HomeMeteoÈ tempo di Burrasche dei Santi: arriveranno davvero o il caldo resterà...

È tempo di Burrasche dei Santi: arriveranno davvero o il caldo resterà su tutta Italia?

L’anticiclone africano resterà protagonista per gran parte della settimana. Possibili rovesci pomeridiani e serali sui rilievi e nelle zone interne, ma senza una vera svolta: la flessione termica resta rimandata, forse agli ultimi giorni del mese.

Le cosiddette burrasche dei Santi potrebbero presentarsi quest’anno in una forma molto diversa rispetto a quella più classica e incisiva. Non una vera rottura dell’estate africana, non un intervento instabile capace di smantellare l’anticiclone, ma piuttosto una fase di temporali localizzati, prevalentemente pomeridiani e serali, relegati soprattutto alle zone interne e montuose.

nei prossimi giorni l’Italia resterà inserita in un contesto “super” estivo, dominato da un campo di alta pressione subtropicale e da un plafond termico elevato che, con buona probabilità, accompagnerà gran parte della settimana. La possibile flessione delle temperature, più volte intravista nelle proiezioni a medio termine, viene per il momento rimandata. Se arriverà un segnale più concreto, sarà probabilmente verso gli ultimi giorni del mese.

Il caldo, dunque, rimane il vero protagonista. Le temperature continueranno a mantenersi sopra le medie del periodo, con valori massimi spesso elevati e con disagio crescente nelle aree urbane, nelle pianure e nelle zone interne meno ventilate. Non si tratterà soltanto di caldo diurno: l’afa e le temperature notturne alte contribuiranno a mantenere una sensazione di pesantezza anche dopo il tramonto, soprattutto nei grandi centri cittadini.

- Advertisement -

Burrasche dei Santi depotenziate: perché non sarà una vera rottura

La tradizione meteorologica popolare associa il periodo tra San Giovanni, il 24 giugno, e i Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, a possibili rotture temporalesche dell’inizio estate. In molti anni, proprio in questa fase, l’accumulo di calore nei bassi strati e l’arrivo di aria più fresca in quota possono favorire temporali anche forti, talvolta accompagnati da grandine, colpi di vento e un calo termico più sensibile. Stavolta, però, lo scenario appare diverso. I temporali potranno esserci, ma non sembrano legati a un cambiamento di circolazione organizzato. Non si intravede, almeno per ora, un affondo perturbato capace di entrare in modo deciso sul Mediterraneo centrale e di sostituire la massa d’aria calda con correnti più fresche e diffuse.

Più che vere burrasche dei Santi, dunque, potremmo trovarci davanti a una versione ridotta e depotenziata del fenomeno: temporali di calore, localmente anche intensi, ma confinati nello spazio e nel tempo. Fenomeni capaci di interrompere il caldo per poche ore in alcune aree, ma non di chiudere davvero l’ondata africana.

Questa distinzione è fondamentale. Una vera rottura dell’ondata calda dovrebbe portare instabilità più organizzata, un ricambio d’aria apprezzabile e un calo termico distribuito su molte regioni. Al momento, invece, il segnale prevalente resta quello di un anticiclone ancora presente, solo temporaneamente disturbato nel suo cuore sulle aree più esposte alla convezione pomeridiana.

Temporali locali e serali: fenomeni soprattutto su rilievi e zone interne

I temporali dei prossimi giorni avranno caratteristiche molto precise. Saranno episodi legati soprattutto al forte riscaldamento del suolo, all’umidità nei bassi strati e a lievi infiltrazioni instabili in quota. Il meccanismo sarà quello tipico delle fasi estive molto calde: mattinate spesso soleggiate, rapido aumento della temperatura, sviluppo di nubi cumuliformi sui rilievi nelle ore centrali e possibili rovesci o temporali tra pomeriggio e prima serata.

Le aree più esposte saranno Alpi, Prealpi, Appennino e zone interne del Centro-Sud e delle Isole. Su questi settori il calore accumulato durante il giorno potrà trasformarsi in energia disponibile per lo sviluppo di celle temporalesche. Non saranno fenomeni diffusi, ma dove i temporali riusciranno a formarsi potranno risultare localmente intensi, con piogge concentrate in poco tempo, raffiche di vento e occasionali grandinate.

