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Allerta meteo in Toscana: il grado scende ma domani sono possibili oltre 50 mm locali

Un codice giallo può comprendere una precipitazione superiore a 50 millimetri in poche ore. Non è una contraddizione. Il colore dell’allerta non indica soltanto quanto potrà essere intenso il temporale più forte, ma considera anche la probabilità dei fenomeni, la loro estensione e gli effetti attesi sul territorio.
L’aggiornamento per la Toscana conferma il codice arancione associato alla fase più intensa di oggi domenica 26 luglio e attiva una nuova vigilanza di colore giallo per lunedì 27 sulla fascia occidentale. Il rischio diminuisce rispetto alla fase frontale appena transitata, ma non scompare. Tra la notte e la mattina potranno infatti formarsi rovesci temporaleschi sul mare, con un possibile interessamento dell’Arcipelago e dei primi tratti della costa centrale.
Il dettaglio più importante riguarda la distribuzione della pioggia. I quantitativi medi previsti sono poco rilevanti, mentre in aree molto ristrette gli accumuli potranno superare 50 millimetri. Significa che località distanti pochi chilometri potrebbero osservare condizioni completamente diverse.

L’allerta scende di livello perché il rischio diventa più localizzato

La fase meteorologica di oggi è stata associata a una struttura frontale organizzata. I temporali più importanti della notte hanno interessato soprattutto il nord della Toscana, dove la componente dinamica della perturbazione e il forte apporto di umidità hanno favorito nuclei intensi e numerose fulminazioni.
Con l’allontanamento del fronte viene meno la possibilità di precipitazioni estese e organizzate su gran parte della regione. Questo giustifica la riduzione del livello di allerta. Non significa però che l’atmosfera torni immediatamente stabile.
Dietro la parte frontale rimarrà una circolazione occidentale ancora umida, a tratti sostenuta. La Toscana si troverà quindi all’interno di una massa d’aria più instabile, nella quale potranno alternarsi schiarite e nuovi addensamenti.
Il rischio di lunedì sarà meno esteso. Non coinvolgerà contemporaneamente ampie porzioni della regione, ma potrà concentrarsi per alcune ore lungo fasce strette. È proprio questa localizzazione a rendere difficile indicare in anticipo il tratto costiero maggiormente esposto.

Dopo il fronte il mare può continuare ad alimentare i rovesci

L’uscita di una perturbazione non coincide sempre con la fine immediata delle precipitazioni. Nei bassi strati resterà molta umidità e le correnti occidentali continueranno a raggiungere il Tirreno e la fascia costiera toscana.
Sul mare possono formarsi linee di convergenza, cioè zone nelle quali correnti con direzione o velocità leggermente diversa tendono ad avvicinarsi. L’aria viene costretta a salire, condensa e può generare nuove celle temporalesche.
Non sarà necessario l’arrivo di un altro fronte. Basteranno instabilità residua, umidità marittima e una convergenza sufficientemente persistente per favorire lo sviluppo di rovesci.
Il rischio maggiore non dipenderà necessariamente da una singola cella ferma nello stesso punto. Più nuclei possono nascere in successione sul mare e seguire una traiettoria simile. In meteorologia questa dinamica viene spesso definita rigenerazione: una località può ricevere più rovesci consecutivi, mentre poco più a nord o a sud le precipitazioni restano deboli o assenti.

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La sintesi delle allerte in corso oggi e domani. Per tutti i riferimenti del caso si raccomanda di seguire la pagina ufficiale regionale.

Perché la notte può risultare più delicata del pomeriggio

I temporali estivi vengono spesso associati al riscaldamento diurno, ma lunedì la componente più interessante avrà origine marittima. Il Tirreno conserva calore e umidità anche durante la notte, mentre il raffreddamento della terraferma modifica le circolazioni nei livelli più bassi.
Tra la seconda parte della notte e le prime ore del mattino potranno così svilupparsi celle al largo. Le correnti occidentali potrebbero successivamente accompagnarle verso l’Arcipelago, la costa centrale o le immediate zone retrostanti.
La loro posizione esatta dipenderà da convergenze molto strette, difficili da collocare con largo anticipo.

Oltre 50 millimetri locali non significano pioggia diffusa

La nuova allerta, in codice giallo, indica cumulati medi non significativi, ma ammette massimi puntuali superiori a 50 millimetri tra costa centrale e Arcipelago. Le due informazioni descrivono lo stesso tipo di fenomeno.
Se un temporale interessa soltanto una piccola parte di una zona di allerta, la media calcolata sull’intera area rimane bassa. Nel punto attraversato più volte dai rovesci, invece, il pluviometro può registrare una quantità molto maggiore.
Per questo il codice giallo non deve essere letto come la previsione di piogge deboli. Indica una criticità più contenuta e localizzata rispetto all’arancione, accompagnata però da un’elevata incertezza geografica.
Le aree da osservare con maggiore attenzione saranno l’Arcipelago, il mare davanti alla costa livornese e i settori costieri centrali. Un eventuale nucleo potrebbe poi raggiungere i primi chilometri dell’entroterra. Non è possibile stabilire con precisione quale comune riceverà il quantitativo più elevato, perché uno spostamento di pochi chilometri della linea di convergenza può modificare completamente la distribuzione finale.

Nel pomeriggio di lunedì tornerà un’instabilità diversa

Dopo la fase marittima della notte e del mattino, nel pomeriggio l’attenzione si sposterà soprattutto verso le zone interne e i rilievi.
Il riscaldamento diurno potrà favorire brevi rovesci o temporali in corrispondenza delle aree montuose e collinari. Saranno fenomeni generalmente rapidi e più isolati rispetto a quelli che potrebbero interessare la fascia costiera nelle ore precedenti.
I massimi locali potranno raggiungere 20-30 millimetri, ma i cumulati medi resteranno modesti. Anche in questo caso non si prevede una giornata interamente piovosa. Prevarranno condizioni variabili, con lunghe pause asciutte alternate a improvvisi addensamenti.
È quindi utile separare le due fasi: prima le possibili celle alimentate dal mare, poi l’instabilità pomeridiana legata soprattutto ai rilievi. Confonderle porterebbe a immaginare una pioggia continua per tutta la giornata, eventualità che al momento non trova conferma.

Il miglioramento più esteso è atteso dalla sera

Per condizioni più stabili su gran parte della Toscana occorrerà attendere la serata di lunedì. Le correnti diventeranno progressivamente meno favorevoli alla formazione di rovesci e le schiarite tenderanno ad ampliarsi.
Da martedì inizierà una fase più calda. Le temperature massime potranno tornare verso 33-35 gradi, con un ulteriore aumento possibile nelle pianure interne durante le giornate successive. L’evoluzione termica richiederà aggiornamenti, ma la direzione generale appare già abbastanza definita.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

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