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Allerta gialla in Toscana martedì 21 luglio: perché contano i picchi di un’ora più della pioggia media

Una località potrebbe concludere martedì senza aver raccolto quasi nulla. A pochi chilometri di distanza, nello stesso pomeriggio, un temporale potrebbe scaricare 40 o 50 millimetri di pioggia in meno di un’ora. È questa forte discontinuità spaziale, più del quantitativo medio previsto sull’intera regione, a spiegare l’allerta gialla emessa per gran parte della Toscana centro-settentrionale.

L’allerta sarà valida dalle 8 alle 23.59 di martedì 21 luglio e riguarderà il rischio connesso a temporali forti e a possibili effetti sul reticolo idrografico minore. I fenomeni saranno più probabili durante il pomeriggio e la sera, inizialmente sui rilievi e successivamente anche sulle aree interne e sulle pianure limitrofe.

Pioggia media modesta, ma rovesci localmente molto intensi

Il dato più importante del bollettino non è la quantità media di pioggia. È la distanza tra la media prevista e il massimo possibile.

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Il Centro Funzionale Regionale indica cumulati medi generalmente non significativi. Nello stesso documento, però, vengono stimati massimi puntuali fino a 40-50 millimetri, occasionalmente superiori, cumulabili anche in una sola ora. Non è una contraddizione: è il comportamento tipico delle precipitazioni convettive.

Un temporale estivo occupa spesso una superficie molto più piccola rispetto a una perturbazione autunnale organizzata. Può interessare un comune, una valle o una porzione di pianura, lasciando quasi asciutte le zone circostanti. Quando la pioggia viene mediata sull’intera area di allerta, il valore può quindi risultare basso. Nel punto attraversato dalla parte più attiva della cella, invece, l’intensità può diventare elevata.

Per questo la frase “cumulati medi non significativi” non deve essere interpretata come assenza di rischio. Significa che non è attesa una pioggia abbondante e uniforme su tutta la zona. Il problema riguarda la possibilità che una piccola parte del territorio riceva molta acqua in pochissimo tempo.

Perché l’instabilità aumenterà soprattutto nel pomeriggio

Lunedì l’atmosfera conserverà condizioni prevalentemente stabili, fatta eccezione per qualche possibile sviluppo temporalesco sull’Appennino. Martedì una rapida perturbazione in movimento sul Nord Italia lambirà la Toscana, rendendo meno stabile la colonna d’aria soprattutto nella seconda parte della giornata.

Non si profila una pioggia estesa e continua in avanzamento ordinato da ovest verso est. L’azione della perturbazione sarà più sottile: ridurrà la stabilità presente in quota proprio mentre il suolo e le pianure interne avranno accumulato calore durante la mattina e le prime ore pomeridiane.

Il riscaldamento diurno favorirà la risalita dell’aria più calda presente nei bassi strati. Dove questa spinta incontrerà un rilievo, una convergenza dei venti o una zona già interessata da nubi in crescita, potranno svilupparsi cumulonembi rapidamente.

Ecco perché una mattinata asciutta e in parte soleggiata non rappresenterà una garanzia per le ore successive. Al contrario, alcune ore di insolazione possono fornire energia aggiuntiva alla convezione prima dell’arrivo della componente più instabile.

L’Appennino sarà il primo innesco, non necessariamente il confine

Le aree appenniniche avranno la probabilità maggiore di vedere i primi temporali. I versanti montuosi costringono l’aria a salire e facilitano la formazione delle correnti ascendenti. Tuttavia, le celle non dovranno necessariamente restare confinate sui crinali.

La previsione regionale indica possibili temporali in Appennino con eventuale sconfinamento verso le pianure limitrofe. Molto dipenderà dalla direzione dei venti alle diverse quote, dall’orario di formazione e dalla presenza di confini tra masse d’aria prodotti dalle prime celle.

Un nucleo nato tra Garfagnana, Appennino pistoiese, Mugello o Casentino potrebbe quindi muoversi verso le vallate e le zone pianeggianti vicine. Non è possibile stabilire molte ore prima quale traiettoria seguirà ogni temporale. Una variazione modesta del vento o una formazione anticipata può spostare di decine di chilometri la fascia maggiormente interessata.

La localizzazione precisa dovrà essere affidata al monitoraggio radar durante il pomeriggio. Le carte previsionali delimitano l’ambiente favorevole; il radar mostrerà dove le celle saranno realmente nate e in quale direzione si staranno muovendo.

Quali zone comprende la mappa gialla

L’allerta interessa la Toscana centro-settentrionale e una parte delle zone interne orientali. Le province indicate sono Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Restano fuori le aree più meridionali della regione, gran parte della Maremma costiera e l’Arcipelago. Si tratta di vigilanza meteo in codice giallo per temporali forti.

Il giallo comprende Lunigiana, Versilia, bacino del Serchio, Garfagnana, Appennino settentrionale, Mugello, Bisenzio, Ombrone pistoiese e tutte le principali zone del bacino dell’Arno. Sono incluse anche Valtiberina, Valdichiana e alto bacino dell’Ombrone.

L’elenco delle province non significa però che ogni loro territorio abbia la stessa probabilità. Alcune province entrano nell’allerta soltanto con una parte dei comuni o con specifici bacini idrografici. Anche all’interno della stessa zona gialla il temporale potrà colpire una fascia ristretta e lasciare asciutto il settore vicino.

La Regione Toscana ricorda che, proprio per la natura improvvisa e circoscritta dei temporali, l’allerta può coinvolgere numerose zone anche se i fenomeni finiranno per svilupparsi soltanto su alcune di esse.

https://www.regione.toscana.it/allertameteo

Perché l’allerta parte alle 8 se i temporali sono attesi più tardi

La validità dalle 8 non indica la presenza di temporali diffusi già al mattino. La fascia ufficiale deve comprendere l’intero periodo nel quale non si può escludere l’attivazione dei fenomeni e consente alle strutture locali di prepararsi con anticipo.

La parte più delicata resta quella compresa indicativamente tra il pomeriggio e la sera. L’orario esatto dipenderà dalla velocità della perturbazione, dalla nuvolosità mattutina e dalla capacità dell’Appennino di attivare le prime celle.

Durante i temporali più intensi saranno possibili grandine, fulmini e forti raffiche di vento. Gli effetti potranno includere allagamenti improvvisi, difficoltà di smaltimento dell’acqua, caduta di rami e problemi lungo la viabilità, soprattutto nei sottopassi e vicino ai corsi d’acqua minori.

Chi ha programmato attività all’aperto, escursioni o spostamenti sui rilievi dovrebbe quindi controllare gli aggiornamenti nel corso della giornata, senza basarsi soltanto sul cielo osservato al mattino.

Da mercoledì l’instabilità dovrebbe diminuire. Resterà possibile qualche rovescio pomeridiano sull’Appennino, ma il resto della settimana viene indicato come più stabile.

Analisi e fonti
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