenso.

Un avanzamento più rapido della depressione atlantica produrrebbe un’evoluzione diversa. Il richiamo meridionale potrebbe inizialmente rafforzarsi, causando un aumento veloce delle temperature, ma l’alta pressione perderebbe successivamente stabilità sul proprio lato occidentale.

Esiste poi una terza possibilità: il promontorio potrebbe risultare meno stretto e più spostato verso ovest. L’Europa occidentale riceverebbe allora il contributo caldo più diretto, mentre l’Italia rimarrebbe in una posizione meno centrale.

I 40-42 °C delle app non sono una previsione già certa

Alcune applicazioni possono già mostrare massime di 40-42 °C per località italiane a dieci o quindici giorni. Non è necessario allarmarsi davanti a quei numeri. Non significa che siano valori impossibili. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto molte località italiane si trovano vicino alla fase climatologicamente più calda dell’anno; con una massa d’aria molto calda e una forte subsidenza, temperature prossime ai 40 °C possono realmente verificarsi nelle aree più predisposte.

Il problema è la precisione apparente. Il numero visualizzato è spesso un’elaborazione automatica e puntuale, talvolta derivata da una singola corsa o da una combinazione di modelli. A quella distanza non rappresenta una previsione consolidata né il valore più probabile.

L’atmosfera è un sistema caotico. Piccole differenze nelle condizioni iniziali possono amplificarsi con il tempo e modificare la posizione dell’alta pressione, la direzione del vento, la copertura nuvolosa e l’umidità. Sono variazioni sufficienti per cambiare di parecchi gradi la massima prevista in una città. Comunicare questa incertezza non significa minimizzare un’eventuale ondata di calore. Significa distinguere una possibilità credibile da un dato ormai acquisito.

Pertanto, in merito alla tendenza per la prossima settimana e l’inizio di agosto, per il momento ci sentiamo di poter cautelativamente dire che: una fase molto calda all’inizio di agosto merita attenzione e potrebbe essere probabile, soprattutto se l’asse del promontorio si disporrà sopra l’Italia. Non si escludono possibili nuovi apici termometrici sopra i 40 gradi ma questo andrà verificato più avanti. Quello che di certo appare anomalo e che già abbiamo sottolineato, riguarda la facilità con cui queste ondate riescano a replicarsi continuativamente e con intensità crescenti.

Analisi e fonti
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