Le pianure, le coste e le grandi città resteranno invece spesso ai margini di tutto questo. In molte zone il tempo continuerà a presentarsi stabile, soleggiato e caldo, con eventuali annuvolamenti più significativi soltanto guardando verso i rilievi. Infatti non siamo davanti a una perturbazione capace di attraversare il Paese, ma a un’instabilità diurna, irregolare e selettiva.

La tendenza alla risoluzione serale sarà altrettanto importante. Dopo il picco convettivo del pomeriggio, molti temporali tenderanno ad attenuarsi con il calo del riscaldamento solare. In serata e durante la notte, salvo locali residui, l’atmosfera dovrebbe tornare più tranquilla. Questo conferma la natura non strutturale del peggioramento: fenomeni anche vivaci, ma senza un vero cambio di massa d’aria. Anzi, nelle aree eventualmente interessate dai rovesci pomeridiani, il forte aumento dell’umidità potrebbe incrementare non di poco la sensazione di afa notturna.

Caldo ancora dominante: il calo termico resta rinviato a fine mese

Tutta la prossima settimana rischia un plafond termico nettamente sopra media: l’Italia continuerà a vivere condizioni di caldo superiore alla norma, con valori elevati e con un disagio accentuato. L’anticiclone africano non appare ancora destinato a un cedimento netto e generalizzato. Potrà mostrare qualche incertezza, ma non una vera ritirata.

La possibile flessione termica viene quindi rimandata (per il momento). La finestra da monitorare resta quella degli ultimi giorni del mese, quando (forse) l’anticiclone potrebbe subire i primi attacchi ai fianchi. Ma, al momento, non si vede ancora una risoluzione completa dell’onda calda. Serviranno conferme più solide per parlare di un vero cambiamento.

Dove si formeranno i temporali e dove invece il caldo resterà più continuo

Per il Nord il rischio dei temporali di calore sarà più elevato Alpi, Prealpi e settori pedemontani, dove qualche cumulonembo potrà allungarsi localmente dalle montagne verso le aree vicine. Al Centro, le zone più sensibili saranno quelle appenniniche e interne collinari (vedi Toscana ed Umbria). Al Sud e sulle Isole: caldo diffuso nelle aree pianeggianti e costiere, anche qui con maggiore probabilità di sviluppo temporalesco nelle zone montuose.

Nella sostanza dei fatti, i temporali potranno esserci senza rappresentare una vera uscita dall’ondata africana. Questa è la differenza sostanziale rispetto a una classica burrasca dei Santi: non una porta spalancata verso aria più fresca, ma una fessura temporanea dentro una struttura calda ancora molto solida.

Le prossime giornate saranno quindi da seguire con doppia attenzione. Da un lato il caldo, che resterà il fattore dominante e continuerà a pesare soprattutto su pianure, città e zone interne. Dall’altro i temporali pomeridiani, che pur essendo localizzati potranno risultare bruschi e localmete intensi laddove riusciranno a svilupparsi.

Fine mese decisivo: solo allora capiremo se arriverà una vera tregua

In conclusione, non bisogna confondere qualche temporale di calore con la fine dell’ondata africana. Le burrasche dei Santi, quest’anno, rischiano di essere più simboliche che risolutive: qualche episodio su monti e interne, spesso a risoluzione serale, ma nessun vero intervento destabilizzante su larga scala. Il caldo resta, il plafond termico rimane alto e la possibile flessione viene rimandata, forse agli ultimi giorni di giugno. Solo allora si capirà se l’estate concederà una tregua reale o se l’anticiclone continuerà a dominare anche l’avvio di luglio.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

Meteo a parti invertite: l’Italia “capovolta” dalle proiezioni a lungo termine.

Le mappe stagionali mostrano un’estate sorprendente: più calda e secca a nord delle Alpi, Italia più esposta alla pioggia e Sud meno estremo rispetto...