HomeMeteo ItaliaNeve al Nord, possibile anche in pianura nelle prossime 72 ore

Neve al Nord, possibile anche in pianura nelle prossime 72 ore

Tra mercoledì e venerdì forte peggioramento sulle Alpi, con accumuli abbondanti soprattutto tra Dolomiti e Alto Adige, torna l’inverno su mezza Italia

La fase più intensa tra giovedì e venerdì

Il Centro-Nord si prepara a un nuovo impulso invernale che nelle prossime 72 ore riporterà la neve protagonista sull’arco alpino. Il periodo più dinamico è atteso tra mercoledì e venerdì, con un progressivo peggioramento che coinvolgerà in modo particolare le regioni settentrionali.

Le prime nevicate prenderanno forma già nella mattinata di giovedì sulle Alpi occidentali, tra Valle d’Aosta e alto Piemonte, con fenomeni localmente intensi lungo i settori di confine con Francia e Svizzera. In questa fase lo sconfinamento delle precipitazioni verso il versante italiano potrà risultare significativo, soprattutto nelle aree più esposte alle correnti occidentali.

Nel corso del pomeriggio il fronte nevoso tenderà ad estendersi lungo tutto l’arco alpino. L’intensità aumenterà sulle Alpi centro-occidentali, coinvolgendo in modo più deciso la Lombardia alpina, il Trentino-Alto Adige e il Veneto settentrionale. Le prime nevicate raggiungeranno anche il Friuli Venezia Giulia. Tra Dolomiti, Alto Adige e settori di confine lombardi si prevedono le precipitazioni più abbondanti, con accumuli rilevanti anche nell’arco di poche ore alle quote medio-alte.

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Questo aggiornamento rientra nella nostra analisi sul Meteo in Italia.

Configurazione favorevole allo stau alpino

La serata di giovedì rappresenterà probabilmente il momento più organizzato dell’evento sul comparto centro-orientale. Le nevicate diventeranno diffuse e a tratti intense sulle Alpi centro-orientali, mentre sul Piemonte occidentale si assisterà a una graduale attenuazione. L’Appennino settentrionale resterà ai margini, con fenomeni deboli e irregolari.

La dinamica atmosferica è tipica delle situazioni di stau alpino, con correnti occidentali o nord-occidentali che impattano contro la barriera montuosa, favorendo precipitazioni persistenti sui versanti esposti.

Nella notte tra giovedì e venerdì un nuovo impulso da ovest potrebbe riattivare le nevicate sulle Alpi occidentali, mentre su alto Veneto e Friuli i fenomeni resteranno presenti, ancora prevalentemente confinati alle zone montane.

Dove si attendono gli accumuli maggiori

Le aree con i quantitativi più significativi risultano essere l’Alto Adige, le Dolomiti venete, le Alpi lombarde orientali e i settori di confine valdostani. In quota l’evento potrà risultare consistente, con apporti utili sia per il comparto idrico sia per il turismo invernale.

Diverso il discorso per la Pianura Padana, dove al momento non emergono segnali di neve diffusa ma non si escludono fioccate soprattutto sull’angolo nord occidentale, tra Liguria interna, Piemonte e Valle d’Aosta. Eventuali nevicate a bassa quote sono più probabili tra Cuneese ed alessandrino ma gli accumuli potrebbero oscillare tra qualche centimetro a solo episodi di acqua neve o neve bagnato.

Le nevicate si spingeranno anche più a sud ma essenzialmente solo alle medio alte quote dell’Appennino settentrionale, soprattutto a confine tra Toscana ed Emilia Romagna.

Questa occasione perturbata potrebbe portare il manto nevoso a crescere anche su tutto lo scenario olimpico di Milano Cortina 2026. Una scenografica senz’altro più che adatta ai giochi olimpici.

Aggiornamento ore 19:11 essenzialmente confermato il peggioramento nevoso con accumuli più considerevoli sul settore alpino. Ancora possibili episodi di neve a bassa quota specie tra Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte.

Fonte e analisi
Valutazioni basate su osservazioni locali, radar e modelli previsionali.
Per la modellistica: ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
MeteoToscana.it

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