Oggi picco di caldo, da domani arrivano i primi segnali convettivi: tra Appennino e aree interne iniziano ad accendersi i cumulonembi della nuova transizione temporalesca
La Toscana toccherà probabilmente nelle prossime ore, l’apice del caldo associato a questa consistente ondata di calore. E dopo l’acuto termico, l’alta pressione potrebbe cominciare a presentare i primi segnali di un cedimento, immediatamente traducibili con l’innesco di temporali. L’atmosfera infatti inizierà gradualmente a perdere stabilità aprendo la strada ai primi temporali a evoluzione diurna tipicamente “estivi”, fenomeni molto diversi dalle perturbazioni organizzate che hanno caratterizzato parte della primavera. La struttura meteorologica resta ancora lontana dal disporre sullo scacchiere italiano e toscano un peggioramento esteso, ma i segnali di una progressiva attivazione convettiva iniziano ormai a diventare evidenti, soprattutto nelle aree interne e montuose della regione.
Domani 27 maggio: primi cumulonembi sull’Appennino settentrionale
La giornata di domani rappresenterà probabilmente il primo accenno verso una nuova fase atmosferica. Il caldo accumulato nei bassi strati durante queste ore, associato modeste infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota, potrà favorire la formazione dei primi addensamenti cumuliformi lungo la dorsale appenninica settentrionale. Nel corso del pomeriggio non si esclude quindi la nascita dei primi cumulonembi tra le aree montuose del Mugello, dell’Appennino pistoiese e dell’Appennino lucchese, con locali rovesci o brevi temporali in sviluppo prevalentemente nelle zone interne. Si tratterà ancora di fenomeni isolati, discontinui e di breve durata ma comunque in grado di rappresentare un primo elemento di novità.
Giovedì possibile aumento dell’instabilità nelle aree interne
La giornata di giovedì potrebbe invece mostrare un quadro decisamente più dinamico. Le temperature elevate accumulate nei giorni precedenti continueranno infatti a fornire molta energia potenziale all’atmosfera, mentre ulteriori infiltrazioni più fresche in quota potrebbero accentuare il contrasto termico verticale. Sembra dunque probabile che le aree più esposte alla formazione di celle temporalesche possano essere ancora una volta i rilievi appenninici, ma con una verosimile estensione dell’attività convettiva anche verso le zone interne della Toscana centro-meridionale.
Sorvegliate speciali risultano:
- le Colline Metallifere;
- le aree interne tra senese e grossetano;
- parte delle vallate interne pisane e fiorentine;
- le zone collinari lontane dalla costa.
Ancora incertezze sull’intensità dei fenomeni
Resta ancora da definire con precisione la reale portata dei fenomeni. In situazioni di questo tipo, infatti, bastano piccole variazioni termiche o leggere differenze nei venti in quota per modificare sensibilmente distribuzione e intensità dei temporali. Quello che appare già evidente, però, è la crescente disponibilità di “carburante atmosferico”. L’energia accumulata nei bassi strati inizia infatti a diventare importante e rappresenta uno degli ingredienti fondamentali per la nascita di temporali localmente intensi. Non è ancora possibile stabilire se si tratterà soltanto di episodi isolati o dell’inizio di una fase più attiva, ma la Toscana sembra ormai avviarsi verso la prima vera configurazione temporalesca della stagione calda.
Costa ancora ai margini
Le aree costiere dovrebbero invece restare più protette almeno in questa prima fase. La presenza del mare relativamente più fresco tende infatti a stabilizzare gli strati bassi dell’atmosfera limitando la crescita verticale delle nubi. Per questo motivo i fenomeni più organizzati dovrebbero concentrarsi soprattutto lontano dal litorale, nelle aree dove il riscaldamento diurno riesce a lavorare con maggiore efficacia.
Analisi e fonti
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