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“Calima” a fondo scala: interessata anche l’Italia

Un’ondata importante di polvere nordafricana sta avvolgendo il Mediterraneo centro-occidentale. Spagna e Sardegna nel nucleo più denso, ma il fenomeno interesserà a breve l’intera Italia.

Il flusso che trasforma il cielo

Quando una profonda depressione atlantica si posiziona a ovest della Penisola Iberica, si attiva un meccanismo preciso: l’aria calda risale dal deserto verso nord, trascinando miliardi di particelle finissime sollevate dalle zone più aride di Algeria, Mali e Mauritania. È quello che sta accadendo in queste ore con un’intensità che i modelli previsionali raramente mostrano a queste latitudini. Il fenomeno ha un nome preciso: Calima. Ed è a fondo scala.

Questo aggiornamento rientra nella nostra analisi sul Meteo in Italia.

La Spagna nel cuore della nube

Il settore occidentale del Mediterraneo è il primo a essere travolto. La Spagna, le Baleari e le coste nordafricane si trovano già all’interno del nucleo più denso, dove le concentrazioni di aerosol raggiungono i valori massimi. Le proiezioni modellistiche mostrano forti concentrazioni di polveri desertiche sull’ intera Penisola Iberica con tendenza poi ad estendersi rapidamente anche più est.

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Una evidenza della massa di polvere che si sta muovendo dall’Africa verso le coste della Spagna. Il fenomeni si accentuerà rapidamente nei prossimi giorni con evidente episodio di Calima.

La Sardegna è la regione italiana più esposta

Tra le regioni italiane, la Sardegna si trova nella posizione più vulnerabile. L’isola è direttamente investita dal flusso meridionale e rientra nella fascia di concentrazione massima. Nei momenti di picco, previsti a partire da giovedì prossimo, il cielo potrà assumere quella tonalità lattiginosa caratteristica della Calima, con il sole che filtra arancione anche nelle ore centrali. Anche le coste della Sicilia occidentale e della Calabria tirrenica rientrano nell’area di influenza più diretta.

Qualità dell’aria e particolato

Le particelle di sabbia sahariana, pur essendo di origine naturale, hanno diametro molto fine e rientrano nelle categorie PM10 e PM2.5. Durante i picchi di concentrazione i valori di particolato possono superare le soglie di attenzione fissate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le persone con patologie respiratorie, asma o malattie cardiovascolari sono le più sensibili a questi episodi, che per durata e intensità si distinguono dai normali innalzamenti stagionali del pulviscolo atmosferico.

Quanto durerà

La finestra di massima intensità sull’Italia è concentrata tra giovedì 5 e sabato7 marzo. Il graduale riposizionamento della circolazione atlantica spingerà poi il flusso sahariano verso latitudini più settentrionali, sganciando l’Italia da un interessamento più diretto. Il miglioramento non sarà però immediato: l’Italia tutta potrebbe mantenere cielo velato e aria polverosa anche oltre la fase acuta, fino a quando le precipitazioni previste non effettueranno il cosiddetto lavaggio atmosferico, depositando al suolo tutta la sabbia rimasta in sospensione. Vi aggiorneremo sugli eventuali sviluppi.

Fonte e analisi
Valutazioni basate su osservazioni locali, radar e modelli previsionali.
Per la modellistica: ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
MeteoToscana.it

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