Le tempeste atlantiche di febbraio 2026 mostrano un pattern che riguarda anche il Mediterraneo centrale
Tempeste in serie sull’Europa sud-occidentale
Nel febbraio 2026 la Spagna è stata interessata da una lunga sequenza di perturbazioni atlantiche che hanno colpito in modo ripetuto le stesse aree, con effetti particolarmente severi in Andalusia. Le tempeste Leonardo e Marta hanno provocato evacuazioni, allagamenti diffusi, frane e danni rilevanti al comparto agricolo, coinvolgendo migliaia di persone. A rendere l’episodio significativo non è stata solo la forza dei singoli eventi, ma la continuità del maltempo, con sistemi ciclonici instradati lungo traiettorie quasi identiche per giorni.
Cosa si intende per “treno di borrasche”
Il termine treno di borrasche descrive una configurazione atmosferica persistente in cui una corrente dominante guida le perturbazioni sempre lungo la stessa fascia geografica. Non si tratta di un singolo evento estremo, ma di una sequenza che amplifica progressivamente gli effetti al suolo. I terreni saturi, i bacini idrografici già colmi e le infrastrutture sotto stress trasformano precipitazioni ripetute in un fattore di rischio crescente, anche senza valori cumulati record sul singolo episodio.
Il ruolo del jet stream nel febbraio 2026
Alla base di questa fase si trova il comportamento del jet stream polare, che nel periodo considerato si è disposto su latitudini più basse del normale tra Atlantico e Mediterraneo occidentale. La corrente a getto, intensa e poco ondulata, ha agito come una corsia preferenziale per le perturbazioni atlantiche, favorendo ciclogenesi rapide e un costante afflusso di aria umida. Questo assetto ha spiegato la persistenza delle piogge sulla Penisola Iberica e, in parte, la difficoltà del sistema a evolvere verso configurazioni più stabili.

Gli effetti indiretti sul Mediterraneo centrale e sull’Italia
Sebbene il cuore del maltempo abbia interessato la Spagna, la stessa configurazione atmosferica ha avuto ripercussioni anche sull’Italia. Il flusso atlantico basso di latitudine ha spesso alimentato depressioni secondarie nel Mediterraneo occidentale, con un coinvolgimento diretto delle regioni tirreniche. In diverse fasi del mese, l’Italia ha sperimentato un’alternanza di pause brevi e nuovi impulsi perturbati, con piogge frequenti al Nord-Ovest e sul versante tirrenico.
Jet stream e cambiamento climatico: una lettura prudente
Il dibattito sul legame tra questi eventi e il cambiamento climatico resta aperto, ma richiede attenzione. L’assetto del forte jet stream osservato nel febbraio 2026, sempre rpprevalentemente zonale, sembra rientrare nella variabilità naturale dell’atmosfera. Gli studi più accreditati indicano che l’amplificazione artica tende piuttosto a indebolire il gradiente termico e a rendere la corrente a getto più ondulata. Questo suggerisce che episodi come quello spagnolo, con riflessi anche sull’Italia, non rappresentino di per sé una prova diretta di un nuovo regime climatico, almeno non in questo particolare caso.
Un segnale utile per la gestione del rischio
Il treno di borrasche del febbraio 2026 rappresenta un caso di studio importante anche per l’Italia. Comprendere come queste configurazioni si sviluppano e come possono estendersi dal settore iberico al Mediterraneo centrale è fondamentale per migliorare la previsione a medio e lungo termine. A tal proposito anche nei prossimi giorni seguiteremo a risentire di questa configurazione che quindi porterà altre fasi di maltempo su tutta l’Italia. Per un cambiamento che ancora non è chiaro come potrà compiersi, dovremo attendere probabilmente almeno fino a metà mese.
Fonte e analisi
Valutazioni basate su osservazioni locali, radar e modelli previsionali.
Per la modellistica: ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
MeteoToscana.it
