HomeClima e ambienteL’Europa si sta “africanizzando”? Il dibattito climatico dietro le nuove ondate di...

L’Europa si sta “africanizzando”? Il dibattito climatico dietro le nuove ondate di calore persistenti

Dorsali subtropicali sempre più estese verso nord e anomalie record alle alte quote riaccendono il confronto scientifico sull’evoluzione della circolazione atmosferica europea

Negli ultimi anni le ondate di caldo sull’Europa hanno cambiato volto. Non si tratta soltanto di temperature più elevate, ma soprattutto della frequenza e della persistenza con cui determinate configurazioni atmosferiche riescono a imporsi sul continente. È in questo contesto che alcuni meteorologi e climatologi stanno tornando a discutere un concetto tanto forte quanto delicato: una possibile “africanizzazione” climatica di parte dell’Europa mediterranea e occidentale.

Il termine non indica una trasformazione del clima europeo in un clima desertico, ma un progressivo aumento dell’influenza subtropicale nella circolazione atmosferica, con anticicloni caldi sempre più estesi verso latitudini settentrionali e blocchi atmosferici più duraturi.

La discussione si è riaccesa proprio in questi giorni a causa di una configurazione particolarmente estrema: una dorsale africana con geopotenziali fino a 594 dam a 500 hPa estesa verso il nord della Francia, accompagnata da valori eccezionali nei percentili ERA5 sull’Europa occidentale.

- Advertisement -

Perché i 594 dam sul nord della Francia sono così anomali

In meteorologia, le altezze geopotenziali a 500 hPa rappresentano uno dei parametri più importanti per comprendere la struttura dell’atmosfera alle medie quote. Valori molto elevati indicano generalmente una colonna d’aria più calda e stabile, associata a forti anticicloni subtropicali. Quando quote di 594 dam raggiungono aree come Francia settentrionale, Benelux o Germania occidentale, ci si trova di fronte a configurazioni decisamente anomale per quelle latitudini.

La vera particolarità, però, non è soltanto il picco termico. È la persistenza della struttura atmosferica. Negli ultimi anni l’Europa occidentale ha sperimentato con crescente frequenza blocchi anticiclonici molto duraturi, capaci di deviare le perturbazioni atlantiche verso nord e lasciare vaste aree del continente sotto compressione calda per giorni o settimane.

La possibile espansione della cella di Hadley

Uno dei temi più discussi riguarda il possibile ruolo dell’espansione della cella di Hadley. La cella di Hadley è una grande struttura della circolazione atmosferica tropicale che trasporta calore dall’equatore verso le fasce subtropicali. Diversi studi suggeriscono che, in un clima più caldo, questa fascia subtropicale possa gradualmente espandersi verso nord nell’emisfero boreale. Se questo processo venisse confermato su larga scala, alcune aree mediterranee europee potrebbero trovarsi sempre più spesso sotto l’influenza di masse d’aria subtropicali continentali o sahariane.

Non significa che l’Europa diventerà il Sahara. Significa piuttosto che alcune dinamiche atmosferiche tipiche delle fasce subtropicali potrebbero diventare più frequenti:

  • maggiore persistenza anticiclonica;
  • estati più lunghe;
  • riduzione delle perturbazioni atlantiche;
  • ondate di calore più intense e ripetute;
  • maggiore stress idrico.

Dal 2015-2016 qualcosa sembra essere cambiato

Molti meteorologi osservano empiricamente come, dal 2015-2016 in avanti, alcune configurazioni estreme abbiano iniziato a comparire con frequenza crescente. Le estati europee recenti sono state caratterizzate da:

  • geopotenziali molto elevati;
  • blocchi atmosferici persistenti;
  • anomalie termiche eccezionali;
  • maggiore stazionarietà delle figure bariche.

Secondo alcuni ricercatori, il problema potrebbe non essere soltanto il caldo in sé, ma una circolazione atmosferica più lenta e meno dinamica, capace di mantenere gli stessi pattern per periodi più lunghi. È uno degli aspetti più delicati del dibattito climatico attuale, perché coinvolge direttamente il comportamento del jet stream, gli scambi meridiani e l’equilibrio energetico tra Artico e basse latitudini.

Meteo e clima: attenzione alle semplificazioni

Parlare di “africanizzazione” richiede però molta cautela scientifica. Un singolo episodio estremo non basta per dimostrare un cambiamento strutturale della circolazione atmosferica europea. Inoltre il clima del continente resta fortemente influenzato dall’oceano Atlantico, dalle oscillazioni atmosferiche naturali e dalla variabilità interna del sistema climatico. Tuttavia, il numero crescente di configurazioni subtropicali persistenti osservate negli ultimi anni sta alimentando interrogativi sempre più seri nella comunità scientifica.

Ed è forse proprio questo il punto centrale: non tanto stabilire se l’Europa stia diventando “africana”, ma capire se il motore atmosferico europeo stia entrando in una fase diversa rispetto al passato recente.

Il vero cambiamento potrebbe essere la persistenza

Per decenni il clima europeo è stato caratterizzato da una forte alternanza tra fasi perturbate atlantiche e fasi anticicloniche. Oggi, invece, uno degli elementi che colpisce maggiormente è la durata delle configurazioni.

Quando una dorsale subtropicale riesce a consolidarsi sull’Europa occidentale:

  • il caldo si accumula progressivamente;
  • il suolo si dissecca;
  • aumenta il feedback termico;
  • le notti restano più calde;
  • le perturbazioni faticano a rientrare.

È questo meccanismo che trasforma una normale fase estiva in un evento potenzialmente estremo.

Ecco perché il dibattito sulle nuove dinamiche atmosferiche europee sta diventando sempre più centrale anche nella meteorologia operativa: non si tratta soltanto di prevedere il prossimo picco di caldo, ma di comprendere se stia cambiando il comportamento stesso dell’atmosfera alle medie latitudini.

Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing

Chi siamo  •  Centro di calcolo

Il caldo scemerà, ma prima l’atmosfera diventerà più carica

Un temporale non nasce solo perché arriva aria meno calda. Nasce quando l’aria calda presente al suolo diventa abbastanza umida da comportarsi come combustibile....